Noi, operatori dei media, giornalisti, fotoreporter e tecnici dichiariamo che ciò che viene diffuso dalla maggior parte dei media mainstream non è giornalismo e non ha nulla a che vedere con il bene comune dell’informazione pluralistica. Si tratta di una massiccia campagna di propaganda volta a creare un consenso e un clima favorevole alla guerra che il governo e l’intera borghesia cercano. La crisi dei rifugiati, usata da entrambi i governi, turco e greco, per servire i loro interessi geopolitici con migliaia di vittime, oppresse e sradicate dalle loro case e dai loro paesi, viene descritta dalla maggioranza dei media come una “questione nazionale” che va affrontata per “difendere i nostri confini”.

Nella loro stragrande maggioranza, i media mainstream in questo momento critico hanno scelto di gettare nella spazzatura i principi fondamentali dell’etica, promuovendo e legittimando l’azione dei gruppi di estrema destra nelle isole e sui confini come l’unica azione “patriottica”, rafforzata anche dagli agenti di polizia. Censurano ogni altro punto di vista, mettono a tacere le voci che criticano l’operato del governo definendole un “tradimento”. Censurano le informazioni sulle migliaia di persone che protestano contro le politiche di chiusura verso i rifugiati, esprimendo solidarietà nei loro confronti.

La stessa cosa sta accadendo con la crisi del coronavirus. Invece di aderire al principio fondamentale della distanza e della neutralità, piuttosto che informare l’impreparato sistema sanitario pubblico, i media sono impegnati a coltivare l’isteria di massa e la paura con reportage drammatici. Allo stesso tempo, promuovono l’oscurantismo, invitano gruppi di rappresentanti della Chiesa e degradano deliberatamente la visione e gli avvertimenti del mondo scientifico.

Molti operatori dei media e giornalisti spesso diventano bersaglio di attacchi e molestie da parte dei gruppi di destra, ma anche di chi sostiene la “legge e l’ordine”. Ci opponiamo a questo regime propagandistico ogni giorno e in molti modi, mettendo a rischio l’integrità fisica. Eppure, i sindacati dei giornalisti restano indifferenti, accettando di violare qualsiasi etica nei media.

Chiediamo ai sindacati di agire immediatamente per informare e sostenere i colleghi nei confronti dei proprietari e dei dirigenti dei media e del governo, mostrando questa azione in modo pratico, scioperi compresi.

Chiediamo il rispetto dell’etica e l’abolizione della censura sulle voci critiche del governo.

Chiediamo la garanzia della sicurezza dei lavoratori dei media attaccati dai gruppi di estrema destra.

Lista dei firmatari (in greco).