rilanciamo anche noi il comunicato di Equipaggi di Terra, con il quale si convoca una Agorà pubblica per mercoledì 18 marzo alle 18.00 a Piramide. Dal ‘metodo flottilla’ si può ripartire: per ricostruire convergenze e mobilitazioni, per rimettere in comune analisi, paure e strumenti, per uscire dall’isolamento e tornare a navigare nella stessa direzione[accì]

 

La guerra non è solo distruzione di territori e predazione di beni e ricchezze; è un meccanismo che mangia tutto. È fatta di bombe, ma anche di paura. Paura per la vita, paura di vedere sparire le proprie libertà e i propri diritti sociali. Avere paura è normale, è un sentimento sano, ma il rischio è lasciarsi pietrificare e restare isolati
In questi mesi, chi ha scelto la pratica della Flottilla ci ha mostrato come si affronta questo buio: non negandolo, ma attraversandolo insieme, affermando una idea di alternativa alla legge del più forte, un’idea che si basa sul principio di solidarietà e giustizia, in cui nessuna vita può e deve essere spezzata in nome della corsa all’accaparramento delle risorse che le tecno-oligarchie del mondo stanno praticando.

Oggi il progetto coloniale, a Gaza come in Cisgiordania non si ferma, e anzi avanza fino al Libano, le persone continuano ad essere sterminate ogni giorno da coloni e IDF. Nuovi fronti, in barba al defunto diritto internazionale, vengono aperti da Cuba al Venezuela fino all’Iran dove la popolazione iraniana è schiacciata tra le bombe israeliane e statunitensi e la riorganizzazione di un regime teocratico, con l’ombra minacciosa del ritorno dello Scià.

La violenza scatenata dall’alleanza assassina Usa/Israele è tale da aver costretto perfino la loro stessa macchina propagandistica ad abbandonare la consueta narrativa del pretesto a cui siamo abituatx: quello della falsa simmetria tra aggressore e aggredito. In questa fase brutale dell’imperialismo occidentale, la superiorità militare e il raggiungimento degli obiettivi bellici sono ormai diventati apertamente l’unico metro con cui giudicano il proprio operato, normalizzando e rivendicando i gravissimi crimini di guerra e gli attacchi contro le popolazioni civili che stanno perpetrando.

Anche qui da noi, sebbene il governo provi a dissimulare, la guerra è presente: lo è nel sostegno logistico alle operazioni militari in corso tramite l’utilizzo delle basi sul nostro territorio, nella conversione in ottica di guerra della nostra economia e sulla continua erosione di risorse, nel progetto di trasformazione dello Stato in forma autoritaria e liberticida e che vedrà il prossimo Referendum sulla giustizia come importante banco di prova.
Tutto questo gela il sangue, ma abbiamo bisogno di riprendere a respirare.

Le prossime flottiglie in partenza ci dicono che è possibile non abbandonarsi alla paura, praticare un’alternativa a guerra, devastazione, povertà; sono l’occasione per uscire dall’apnea. Riaffermare il metodo della Flottilla significa costruire una opportunità per uscire dall’angolo e rilanciare i percorsi di lotta.

Scegliamo la data della chiusura della campagna per il NO al Referendum sulla giustizia a cui abbiamo aderito contro il progetto autoritario di una magistratura sottoposta al potere politico della maggioranza, per lanciare la partecipazione degli Equipaggi di Terra al corteo nazionale del 28 marzo contro i Re e le loro guerre.

Sono questi i primi passaggi in cui rilanciare quell’incrocio di storie, pratiche, parole d’ordine che hanno reso formidabili le mobilitazioni dello scorso autunno, in grado di rimandare al mittente quella sensazione di paura e irrilevanza in cui volevano relegarci.

Per tutte queste ragioni, in collegamento con le nuove Flottille di mare che si preparano per nuove partenze, torniamo in una delle piazze simbolo che abbiamo invaso e bloccato ad inizio autunno. vogliamo anche da terra riunirci come equipaggi di una flotta. Dai diversi quartieri della città, come singole soggettività, collettivi, comitati, associazioni, reti e realtà politiche, sociali e sindacali: per tornare ad essere tutte insieme, ognuna con la propria imbarcazione, equipaggi che navigano fianco a fianco, con una rotta comune contro Genocidio, guerra e riarmo sempre con Gaza, la Palestina e tutte le vittime dell’ingiustizia globale bene davanti agli occhi e piantate nel cuore.

Continuiamo a navigare insieme, per contatti: equipaggiditerra_roma@autistici.org