Da oltre sette mesi continua la presenza di attivisti ed attiviste dalle 18 alle 19 in piazza Duomo. Sempre con le medesime modalità: due lunghe file, distanziati, in silenzio, fermi, con i loro cartelli che ricordano come la situazione in Palestina continui ad essere folle e disastrosa, come la politica di Israele tra esercito e coloni sia un criminale stillicidio che tormenta un popolo fino ai limiti della sopportabilità. 

Ieri è stato il 27 gennaio, una data nella quale chi manifesta per i diritti del popolo palestinese rischia di essere accusato di antisemitismo. Scusa ricorrente, accentuata in quel giorno.

Invece è stata una giornata importante in piazza Duomo. Il gruppo di Mai indifferenti (Voci ebraiche per la pace) e di LEA (Laboratorio ebraico antirazzista) avevano chiesto di potersi unire a noi quel giorno. Uniti nel dire “Mai più per nessun popolo”, per fermare quello che si considera tuttora un genocidio in corso, nulla è terminato.

Una presenza importante in piazza la loro, ieri. Insieme, siamo stati durante la nostra ora sotto i portici, pioveva e i cartelli non devono bagnarsi, ma verso la fine, raccolti i cartelli si è andati insieme in piazza per comporre la scritta che si era decisa: MAI PIU’ PER NESSUN POPOLO. In silenzio, sotto una fredda pioggerellina. 

Durante l’azione anche un collegamento online con un incontro presso la biblioteca milanese di Chiesa Rossa, in remoto c’è anche Luisa Morgantini che conosce bene la piazza di Milano: dalla sala applaudono gli attivisti e le attiviste della piazza.

Alla fine, ci si saluta calorosamente, si raccolgono le lettere che hanno oramai più di due anni. La prima volta, qualcuno ricorda, vennero fatte per un’iniziativa dentro il Duomo, venti giorni dopo il 7 Ottobre 2023. https://www.pressenza.com/it/2023/10/milano-attiviste-e-attivisti-in-duomo-contro-le-guerre-e-le-ingiustizie/

Ne vennero fatte nella prima occasione 28, ora sono più di 50, per fare le tante scritte composte da allora. 

Nei prossimi giorni arrivano le Olimpiadi a Milano. Nessun problema, siamo abituati in piazza a fare fondo… Passeranno anche loro, continueremo, fino a che non spunti un vero sole di pace e giustizia in Palestina.

Lo stesso giorno, il presidio “fratello” nella piazza di Cagliari che continua da 3 mesi, ha pubblicato sull’Unione Sarda una mezza pagina a pagamento: bravissimi e bravissime. Un gemellaggio che scalda reciprocamente i nostri cuori e ci aiuta a resistere.