Vladimir Putin: ulteriori passi avanti per attenuare la situazione in Europa dopo la fine del trattato INF

17.11.2020 - Mosca, Russia - Pressenza London

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Francese

Vladimir Putin: ulteriori passi avanti per attenuare la situazione in Europa dopo la fine del trattato INF
Il presidente Regan e il Segretario Generale Gorbačev firmano il Trattato INF nella East Room della Casa Bianca. (Foto di White House Photographic Office). (Foto di Ufficio fotografico della Casa Bianca)

Nel 1987, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica giunsero a un accordo che aveva come obiettivo l’eliminazione dei depositi di missili a raggio intermedio e di missili a raggio più breve (cioè “a medio raggio”) che potessero portare testate nucleari. Nel febbraio del 2019, gli Stati Uniti hanno annunciato il proprio ritiro dall’accordo. Questo evento ha aperto la strada a un possibile ritorno agli anni della Guerra Fredda, quando l’Europa viveva sotto l’incombente minaccia dell’oblio nucleare che, in più di un’occasione, si è avverata. Pubblichiamo di seguito l’ultima dichiarazione del presidente russo Vladimir Putin, pubblicata sul sito web ufficiale della presidenza russa, in cui fa appello a una attenuazione della crisi.

La Federazione Russa continua a credere che il trattato INF rappresenti un importante elemento strutturale, volto ad assicurare la sicurezza internazionale e la stabilità strategica. Il Trattato ha ricoperto un ruolo essenziale nel mantenimento della predittività e dell’equilibrio europeo in materia di missili.

Riteniamo che il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato INF, al seguito del quale è stato posto fine al trattato, sia un grave errore che aumenti il rischio di scatenare una corsa agli armamenti missilistici, accrescendo il potenziale di conflitto e scivolando in un’escalation incontrollabile. Data l’inarrestabile tensione tra la Russia e la NATO, nuove minacce alla sicurezza europea stanno diventando evidenti.

Considerando le circostanze, sono necessari sforzi attivi per ridurre la carenza di fiducia e rafforzare la stabilità regionale e globale, nonché per ridurre i rischi derivanti da malintesi e disaccordi nel settore delle armi missilistiche.

In questo contesto, ribadiamo la nostra adesione alla moratoria che proroga lo spiegamento di missili INF, già dichiarata dalla Federazione Russa, fino a quando missili INF, di produzione statunitense, non verranno spiegati nelle regioni in questione.

Riteniamo, inoltre, che il nostro appello alla NATO, volto a considerare la possibilità di dichiarare una contro-moratoria, rimanga rilevante.

Al fine di facilitare la ricerca di soluzioni politiche e diplomatiche di compromesso, siamo pronti ad adottare ulteriori misure per ridurre al minimo le conseguenze negative risultanti dal crollo del Trattato INF, basato sui principi di equa e indivisibile sicurezza, e sulla considerazione equilibrata degli interessi delle parti.

Sulla base della nostra precedente proposta di sviluppare strumenti di monitoraggio per sostenere l’iniziativa russa sulle contro-moratorie, invitiamo tutte le parti interessate a considerare opzioni specifiche per l’adozione di misure di verifica reciproca al fine di affrontare le attuali preoccupazioni.

In particolare, potremmo concentrarci sulle misure di verifica relative ai complessi Aegis Ashore con lanciatori Mk-41, dispiegati presso le basi USA e NATO in Europa, così come i missili 9M729 dispiegati presso le strutture gestite dalle Forze Armate della Federazione Russa nella regione di Kaliningrad. Le misure di verifica confermerebbero l’assenza di missili INF negli impianti oggetto degli accordi, così come le armi, sulle cui specifiche e classificazioni le parti non sono riuscite a raggiungere un accordo (missile russo 9M729).

Rimanendo impegnata a mantenere una posizione coerente sulla piena conformità del missile 9M729 alle disposizioni del trattato INF precedentemente in vigore, la Federazione Russa, tuttavia, è pronta, in uno spirito di buona volontà, a continuare a non schierare missili 9M729 nella Russia europea, ma a condizione che i paesi della NATO adottino misure reciproche che precludano il dispiegamento delle armi precedentemente proibite dal trattato INF in Europa.

Invitiamo, inoltre, tutte le parti interessate a cercare soluzioni per mantenere la stabilità e prevenire crisi missilistiche “in un mondo senza Trattato INF”, così come succede nella regione dell’Asia-Pacifico. Rimaniamo propensi a perseguire un lavoro congiunto in quest’area.

 

Traduzione dall’inglese di Giulia Paola Pattavina. Revisione: Silvia Nocera

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Pace e Disarmo
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