Brasile: storia naturale della distruzione

29.09.2020 - Paolo D'Aprile

Brasile: storia naturale della distruzione

Al centro della foto una scatola di munizioni 30-06 Springfield sulla quale convergono quattro frecce relative a quattro immagini, ciascuna di esse accompagnata da una scritta: contro l’invasione dei cinghiali,  30-06; contro il furto di trattori e di bestiame, 30-06; contro i banditi nelle campagne, 30-06; contro la sinistra e il Movimento dos Sem Terra, 30-06. Il significato è molto chiaro: per i cinghiali, i ladri di bestiame, i banditi, la sinistra e il Movimento dei Senza Terra, l’unica soluzione è usare le munizioni 30-06 Springfield. Sulla parte alta della foto, una scritta: Per la sicurezza nelle campagne vota Ricardo Salles 30-60. Così scopriamo che il numero del candidato corrisponde a quello delle famose pallottole che siamo invitati ad usare contro banditi, ladri, cinghiali, contro la sinistra e il Movimento dei Senza Terra. Era la sua pubblicità, la sua campagna elettorale per diventare deputato federale. Oggi Ricardo Sales è Ministro dell’Ambiente.

Il termine Boiada significa mandria di buoi. Un bue, molti buoi, boiada. La frase di uso popolaresco “Lasciar passare la boiada” significa, letteralmente, spalancare i cancelli in modo da far passare chiunque, sia la boiada vera e propria che qualunque altra cosa possa assomigliare ad essa: una fila di macchine, un grande gruppo di persone, i bambini all’uscita da scuola, i fans di un idolo del rock; oppure possiamo interpretare il termine boiada in senso figurato, come quando si permette il simultaneo accadere di eventi che sarebbe stato meglio evitare. Insomma, “Lasciar passare la boiada, indica una certa permissività, una mancanza di controllo da parte di chi avrebbe dovuto sorvegliare e, nello stesso tempo, una forte pressione di chi vuole passare, entrare, varcare la soglia, aprire i portoni, spalancare i cancelli.

Il CONAMA è il Consiglio Nazionale dell’Ambiente, l’organo tecnico che decide la priorità e l’attuazione delle politiche ambientali. Fino a pochi mesi fa era composto da un centinaio di membri, rappresentanti della società civile. Oggi il loro numero è stato ridotto a 23, tra cui spiccano i delegati della confederazione dell’industria e del commercio; la maggioranza degli altri membri invece viene indicata dalle varie autorità governative, tra cui lo stesso Ministro dell’Ambiente. Il controllo del governo federale sull’operato del Consiglio diventa praticamente totale, e la sua funzione di tutela ambientale ridotta a un pro forma in favore dell’applicazione rapida di ogni volontà governativa. Fatto sta che in una riunione virtuale di un paio d’ore, il Consiglio è riuscito ad abrogare le norme di protezione ambientale a tutela della vegetazione litoranea, un bioma di transizione tra la spiaggia, la palude, la macchia e la foresta. Ciò è il segnale di via libera alle grandi imprese di costruzione per impiantare in luoghi ancora intoccati i loro resort e alberghi di lusso. E non solo. I Consiglieri ci hanno preso gusto, sentivano che il cancello stava cedendo, e a cornate cozzavano per spalancarlo. Viene abrogata la norma che prevedeva la proibizione di incenerire i rifiuti tossici. A partire da oggi si può. E vai con le cornate. Il Consiglio ha cancellato le regole per l’utilizzo dell’acqua di fiume da parte di chi voglia irrigare le sue terre coltivabili. Non si riferisce certamente all’orticello di casa, ma a milioni di ettari di proprietà di pochi latifondisti che a partire da oggi hanno libero accesso all’acqua senza alcun criterio tecnico e senza indennizzare lo Stato per il suo uso. I cancelli stanno quasi per cedere del tutto, e l’ultima cornata arriva quando il Consiglio decide di annullare le leggi di controllo ambientale sulle costruzioni, sulle edificazioni in riva a fiumi e laghi che servono come bacini di acqua potabile. Tutto liberato. In tre ore di riunione virtuale il Consiglio ha fatto più danni che gli incendi in Amazzonia. Alcuni membri del governo però non sono molto soddisfatti. Temono che tale operato chiami l’attenzione delle potenze europee, temono sanzioni commerciali e il boicottaggio dei nostri prodotti. Ma il Consiglio segue gli ordini diretti del presidente Bolsonaro che ha nominato Ministro dell’Ambiente e capo del Consiglio Nazionale dell’Ambiente, un suo uomo fidato, Ricardo Salles, quello delle pallottole Springfield.

Ed è stato proprio lui, nella riunione ministeriale del 23 aprile scorso, a prendere il microfono e dire: “In questo momento in cui l’attenzione della stampa e dei cittadini è rivolta verso la pandemia, bisogna approfittarne per impiantare quelle norme infra-legali in modo tale da diminuire le rigide regole a tutela dell’ambiente e Lasciar passare la Boiada”. Sì, lo ha detto. Ha parlato di istituire norme infra-legali per abrogare quelle di protezione ambientale, ha parlato di pandemia come momento da utilizzare senza ritegno, ha parlato di Boiada da lasciar passare. In pochi mesi il governo ha smontato gli organi di controllo ambientale, ha dato fuoco all’Amazzonia, ha distrutto il Pantanal, e ieri ha abolito le norme di protezione ambientale a tutela della vegetazione costiera, l’acqua dei fiumi, i laghi e l’aria. Il candidato a deputato che invitava a sparare sui cinghiali, banditi e ladri, la sinistra e i senza terra, ora, in qualità di Ministro dell’Ambiente non ha bisogno di arrivare a tanto per distruggere il Brasile, basta scardinare i cancelli e lasciar passare i buoi.

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Politica, Sud America
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