Giù le mani dalla Legge Marson, salviamo il paesaggio toscano!

25.07.2020 - Eros Tetti

Giù le mani dalla Legge Marson, salviamo il paesaggio toscano!
(Foto di Pagina Facebook Salviamo le Alpi Apuane)

In Toscana si vuole attaccare una delle leggi che maggiormente tutelano il paesaggio e riducono il consumo di territorio.

La cosiddetta Legge Marson (Legge Regionale Toscana n. 65/2014) è un atto di crescita culturale e di difesa del territorio e del paesaggio, ai sensi dell’Art. 9 della Costituzione Italiana, che la “ReTe dei comitati per la difesa del territorio” intende difendere con forza. È stata un salto culturale di qualità che ha fatto scuola ed ha segnato un momento di manifestazione evidente – così raramente vista – di quella eccellenza culturale e di attenzione al Paesaggio che contraddistingue la Toscana nel mondo.

Intendiamo perciò respingere il tentativo di Italia Viva di utilizzare una motivazione che, specialmente in tempi di Coronavirus, è molto sentita dalle imprese e dalle persone e cioè la semplificazione delle procedure in campo edilizio per attaccare la Legge Marson, perché non solo non è quella legge che rallenta le procedure ma, anzi, crea un quadro di garanzie avanzate per i cittadini e, dunque, semplifica. Italia Vive propone di snaturare la Legge Marson attraverso l’eliminazione, per gli oltre 100 Comuni toscani sotto i 5000 abitanti, dell’obbligo di dotarsi del Piano strutturale ma di utilizzare solo il Piano operativo comunale che è uno strumento pratico ed operativo che ha senso solo se, come recita la Legge, esiste un Piano strutturale.

E il Piano strutturale è l’atto –di massima democrazia- che tutti i soggetti locali, dal Comune, alle categorie sociali ed economiche, alle imprese, alle popolazioni, attraverso una vasta azione partecipativa, concorrono a costruire per il governo del territorio ed il suo sviluppo sostenibile. L’art. 92 recita: Il piano strutturale si compone del quadro conoscitivo, dello statuto del territorio e della strategia dello sviluppo sostenibile. Contiene dunque un atto rivoluzionario di democrazia e cioè lo Statuto del Territorio che è l’atto di riconoscimento identitario mediante il quale la comunità locale riconosce il proprio patrimonio territoriale e ne individua le regole di tutela, riproduzione e trasformazione. 

E la legge è molto rigida nel bloccare lo sperpero di suolo e la libertà di cemento, che sono fra i problemi principali del nostro Pianeta, in tempi di cambiamento climatico. Ecco, si vorrebbe iniziare a smantellare una legge simile ma, soprattutto, si vorrebbe sconfiggere la cultura che limita il consumo di suolo, l’espansione edilizia nuova e superflua e le modificazioni irreversibili del paesaggio.

E si intende giustificare l’attacco alla Legge Marson con la semplificazione.

Non è così e non cederemo di un millimetro. La burocrazia che rallenta le pratiche di chi vuole lavorare in edilizia, siano imprese che famiglie, non dipende davvero dal fatto che i Comuni (quelli piccolo possono unirsi in un Piano Strutturale Intercomunale che costa meno e permette di collaborare rompendo il campanilismo deleterio) debbano fare una pianificazione del governo del territorio e del suo sviluppo sostenibile. Il Piano strutturale è necessario per il “buon governo” del territorio che richiede democrazia e pianificazione. È l’inefficienza dei pubblici uffici che allunga i tempi di realizzazione dei Piani come accade anche per gli appalti: si intervenga su quello e non sulle leggi giuste e sacrosante.

Dunque, giù le mani dalla Legge Marson che tutela il paesaggio, istituisce la partecipazione popolare (creando un Garante della informazione e partecipazione), toglie la pianificazione del territorio dalle mani esclusive della politica ma la condivide con la gente, che prospetta, per la Toscana, la difesa di un Paesaggio che è la massima risorsa economica e culturale della Regione.

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Europa
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