La campagna internazionale Il Sahara Occidentale non è in vendita* (WSNS, la sua sigla in inglese) ha pubblicato un MANIFESTO nel quale si chiede l’appoggio della comunità internazionale.

La causa può essere sostenuta accedendo a questo link: Appoggio al Manifesto (in inglese).

Manifesto: «La nostra terra, le nostre risorse: STOP al saccheggio delle risorse naturali del Sahara Occidentale»

L’occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco dura da 45 anni, durante i quali i diritti fondamentali del popolo saharawi sono stati calpestati impunemente attraverso abusi sistematici perpetrati ai danni del popolo, la costruzione di un muro di apartheid che quotidianamente miete vittime tra la popolazione e il saccheggio sistematico delle ricchezze naturali del Sahara Occidentale, in violazione di tutte le norme internazionali.

Il 13 novembre 2020 abbiamo assistito al ritorno nello regione di scontri a fuoco dopo la violazione, da parte del Marocco, del cessate il fuoco sottoscritto nel 1991 sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Come organizzazioni della società civile saharawi, e in base alle conclusioni della Conferenza Internazionale di Resistenza civile “Sahara Rise”, che si è svolta nel febbraio 2018 nella Wilaya di Smara, nei Campi dei Rifugiati Saharawi, promuoviamo la campagna internazionale contro il saccheggio delle risorse naturali nel Sahara Occidentale, “Il Sahara non è in vendita”.

Tale campagna si basa su una visione e su principi che mirano a porre fine agli investimenti stranieri delle imprese multinazionali dislocate nel Sahara Occidentale occupato, e alle imprese che contribuiscono al saccheggio sistematico da parte del Marocco delle ricchezze del popolo saharawi.

Uno dei principali obiettivi della campagna è sensibilizzare e mobilitare la società civile internazionale al fine di aumentare la pressione sullo Stato marocchino di occupazione e perché tale Regime e il suo progetto coloniale subiscano perdite tanto in termini di appoggio popolare quanto economici, cosa che lo condurrà inevitabilmente a terminare la sua occupazione illegale del Sahara Occidentale.

La campagna nasce come iniziativa popolare guidata da organizzazioni della società civile in diversi luoghi: nei territori occupati, nei Campi dei Rifugiati e nella Diaspora, al fine di contribuire a denunciare le pratiche illegali dell’occupazione marocchina e le sue violazioni dei diritti fondamentali del popolo saharawi, oltre che per evidenziare il ruolo tanto negativo e negligente svolto da alcune aziende straniere coinvolte nel saccheggio illegale delle risorse del popolo saharawi, e ciò che questo costituisce in termini di sostegno materiale e politico all’occupazione illegale marocchina e, di conseguenza, alla prosecuzione della sua sistematica violazione dei diritti dei saharawi.

La campagna prenderà di mira le imprese straniere coinvolte nella violazione del diritto internazionale avendo stipulato contratti e accordi con lo Stato di occupazione marocchino, finalizzati alla realizzazione di progetti nel Sahara Occidentale occupato, o alla partecipazione al trasporto e all’importazione di prodotti saharawi.

Pertanto, con questa campagna chiediamo:

  1. La cessazione immediata di qualunque tipo di investimento straniero nel Sahara Occidentale occupato e il ritiro delle imprese che contribuiscono al saccheggio delle risorse naturali e al prolungamento del conflitto.
  2. La distruzione del muro di umiliazione e vergogna che divide il Sahara Occidentale in due.
  3. Il rispetto da parte del Marocco della legalità internazionale e la fine della sua occupazione illegale del Sahara Occidentale.
  4. L’azione degli Stati e delle organizzazioni al fine di esercitare pressioni di diverso tipo sul Marocco, incluso l’embargo, per spingerlo a porre fine alla sua occupazione del Sahara Occidentale, permettendo al popolo saharawi una vita normale in libertà e dignità.

* “Il Sahara Occidentale non è in vendita” (WSNS è la sua sigla in inglese), è una campagna internazionale contro il saccheggio delle risorse naturali del Sahara Occidentale, promossa da diverse organizzazioni della società civile saharawi, dei territori occupati, dei campi dei rifugiati e della diaspora.

WSNS nasce dalla conferenza internazionale “Sahara Rise” (intitolata a Deida Uld Yazid,, considerato il padre della resistenza saharawi, n.d.t.) sulla resistenza civile nonviolenta, tenutasi nel febbraio del2018 nei campi per i rifugiati saharawi, con l’obiettivo di porre fine alle operazioni delle compagnie straniere e al loro sfruttamento illegale delle risorse naturali del Sahara Occidentale occupato.

Con questa iniziativa intendiamo dare voce al popolo saharawi, che si oppone allo sfruttamento delle sue risorse naturali, e dare visibilità alle sue sofferenze nelle zone occupate, dovute alla repressione sistematica, e nei campi profughi, a causa della condizione di esilio e asilo.

Mobilitare la comunità internazionale e le organizzazioni della società civile è la chiave per accrescere la pressione sullo Stato di occupazione marocchino, e rendere la sua campagna espansionistica poco redditizia (sia a livello economico che di opinione pubblica) in modo che cessi la sua occupazione illegale del Sahara Occidentale.

Traduzione dallo spagnolo di Manuela Donati; revisione di Thomas Schmid