Ancora echi dal Festival Falastin di Roma

25.10.2020 - Patrizia Cecconi

Ancora echi dal Festival Falastin di Roma

I quattro giorni di festival della cultura palestinese a Roma, che tanto turbamento avevano creato nelle frange più estremiste della Comunità ebraica al punto che si temeva il ritiro del patrocinio del II Municipio, vengono ricordati dal comunicato stampa diffuso dal presidente della Comunità palestinese che contiene un caldo e dettagliato ringraziamento a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile l’importante evento, superando difficoltà praticamente di ogni natura.

Il dr. Yousef Salman, medico palestinese che non può tornare nella sua terra e che opera in Italia la sua professione di pediatra da quasi quaranta anni, nel suo ruolo di presidente della Comunità palestinese di Roma e del Lazio e ideatore del festival, ha voluto esprimere in forma pubblica i suoi ringraziamenti per la riuscita dell’evento che ha offerto alle centinaia e centinaia di persone intervenute ogni sera l’immagine più completa possibile della Palestina, della sua cultura, delle sue tradizioni, della sua sofferenza per la lunga occupazione, delle sue rivendicazioni e di quel misto tra pena e gioia così ben rappresentato da tutti i suoi artisti, nella scrittura come nel teatro, nella musica, nell’arte pittorica, nel cinema e nella danza.

Credo – scrive nel suo comunicato il dr. Salman – che anche il feroce attacco subito  dalla causa palestinese su vari fronti, la prepotenza, l’arroganza e la continua aggressione alla terra, ai diritti e alla vita del popolo palestinese, abbia creato in Italia un campo di solidarietà che ha contribuito a sua volta alla grande partecipazione di pubblico visibilmente interessato e attentamente partecipe.”

Dopo aver ringraziato uno per uno sia gli organizzatori che lo hanno aiutato a realizzare il festival, sia i relatori, i moderatori, gli artisti e tuti coloro che in vario modo hanno offerto competenze, tempo e vera e propria fatica fisica per la riuscita di ogni momento del festival, dalle presentazioni dei libri alla ristorazione, ai dibattiti, alle danze, si sofferma a ringraziare in “particolare Francesca Del Bello, Presidente del secondo Municipio, per la generosa solidarietà manifestata nel concedere il Patrocinio della sua amministrazione al nostro Festival e per il coraggio e la dignità dimostrati nel resistere alle vili e ingiuste accuse ed alle intimidazioni subite affinché togliesse il patrocinio al festival da parte di chi vuole oscurare la questione palestinese con ignobili accuse di antisemitismo.

Il comunicato si conclude con un arrivederci all’anno prossimo e con l’augurio di una Palestina libera laica e democratica che, al momento, sembra un sogno difficilmente realizzabile viste sia le connivenze occidentali con i piani illegali di Israele, sia il tradimento della causa palestinese da parte di alcuni Paesi arabi. Ma la pazienza palestinese è proverbiale e la speranza di questo popolo è sempre stata più forte della disperazione, perfino nei momenti più terribili che hanno visto massacrare in pochi giorni migliaia di uomini, donne e bambini senza che le istituzioni internazionali intervenissero per fermare i massacri.
Il festival Falastin è stato prova esemplare di questa forza, oggi comunemente chiamata resilienza, offrendo nello stesso tempo cultura, dibattiti, danze, piatti tipici, musica e allegria condivisi anche con artisti ebrei solidali con la causa palestinese.

