Turchia – 2020: un anno di repressione ma anche di resistenza

31.12.2020 - Murat Cinar

Turchia – 2020: un anno di repressione ma anche di resistenza

Il 2020 è stato un anno di repressione, censura ed esilio per numerose persone che vivono in Turchia. Le forze dell’ordine non hanno smesso di manganellare le persone scese in piazza per manifestare il loro dissenso, la magistratura al servizio del governo non ha smesso di calpestare ogni principio fondamentale della giurisdizione, i media main-stream allineati con il governo centrale, non hanno smesso di diffondere la cultura della censura e quella della calunnia. Ovviamente la coalizione del governo e la famiglia del Presidente della Repubblica non hanno smesso di aumentare l’asticella della corruzione, svendita dei beni comuni e la violenza dentro e fuori dai confini nazionali.

Tuttavia, i figli e le figlie degli Ittiti, Frigi, Traci e Lidi, ossia i popoli dell’Anatolia, non hanno smesso di resistere anche quest anno e hanno gridato “Abbasso il tiranno e viva la libertà”, in ogni luogo e occasione possibile. Ibrahim, Helin, Ebru, Can, Leyla, Selahattin, Figen, Nuriye, Semih, Nedim e Baris sono solo alcuni nomi di coloro che credono in una Turchia più democratica, fraterna, libera e laica.

Il famoso poeta turco, Nazim Hikmet, nel 1930 scrisse una breve poesia che si ispirò alla figura di Kerem, presente all’interno di una tragica storia tratta dalla poesia popolare turco-azera del XVI secolo. La storia, esempio spettacolare di determinazione e resistenza umana, è ancora una valida fonte d’ispirazione, un appello e un manifesto per la convivenza e solidarietà. Quindi si associa molto bene alle anime resistenti della Turchia di oggi.

L’aria è pesante come il piombo
Grido a squarciagola “Vi invito a sciogliere il piombo”
E lui mi dice “Oh tu che gridi, diventerai la cenere della tua voce,
infiammandoti come Kerem”
Di assillo ho tanto
Ma sono senza rimedi.
Sono sorde le orecchie dei cuori.
L’aria è pesante come il piombo.
Io invece gli dico “Vorrei essere ridotto in cenere infiammandomi come Kerem”,
Se non m’infiammo come brace io, se non t’infiammi come brace tu, se non c’infiammiamo come brace noi,
Come facciamo illuminare le oscurità?
L’aria è gravida come la terra
L’aria è pesante come il piombo
Grido a squarciagola “Vi invito a sciogliere il piombo”.

(Nazim Hikmet – maggio 1930)

Traduzione di Pina Piccolo e Murat Cinar

Categorie: Cultura e Media, Politica, Questioni internazionali
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