Proteste contro la legge sulla sicurezza nazionale di Pechino: uno sguardo dalla strada

01.06.2020 - Pressenza Hong Kong

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Francese, Greco

Proteste contro la legge sulla sicurezza nazionale di Pechino: uno sguardo dalla strada

Nonostante la pandemia di Coronavirus diffusasi in tutto il pianeta, i disordini a Hong Kong non si sono mai fermati, e le notizie di attivisti arrestati e dispute controverse tra i legislatori sono arrivate anche durante il lockdown che ha praticamente paralizzato intere città e paesi. Dopo una breve pausa dei disordini sociali e politici per la proposta di legge di estradizione alla fine dello scorso anno, che ha visto Hong Kong impantanata in una lotta tra forze pro-democrazia e il governo, arriva una nuova ondata di proteste lungo i distretti commerciali e degli affari di Hong Kong.

La situazione è arrivata al culmine negli ultimi giorni, quando la legislatura cinese ha votato per approvare la legge sulla sicurezza nazionale che elude efficacemente il processo legislativo autonomo della città. L’Assemblea nazionale del popolo ha approvato una risoluzione con 2.878 voti contro uno, con sei astensioni, per conferire al proprio comitato permanente il potere di discutere e approvare la proposta di legge sulla sicurezza nazionale. I dettagli della legge non sono stati svelati, ma bandiranno “comportamenti e attività” che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale. La legislazione, volta a sradicare le proteste che hanno scosso la città nell’ultimo anno, vieterebbe “qualsiasi atto o attività” che metterebbe in pericolo la sicurezza nazionale della Cina, incluso il separatismo, la sovversione e il terrorismo – accuse spesso usate nella Cina continentale per mettere a tacere i dissidenti e altri oppositori politici. Consentirebbe anche alle agenzie di sicurezza nazionali di operare nella città.

I critici affermano che la sua attuazione potrebbe effettivamente smantellare il quadro “un paese, due sistemi” in base al quale è governata Hong Kong e, alla fine, influenzerà le libertà e l’autonomia della città.

Il 24 maggio, i cittadini hanno iniziato una marcia per opporsi alla legge sulla sicurezza nazionale e al progetto di legge sull’inno nazionale, ma sono stati dispersi dalla polizia dopo 10 minuti, con centinaia di poliziotti schierati per disperdere la folla a Causeway Bay. Venerdì, i manifestanti si sono radunati nei centri commerciali a Kwun Tong e Central. Hanno cantato Glory to Hong Kong, gridato in coro slogan per chiedere democrazia e un’indagine indipendente sulla cattiva condotta della polizia mentre gli agenti antisommossa sono rimasti fuori. La polizia presidia una strada per dissuadere i manifestanti pro-democrazia dal bloccare le vie nel distretto di Mong Kok di Hong Kong il 27 maggio 2020.

Ecco uno sguardo sull’ultima serie di proteste, raccolto da un artista filippino residente a Hong Kong che ha condiviso le sue foto e i suoi video su Facebook. Gli scatti sono stati effettuati principalmente nelle aree di Mongkok e Causeway Bay.

Foto e videoclip di Arnel Agawin

RiseHK_RedAssault by proxy / FreeHK

Per visualizzare l’intero album che contiene i video, clicca qui. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10159678041730828&type=3

 

Traduzione dall’inglese di Cecilia Bernabeni

Categorie: Asia, Diritti Umani, Fotoreportages, Politica
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