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Di seguito il comunicato originale
Il mio grazie a tutti e ad ognuno per il Festival Falastin, a Roma,  che è stato la Festa della  Cultura Palestinese.
Erano anni che sognavo di organizzare una festa della Palestina a Roma, una grande festa popolare e partecipata, con la partecipazione di TUTTE/I, palestinesi e italiani,  amiche e amici della Palestina. Una festa serena, gioiosa e  nel cuore di Roma.
Una festa proprio come quella che abbiamo organizzato, vissuto e goduto, iniziata il giovedì 1°  ottobre nei giardini del Piazzale del Verano, di fronte alla storica Università “La  Sapienza” nel quartiere di San Lorenzo, quartiere simbolo della Resistenza Italiana e vivo nei cuori di tutti i palestinesi d’Italia, che ha ospitato la storica sede del GUPS (Unione Generale degli Studenti Palestinesi) dal 1974 al 1992.
Credo che più elementi abbiano contribuito alla riuscita della festa che, partita come iniziativa locale, ha visto la partecipazione di 20 grandi città che hanno  contribuito a rendere il Festival Falastin un  grande successo,  ripetibile nei prossimi anni. Credo che anche il feroce attacco subito  dalla causa palestinese su vari fronti, la prepotenza, l’arroganza e la continua aggressione alla terra, ai diritti e alla vita del popolo palestinese, abbia creato in Italia un campo di solidarietà che ha contribuito a sua volta alla grande partecipazione di pubblico visibilmente interessato e attentamente partecipe.
Abbiamo sognato e voluto un Festival Culturale, di inclusione, approfondimento e, insieme, di intrattenimento, con musica, arte, cinema, cucina tradizionale, presentazioni di libri, dibattiti, laboratori di cultura e artigianato. E così è stato.
E’ stata formidabile l’organizzazione, fatta di estenuanti riunioni preparative in cui, la pazienza, la sopportazione, la disponibilità di ognuno nei vari gruppi di lavoro, ha permesso di superare le perplessità e i diversi dubbi che all’inizio rischiavano di far franare l’iniziativa, ma che sono rientrati fino a rendere le nostre diverse voci una sorta di orchestra che ha suonato una bellissima sinfonia.
Non posso non ringraziare ogni membro di questa orchestra, partendo dal bel lavoro del gruppo della propaganda formato da Ivan, Nasmia, Amirah, Maia e Sara (anche per l’ufficio stampa) dando la forma, il volto e il colore giusto al nostro lavoro. L’organizzazione politica, con il contributo eccezionale di Luisa, Igor, Samir, Patrizia, Alessandra, Bassam, Alqalqili. Il Gruppo cucina, con Raffaella, Lena, Hatem, Tawfiq, Fouad, Naji, Samar, Manal, Yousef e la sua Cannolleria Siciliana e le donne palestinesi. Il cibo tradizionale di qualità e i dolci tipici palestinesi hanno dato man forte a ogni serata, e la fatica non da poco del gruppo cucina è stata compensata dai risultati eccellenti . L’organizzazione logistica, con Igor, Abu Alsaid, Majid, Gazi, Hakim, Vito, Maurizio, Elio,  Gaetano, Yousef e qui senza diplomazia ringrazio vivamente i partiti di Patria Socialista, Rifondazione Comunista, PCI, il Centro sociale La Strada e il Comitato di quartiere di san Lorenzo che ci hanno offerto le strutture materiali (stands, tavoli, sedie e quanto necessario allo svolgimento del nostro Festival.
GRAZIE di cuore a tutte le Associazioni solidali con il popolo palestinese che  sono state presenti nel corso delle quattro giornate con i loro stand esponendo gadget, libri, manifesti, ricami tradizionali… All’artista iracheno  Amjed Rifaie, col suo laboratorio di calligrafia araba e dei tatuaggi hennè.  Alle autrice e agli autori dei libri presentati, Suad Amiry, Anna Maria Selini, Mahmoud Suboh, Erika Silvestri e Gianluca Staderini. Agli amici del Nazra Film Festival, Simone, Meri, Cecilia e alla regista Monica Maurer, e allo stilista Jamal Taslaq. A tutti coloro che dalla presentazione dei libri alla proiezione  dei film, alla moda hanno animato il Festival.
