La sera del 15 marzo si è svolta al Teatro lirico di Cagliari la prima della “Tosca”, davanti ad un pubblico da grandi occasioni.

E infatti non ci poteva essere migliore occasione per inscenare un dopo spettacolo di drammatica attualità. Così un gruppo ben coordinato di attiviste ed attivisti del Comitato sardo di solidarietà con la Palestina ha scelto questo momento per trasmettere il proprio messaggio per un immediato cessate il fuoco nella striscia di Gaza, dove da mesi si sta consumando una catastrofe umanitaria senza precedenti, se non un vero e proprio genocidio. Non si può tacere davanti ai crimini di guerra.

Al termine dell’opera è stato lasciato spazio al primo applauso del pubblico e subito dopo sono saltate fuori le bandiere palestinesi e alcuni striscioni che chiedevano la fine del massacro ed il cessate il fuoco. Dalle platee è iniziata a volare una pioggia di volantini, mentre alcune attiviste lanciavano le parole d’ordine della protesta: FERMATE IL MASSACRO, STOP GUERRA, PALESTINA LIBERA.

A parte qualche isolato fischio iniziale, nel giro di mezzo minuto sono arrivati i primi applausi, divenuti presto scroscianti. Anche alcuni orchestrali hanno partecipato all’applauso e molti cagliaritani si sono fermati a parlare con i protagonisti del flash-mob, complimentandosi per la loro iniziativa. Altri hanno formato capannelli per confrontarsi sul problema: se l’obiettivo era quello del coinvolgimento della popolazione, pur solo di una fetta di popolazione, di certo è stato raggiunto.

Va sottolineato in particolare che il mondo dell’arte e della cultura non può accettare in silenzio questo assurdo massacro e la disumanizzazione in atto, a non tanti chilometri da noi, sull’altra sponda del Mar Mediterraneo. Sappiamo che la violenza legalizzata della guerra cancella ogni forma creativa, nel buio non solo della ragione, ma del sentimento.

Pur nella tristezza e nella rabbia con cui viviamo l’incalzante barbarie bellica di questi ultimi anni, che sembra voler continuare in un esclation infinita, possiamo prendere atto che in quei pochi minuti, al lirico di Cagliari, si è respirata un’atmosfera di fervore e quasi di entusiasmo, che ha coinvolto la maggior parte dei presenti in una protesta rispettosa e nonviolenta, ma non per questo meno ferma e decisa. E la città di Cagliari ha dimostrato sufficiente cultura e senso civile per apprezzare ed appoggiare il sentimento e il senso di questa iniziativa.

Perché solo l’ampliarsi di una cultura di pace può aiutarci a fermare l’orrendo crimine della guerra, di ogni guerra.

 

Carlo Bellisai, Pressenza, Redazione Sardigna