25 Aprile a Trieste: Festa di liberazione e solidarietà nonviolenta

26.04.2021 - Trieste - Davide Bertok

25 Aprile a Trieste: Festa di liberazione e solidarietà nonviolenta

Anche Trieste ha risposto all’appello intitolato “Tutte le vite valgono” proposto da Rete DASI (Diritti, Accoglienza, Solidarietà Internazionale) Friuli Venezia Giulia il 17/1, quando è iniziato un digiuno a staffetta di sensibilizzazione sulla rotta Balcanica e i relativi respingimenti dei migranti, da Italia Slovenia e Croazia verso la Bosnia.

In alternativa a quella ufficiale, è stata offerta ai triestini l’opportunità di partecipare ad un’altra celebrazione ed arricchire la Festa della Liberazione con lo spirito delle lotte antifasciste odierne.

Alle 10.45, in contemporanea alla cerimonia delle autorità, si è tenuta una presenza alla Risiera di San Sabba (l’unico lager nazista in Italia), portando dei cartelli con le scritte #NoRespingimenti #RottaBalcanica #Costituzione #TutteLeViteValgono.

Alle 16.15 si è tenuto un presidio in piazza Oberdan, presso la targa che ricorda le torture inflitte nella ex sede delle SS e della Gestapo, e presso la statua dei fidanzati dedicata a Pino Robusti, morto giovanissimo nella Risiera.

Alle 17 si è proseguiti verso piazza Libertà per accogliere gli eventuali migranti in arrivo assieme agli attivisti dell’associazione Linea d’Ombra; sono stati svolti gli interventi finali per la manifestazione. Il portavoce di Linea D’Ombra in particolare ha ricordato la perquisizione nell’appartamento del responsabile dell’associazione Gian Andrea Franchi per l’assurda accusa di favoreggiamento di immigrazione clandestina e ha sottolineato che anche oggi purtroppo continuano ad esistere dei lager (così come nel periodo nazista) dove vengono violati i più elementari diritti umani dei migranti. Alessandro Capuzzo (Comitato pace e solidarietà Danilo Dolci) ha evidenziato come Trieste continui ad essere un porto per navi militari a propulsione nucleare e come il Trattato di Pace dopo la fine della seconda guerre mondiale prevedesse il Territorio Libero di Trieste come zona “demilitarizzata”.

L’iniziativa è promossa da Acli, Anpi / Vzpi, Articolo 21, Associazione Tina Modotti, Camminare Insieme, Comitato pace convivenza e solidarietà Danilo Dolci, ICS, Linea d’Ombra, Mondo Senza Guerre e Senza Violenza, Rete DASI FVG, Senza Confini/Brez Meja, Sardine FVG e di Quartiere, Un’Altra Città, United Cultures. Alla stessa hanno aderito  Rifondazione Comunista, Europa Verde / Trieste Verde, DiEM25 e Adesso Trieste.

 

Categorie: Diritti Umani, Europa, Fotoreportages, Migranti, Nonviolenza
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