Libano, lo shiatsu per rivendicare i diritti: la storia di Salwa

17.03.2020 - Sonia Grieco - Redazione Italia

Libano, lo shiatsu per rivendicare i diritti: la storia di Salwa
(Foto di Pressenza)

Quando nel 2017 l’associazione Ulaia ha avviato il progetto di formazione «Shiatsu al femminile» nel campo palestinese di Burj Shemali, in Libano, uno dei principali obiettivi era quello di dare una formazione professionale alle partecipanti, di creare opportunità di lavoro.

Salwa Ahmad al Hussein ha colto al volo questa opportunità: ha seguito un training di tre anni, si è appassionata alla disciplina e, dopo avere ottenuto la certificazione di operatrice shiatsu dell’Accademia Italiana Shiatsu-Do, ha iniziato a lavorare.

Ha il suo biglietto da visita, le clienti al campo e qualcuna anche nella vicina Tiro, e così riesce a tirare fuori un piccolo reddito. Inoltre, è diventata una donna lavoratrice, una donna che esce dall’ambito familiare e che riesce anche a uscire dal campo, un fazzoletto di terra di circa un chilometro quadrato abitato da quasi 23mila persone.

Qui si vive in spazi risicati tra tante privazioni, insufficienza di servizi essenziali e scarsità di lavoro, soprattuto per le donne.

I palestinesi in Libano sono ancora considerati rifugiati dopo settant’anni dal loro arrivo nel paese e non possono accedere a una lunga lista di professioni.

Lo shiatsu non è in questa lista e si è trasformato in un’opportunità professionale e di emancipazione per donne che di solito lavorano come braccianti o domestiche, e hanno pochissime occasioni di uscire dal campo.

Non è stato semplice superare le resistenze iniziali: molte donne all’inizio pensavano che si trattasse di massaggi con oli e creme, una cosa inammissibile per la società piuttosto tradizionalista del campo.

Dopo un accurato lavoro di comunicazione, l’associazione Ulaia è riuscita a far partire il progetto e a farlo diventare un training professionale grazie alla collaborazione con l’Accademia Italiana Shiatsu-Do.

Tra le donne che vi hanno partecipato, Salwa si è distinta per abilità, ma anche per determinazione e ambizione: adesso, infatti, spera di riuscire a lavorare a Tiro, Sidone, Beirut, ma anche le sue compagne di corso puntano a fare dello shiatsu una carriera e a seguire l’esempio di Salwa.

Abbiamo racchiuso nel video qui di seguito il nostro incontro con Salwa e con una parte del suo mondo

Categorie: Diritti Umani, Medio Oriente
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