Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato ieri l’estensione per un altro anno della Legge sul Commercio con il Nemico, uno degli statuti della Casa Bianca che sostiene il blocco economico, commerciale e finanziario illegittimo contro Cuba.

Secondo il documento firmato da Biden “il proseguimento dell’esercizio di queste norme nei confronti di Cuba per un anno è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti” e fissa la data della nuova revisione al 14 settembre 2022.

Il prolungamento del blocco ignora il rifiuto della maggioranza assoluta dei paesi del mondo, 187 contro 2, espresso anche quest’anno all’ONU e continua a portare avanti un blocco economico nel tentativo di piegare il popolo cubano, la sua resistenza anti-imperialista e la sua rivoluzione.

L’ultimo rapporto di Cuba registra che i danni accumulati ammontano a 147.853,3 milioni di dollari ed esemplifica come solo tra aprile e dicembre 2020 il blocco abbia causato perdite dell’ordine di 3.586,9 milioni di dollari.

Nel commentare la notizia, la Vice Presidente statunitense Kamala Harris, che prima delle elezioni aveva affermato che le nuove sanzioni contro Cuba introdotte da Donald Trump sarebbero state allentate in caso di una vittoria di Joe Biden, ha invece dichiarato: “L’embargo è dovuto ad una legge degli Stati Uniti; è necessario un atto del Congresso per revocarlo, oppure è necessario che il (nostro) presidente stabilisca che a Cuba ci sia un governo democraticamente eletto. Non ci aspettiamo che nessuna di queste cose accada in tempi brevi”.

Cuba è attualmente l’unico paese al mondo sanzionato in base a una legge che autorizza il Presidente degli Stati Uniti a imporre e mantenere restrizioni economiche a Stati considerati ostili.

Non a caso, come aveva dichiarato anche Oliver Stone l’anno scorso, la pandemia Covid-19 è stata usata dagli USA come arma politica per mantenere o aggravare la pressione economica su paesi come Cuba, Venezuela, Nicaragua e Iran, mentre il virus stava mettendo in difficoltà i sistemi sanitari di un po’ tutto il mondo. In un articolo pubblicato dal New York Daily News, Stone denunciava il governo USA per il rifiuto di abrogare sanzioni assassine a Cuba, al Venezuela Bolivariano e all’Iran nel contesto di una crisi sanitaria globale, sollecitando una “seria riflessione morale su se stessi e ammonendo che innumerevoli vite sarebbero state a rischio a meno di un “immediato cambiamento di rotta”.

Stone aveva dichiarato: “Come hanno ammonito vari studiosi, le pestilenze mettono a nudo le fondamenta dell’ingiustizia nelle nostre società, esponendo la profonda mancanza di decenza umana del governo USA in mezzo alla pandemia del nuovo coronavirus.

Prima con Donald Trump e ora con Joe Biden Cuba rimane in pericolo e si ritrova ancora soggetta a pressioni economiche e finanziarie da parte di un governo come quello statunitense, che non accetta l’esistenza di altre forme di democrazia diverse dalla propria.

Fonti:

http://www.granma.cu/mundo/2021-09-08/el-mundo-se-opone-pero-biden-prorroga-la-ley-sosten-del-bloqueo-08-09-2021-00-09-52

https://diariodecuba.com/cuba/1631054196_33939.html?__cf_chl_jschl_tk__=pmd_YYpseLRW4A3wHwsjc4uOZsqYfyT.DRIqfy6YsTKdEWk-1631089159-0-gqNtZGzNAfujcnBszQh9

http://serenoregis.org/2020/04/21/oliver-stone-usa-usano-covid-19-come-arma-contro-venezuela-e-iran/