Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica di Cuba, ha tenuto un discorso durante il Vertice dei Capi di Stato e di Governo sull’emigrazione (“Incontro di Palenque: per una vicinanza fraterna e con benessere”), tenutosi in Chiapas, Messico, il 22 ottobre 2023.

Diaz Chanel ha affermato che solo in maniera coordinata si possono decifrare le molteplici cause e conseguenze del problema migratorio, per avanzare nelle sue possibili soluzioni.

Oltre a condannare fortemente il genocidio e l’aggressione che Israele sta esercitando contro il popolo palestinese indifeso, Diaza Chanel ha dichiarato la necessità di questo dialogo regionale per analizzare “con franchezza e realismo il dramma della migrazione irregolare che tutti i giorni ci colpisce con notizie dolorose perché solo in maniera coordinata potremo decifrare le molteplici cause e le conseguenze del problema e solo così riusciremo ad avanzare nelle possibili soluzioni”.

Secondo le stime attualmente, tra il 2022 il 2023, più di 4 milioni d’emigranti hanno transitato irregolarmente per i Paesi della regione che stanno nella rotta verso gli Stati Uniti: “Sono numeri mai visti prima” – ha dichiarato il Presidente cubano.Anche se si pretende d’imporre altre versioni politicamente motivate, c’è una verità indiscutibile: “La causa fondamentale dell’emigrazione irregolare deriva dalle condizioni socio-economiche dei paesi di provenienza – che si sono accentuate dopo l’impatto della pandemia e l’aspirazione dei migranti di risiedere e lavorare negli Stati Uniti, dove le offerte del mercato del lavoro attraggono coloro che sognano uno scenario economico più prospero di quello del loro ambiente, ma non sempre lo incontrano.

Si possono citare anche i vincoli familiari e le vulnerabilità associate al cambio climatico.” – ha affermato, aggiungendo – “Nessuna di queste motivazioni è estranea a Cuba”.

Diaz Chanel ha inoltre analizzato come l’emigrazione cubana è fortemente stimolata, in maniera molto significativa, dalla politica ostile degli Stati Uniti verso il Paese caraibico.

Questa politica ostile, che agisce in forma diretta e straordinaria sul flusso migratorio cubano, e in maniera collaterale nei Paesi della regione nei quali transita questa migrazione, s’esprime in tre componenti fondamentali:
– Il bloqueo economico, rinforzato negli ultimi anni in maniera criminale con un sistema integrale e comprensivo di misure coercitive indirizzate, per definizione, a deprimere il livello di vita della popolazione cubana, ridurre le sue entrate reali e farle soffrire la fame e la miseria. Un bloqueo disumano imposto dagli USA indurito da 243 nuove sanzioni punitive promosse dall’Amministrazione Biden e l’inserimento dell’isola nella lista dei “Paesi patrocinatori del terrorismo”. L’ingiusta, assurda e arbitraria definizione di Cuba come Stato patrocinatore del terrorismo ha un peso rilevante nell’effetto economico di questa politica.

“Il Governo degli Stati Uniti concede un trattamento privilegiato ai cubani che giungono alla loro frontiera o alle frontiere marittime, con il fine di stabilirsi permanentemente. Nella stragrande maggioranza dei casi, questi emigranti sono accettati indipendentemente dal fatto che siano giunti alla frontiera o siano riusciti a superarla. “Come conseguenza molti cubani sono convinti che a differenza di nazionali di altri Paesi, le loro possibilità di riuscire a stabilirsi negli USA sono molto alte se riescono a raggiungere la frontiera per qualsiasi via” ha affermato il Presidente.

“Negli Stati Uniti esiste una legge federale chiamata la Ley de Ajuste Cubano, firmata nel 1966 dal Presidente USA Lyndon Johnson, che stabiliva nei confronti dei “rifugiati cubani” un’eccezione rispetto alla legislazione applicata a qualsiasi altro straniero. Secondo la legge ogni cubano entrato in questo Paese dopo l’1 gennaio 1959, ha l’opportunità d’ottenere la sua residenza permanente un anno dopo il suo arrivo. “Si tratta di un privilegio singolare che non è concesso a nessun nazionale di nessun altro Paese. È esclusivo per i cubani e offre un incentivo straordinario per il migrante”  ha dichiarato Diaz Chanel.

Un decennio fa circa il Presidente e leader della Rivoluzione Raúl Castro aveva richiamato l’attenzione sulla grande ignoranza che prevale nel mondo verso il fenomeno dell’emigrazione cubana: “Nessuno nella grande stampa internazionale parla della citata Ley de Ajuste, è come se non esistesse. Gli emigranti cubani sono denominati, con una menzogna ripetuta migliaia di volte “esiliati politici” che scappano dal comunismo. Ossia, per loro, i cittadini di Cuba scappano, mentre il resto del mondo emigra.

Cosa succederebbe se negli Stati Uniti o nell’Unione Europea si mettesse in vigore una “ley de ajuste” latinoamericana, asiatica o africana? La risposta è ovvia. Lì c’è il gigantesco muro costruito alla frontiera nord del Messico e le migliaia di persone che un anno dopo l’altro perdono la vita nei deserti e in mare, vicino ai centri del potere mondiale”.

L’impunità delle autorità statunitensi di fronte a migranti che hanno rubato un aereo per la fumigazione o altri che viaggiano in aerei civili, oltre a stimolare l’emigrazione illegale da Cuba, provoca precedenti molto pericolosi per la sicurezza dell’aeronautica civile internazionale e questo va contro gli accordi migratori firmati tra Cuba e USA. Tutte queste pratiche rispondono a motivazioni nettamente politiche e mancano di legittimità. “Queste regole esprimono molto chiaramente che il Governo degli Stati Uniti antepone gli obiettivi di destabilizzazione contro Cuba alle priorità nazionali in materia migratoria.

Tra Cuba e gli Stati Uniti esistono vari accordi, sempre vigenti, che sono stati concepiti per assicurare che l’emigrazione tra i due paesi sia ordinata, regolare e sicura e per promuovere la piena normalizzazione delle relazioni migratorie bilaterali. Senza dubbio le azioni commentate vanno nel senso opposto a tali obiettivi e impedisce il loro compimento da parte degli USA. È impossibile comprendere il volume e la natura dei flussi migratori dei cubani che transitano per i paesi della regione con destinazione agli Stati Uniti, senza considerare il peso di questi fattori che rendono singolare e rinforzano l’emigrazione cubana” – ha dichiarato Diaz Chanel.

La politica migratoria cubana favorisce i viaggi dei cittadini cubani all’estero e il loro ritorno a Cuba, mantenendo i meccanismi bilaterali di cooperazione migratoria con varie nazioni della regione, e scambi d’allerta migratoria con altri, con l’obiettivo d’implementare quegli strumenti che permettano d’ottenere un flusso di viaggiatori regolare, ordinato e sicuro e nello stesso tempo combattere il traffico di migranti irregolari e la tratta delle persone. “Modificare le cause strutturali dell’emigrazione cubana, tanto le regolari come l’irregolare, e influire in maniera fondamentale nella riduzione dei flussi dei migranti cubani per diversi paesi, è nelle mani delle autorità nordamericane” – ha affermato il Presidente cubano.

https://it.granma.cu/mundo/2023-11-10/la-modifica-delle-cause-strutturali-dellemigrazione-cubana-e-nelle-mani-della-autorita-nordamericane