Una splendida video-intervista a Enrico Calamai a 50 anni dal golpe argentino. Come vice console a Buenos Aires, salvò centinaia di giovani dalla caccia all’uomo scatenata dai militari argentini, permettendo loro di lasciare il Paese e trovare rifugio in Italia e ancora prima fece lo stesso nel Cile di Pinochet.
Una lezione di storia e politica per le nostre fragili democrazie minacciate dal fascismo.
Oggi, 24 marzo 2026, ricordiamo il cinquantesimo anniversario del colpo di stato civile e militare che tenne l’Argentina per sette lunghi anni nel buio e nel silenzio della tortura e della morte, cancellando una generazione di giovani “desaparecidos” per mano di spietati militari sostenuti dagli Stati Uniti.
Le responsabilità non furono soltanto dei militari, ma anche di imprenditori, massoni, clericali e naturalmente dei sistemi politici e di intelligence statunitensi.
Anche l’Italia di Andreotti e Licio Gelli sostenne la dittatura argentina e l’esempio di uomini coraggiosi e disobbedienti come Enrico Calamai e Filippo di Benedetto salvò la dignità del nostro popolo e la vita di molte centinaia di uomini e donne destinati dal nostro governo a morte sicura.
Facciamo conoscere ai nostri giovani queste storie terribili e meravigliose, soprattutto oggi che festeggiamo in Italia una vittoria popolare e democratica e la primavera ci appare più bella.
Il fascismo, in Italia e in Argentina, è di nuovo al governo e la lotta per la libertà è di nuovo solo all’inizio.
Non lo dimentichiamo.
Grazie Enrico Calamai!











