Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sabato mattina presto che Nicolás Maduro e Cilia Flores erano stati catturati e portati fuori dal Venezuela, in seguito a una serie di attacchi condotti a Caracas, Miranda, Aragua e La Guaira.

“Gli Stati Uniti d’America hanno portato a termine con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolás Maduro, che, insieme alla moglie, è stato catturato e portato fuori dal Paese”, ha dichiarato in un messaggio pubblicato sulla piattaforma social Truth Social.

E non è tutto: non contenti di aver bombardato un Paese sovrano e rapito un capo di Stato, gli Usa si arrogano addirittura il diritto di processarlo con assurde accuse di narcotraffico. La Ministra della Giustizia  Pam Bondi ha annunciato su X che “Nicolas Maduro e sua moglie sono stati incriminati al Southern District di New York. Nicolas Maduro è accusato di cospirazione per narcotraffico e terrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e ordini esplosivi contro gli Stati Uniti. Presto dovranno affrontare la forza della giustizia americana sul suolo americano e nei tribunali americani.”

Le reazioni a questa gravissima violazione del diritto internazionale non si sono fatte attendere: il Brasile ha espresso una ferma condanna per questo atto senza precedenti di aggressione militare criminale, la Russia, la Cina e la Francia hanno condannato l’aggressione armata, l’Iran ha denunciato la violazione della sovranità nazionale del Venezuela, la Spagna e l’Unione Europea hanno chiesto il rispetto del diritto internazionale e la Colombia ha schierato truppe al confine con il Venezuela.

Oggi pomeriggio sono previste manifestazioni di protesta in oltre cento città degli Stati Uniti. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato: “Attaccare unilateralmente una nazione sovrana è un atto di guerra e una violazione del diritto federale e internazionale.”

Domenica 4 gennaio alle 11 ora di New York il People’s Forum ha organizzato un  presidio davanti al Metropolitan Detention Center a Brooklyn dove sono detenuti Maduro e la moglie. “Come popolo degli Stati Uniti non accettiamo il rapimento di presidenti di nazioni sovrane in nostro nome” afferma il volantino di convocazione della protesta.

In Italia l’attacco americano è stato condannato con fermezza da Rifondazione, USB, PAP, Rete No bavaglio, Stop Rearm Europe, AOI (Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale), MIR,  AVS, Movimento 5 Stelle e Cred (Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia). Si stanno convocando presidi di denuncia e solidarietà in varie città. Per ora abbiamo notizia di mobilitazioni a:

Napoli alle 16 presso il consolato venezuelano, Via Depretis

Bologna alle 18 Piazza del Nettuno

Roma alle 17 nei pressi dell’ambasciata USA in Via Bissolati, angolo via San Nicola da Tolentino

Milano alle 16 via Principe Amedeo-Largo Donegani

Pisa alle 17 Piazza XX settembre

Brescia alle 16 davanti alla Prefettura in Piazza Duomo

Catania alle 18 sotto la Prefettura

Cagliari alle 17,45  concentramento/corteo in Via Roma

Padova alle 18  Listòn – Via VIII Febbraio

Livorno alle 18 Piazza Grande

Torino alle 18,30 in Piazza Castello fronte Prefettura

Palermo alle 18 sotto il consolato USA in via Vaccarini

Cosenza alle 17,30 in Piazza 11 settembre


4 gennaio

Trieste alle 10.30 presidio in Piazza Hortis

Firenze alle 17.30 in Piazza Ognissanti

5 gennaio

Roma alle 17,30 presidio in Piazza Barberini convocato da ANPI Comitato Provinciale di Roma, Cgil Roma e Lazio, Rete Numeri Pari, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete #No Bavaglio, Sbilanciamoci, Stop Rearm Europe Italia