Un ringraziamento particolare va  a Moni Ovadia, grande artista, musicista, uomo di teatro e di pace; al gruppo femminile Note Criminali; ad Our Voice, al dj Palestinese Marwan Hawash; al gruppo rap Assalti Frontali, a Mowaffaq, a Dalal e a Khalid per le loro performances teatrali e musicali.
A tutti i moderatori e partecipanti ai dibattiti: Maia, Jamil, Karim, ai Giovani Palestinesi d’Italia e a Francesca e Jacopo di Gaza Freestyle. Agli attivisti del BDS Stephanie, Armando, Loretta e Marinella. A Tommaso Di Francesco, ai parlamentari Pino Cabras e Stefano Fassina; all’ANPI, rappresentato da Fabrizio De Sanctis, Paola e Mario, a Luisa e Rossella per Assopace; a Giovanni Russo Spena,  Vincenzo Vita e Stefania Limiti. A Patrizia Cecconi, a Sergio Cararo, Samir Qaryuti e  Nino Lisi. A Michela Arricale, Fausto Gianelli, Alaa, Gianluca,  Bassam e Michele Esposito. A Dalia Ismail, Alessandra Mecozzi, Vania Bagni, Anwar Odeh, Nacera Benali, Miryam Marino, Slayih Nazareth, Cristina Cirillo e Franco Udda.
Un ultimo ringraziamento, ma non ultimo in ordine di importanza, ma veramente particolare va fatto a Francesca del Bello, Presidente del secondo Municipio, per la generosa solidarietà manifestata nel concedere il Patrocinio della sua amministrazione al nostro Festival e per il coraggio e la dignità dimostrati nel resistere alle vili e ingiuste accuse ed alle intimidazioni subite affinché togliesse il patrocinio al festival da parte di chi vuole oscurare la questione palestinese con ignobili accuse di antisemitismo. Accuse smentite dalla stessa partecipazione attiva di artisti e scrittori ebrei all’iniziativa. Ancora un ringraziamento a Rino Fabiano, Assessore Ambiente e Sport, animatore e forte sostenitore del progetto sin dalla sua partenza, e ad Emanuele, Presidente di Habicura che ha ospitato e sostenuto il Festival con generosità e coraggio.
Un ringraziamento alla nostra ambasciatrice, dottoressa Abeer Odeh, che ha patrocinato il Festival e ha dato ogni sostegno e incoraggiamento, anche con la sua partecipazione quotidiana  e, infine, a tutto lo Staff dell’Ambasciata palestinese a Roma.
E infine, ma come dessert che chiude un pranzo solenne, il ringraziamento alla mia grande Comunità  Palestinese di Roma e del Lazio, alla generosità delle donne, dei giovani e degli adulti che la compongono. Al Gruppo della Dabka, che con la sua musica e la sua danza ha conquistato i cuori oltre all’entusiasmo e  agli applausi di tutti. Al Direttivo e, in particolare  alla nostra grande e generosa Rania, che ha curato pazientemente la parte più difficile e complicata del Festival che, senza il suo lavoro tenace e capillare, poteva prendere un altro percorso e un meno felice destino.
Quindi grazie e grazie e ancora grazie a tutte e a tutti voi, e l’augurio di poter ripetere insieme  questa bella esperienza l’anno prossimo. E se per caso ho dimenticato qualcuno chiedo scusa, ma sappiate che posso aver dimenticato di citare il nome, ma nel mio cuore e nei miei ringraziamenti ci siete tutti e tutte.
Concludo chiedendo sinceramente scusa per le mie lacune e i miei errori e sappiate che accetto senza riserve  le vostre eventuali critiche sapendo che ci aiuteranno tutti per una riuscita ancora migliore nei prossimi anni.
Insieme per un mondo diverso e migliore e per una Palestina libera, laica e democratica.

Dott. Yousef Salman

Presidente Comunità Palestinese di Roma e del Lazio

cell.: 347.9013013

e_mail: y_salman@tiscali.it

Abbiamo bisogno di ponti e non di muri

نحن بحاجة لجسور وليس لجدران

Categorie: Cultura e Media, Diritti Umani, Europa, Medio Oriente
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