Il presidente colombiano Gustavo Petro e il suo omologo statunitense Donald Trump hanno tenuto martedì scorso un incontro di due ore alla Casa Bianca con l’obiettivo di allentare le tensioni diplomatiche che hanno caratterizzato l’ultimo anno delle relazioni bilaterali.

L’incontro, il primo tra i due leader dal ritorno di Trump al potere, ha permesso di disinnescare temporaneamente la crisi che aveva portato alla revoca del visto di Petro e all’imposizione di sanzioni economiche contro il presidente colombiano. Temi delicati come la situazione in Venezuela, il traffico di droga, la cocaina e la transizione verso le energie pulite hanno dominato l’agenda.

Al termine dell’incontro, Petro ha valutato positivamente l’esito del dialogo. “Da 1 a 10, l’incontro è stato un 9”, ha dichiarato ai media, sottolineando che i colloqui hanno superato le sue aspettative iniziali.

Sebbene il protocollo fosse sobrio e il presidente colombiano non sia stato accolto con gli onori militari né da Trump all’ingresso dell’Ala Ovest, come invece è avvenuto per altri leader regionali, il clima interno dell’incontro è stato descritto come cordiale. Come gesto simbolico, Trump ha consegnato a Petro una fotografia dei due che si stringono la mano, accompagnata da un messaggio scritto a mano: “Gustavo: un grande onore. Amore per la Colombia”.

Qualche ora dopo, Petro ha rivelato sul suo account X un altro dettaglio dello scambio: una copia del libro The Art of the Deal (un libro del 1987 sui primi decenni di Trump, N.d.r.), regalata da Trump e autografata personalmente. “Cosa voleva dirmi Trump con questa dedica?”, ha scritto il presidente colombiano con tono ironico, alimentando il dibattito pubblico sul significato politico del gesto.

L’incontro segna una svolta in una relazione bilaterale che stava peggiorando e apre la porta a un possibile riassetto diplomatico tra Bogotá e Washington.


Traduzione dallo spagnolo di Stella Maris Dante