La cooperazione è la chiave del nostro futuro

28.02.2020 - Claus Meyer - Pressenza Berlin

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco

La cooperazione è la chiave del nostro futuro
(Foto di Gerd Altmann via Pixabay | CC0)

Da quando gli uomini sono sulla Terra devono collaborare gli uni con gli altri per la loro sopravvivenza. Il progresso tecnologico li ha resi ancora più interdipendenti. Si tratta del concetto più importante di cui tutti dovrebbero essere consapevoli.

Tuttavia, l’attuale sistema monetario va nella direzione opposta e la cooperazione viene messa in disparte. Questo comporta un’attenzione costante alla concorrenza e alla crescita economica. A uscirne vincitori da questo meccanismo sono i più ricchi, i quali fanno in modo che non ci sia spazio per la collaborazione. La maggior parte delle persone viene influenzata così tanto fin dalla nascita che non è consapevole di questa importante nozione. Purtroppo, i concetti di cooperazione e di partnership non vengono trasmetti nemmeno dai media.

In questo momento, a causa dell’imminente catastrofe ecologica, è necessaria una collaborazione totale da parte di tutti. I media reprimono il problema e i responsabili lo rinviano agli incontri più importanti. Sembra che oggi le persone non siano più in grado di affrontare insieme simili temi a causa della mancanza di collaborazione.

Se la cooperazione fosse stata messa in primo piano nel sistema monetario, questo tipo di interazione sarebbe stata abolita da tempo, dal momento che ciò che conta è soltanto la competizione. Ancora oggi, sia le aziende che i partiti politici sono in lotta tra di loro e soltanto una democrazia diretta può mettere in pratica un approccio collaborativo, poiché tutti i rappresentanti politici sarebbero responsabili verso la loro coscienza. La collaborazione deve essere instaurata anche tra gli Stati. Non bisogna più concentrarsi sulle lotte di potere per affondare la forza economica dell’altro. Inoltre, se le guerre e la produzione di armi appartenessero al passato si potrebbero impiegare più energie e forza lavoro per scopi migliori.

La cooperazione può essere gestita in modo molto più semplice quando si ha a che fare con il denaro (vedi Teoria della Moneta Moderna) dal momento che le spese economiche per un simile cambiamento sarebbero estremamente ridotte, anche se il consenso sarebbe più difficile da ottenere. L’idea secondo cui i soldi possono essere usati per fare altri soldi è un’assurdità a cui si deve porre fine poiché si tratta sempre e solo di sfruttamento. La capitalizzazione del denaro da parte di pochi deve terminare e i soldi devono tornare a essere un vero aiuto economico all’interno di un rapporto di tipo collaborativo. L’umanità non può più permettersi nuove lotte di potere. Così come l’attuale sistema monetario ha sempre portato a lotte di potere, così la competizione ha influenzato il modo in cui entriamo in relazione con gli altri.

Al giorno d’oggi, come conseguenza del sistema monetario attuale, dominano egocentrismo ed egoismo. Se la piena occupazione non è auspicabile, bisogna mirare a un’assistenza a tutto tondo. Grazie a un reddito minimo e alla democrazia diretta, tutti sarebbero tenuti a comportarsi in modo cooperativo e a prendersi cura l’uno dell’altro. Si tratta di un meccanismo che può ancora essere appreso. Non si tratterebbe più di creare posti di lavoro e di aumentare il giro di affari, ma unicamente di fornire un’adeguata assistenza ai più bisognosi, preservare i servizi comuni facendo il minor danno possibile all’ambiente. Soprattutto in una democrazia diretta ognuno è chiamato ad assumersi le responsabilità per le proprie azioni e a rispondere delle conseguenze negative. Le società di capitali devono essere sostituite da cooperative in cui tutti i collaboratori siano allo stesso tempo anche azionisti. Una migliore collaborazione sarebbe così immaginabile e grazie al reddito minimo non insorgerebbero lotte di potere.

Ci siamo allontanati di molto dall’interazione sociale. È la collaborazione la chiave per una convivenza ottimale all’interno di una famiglia allargata i cui membri si aiutano l’uno con l’altro. Gli asili e le case di riposo diventerebbero una rarità e con ciò si creerebbe maggiore benessere, si preserverebbero le tradizioni e si graverebbe meno sullo Stato. In questo modo si potrebbero porre le basi per la collaborazione e la partnership. I pensionati sarebbero le persone ideali per contribuire alla formazione dei bambini.

I luoghi di lavoro così come i negozi e le scuole dovrebbero sempre trovarsi nelle vicinanze, dal momento che lo spreco energetico dei mezzi di trasporto non è più sostenibile. Il tempo libero che ne deriva può essere impiegato per se stessi e per il vicinato, risparmiando così ulteriore energia e spese pubbliche e promuovendo l’interazione sociale.

Dovremmo tutti renderci conto che la collaborazione rappresenta l’unica strada per lavorare insieme. L’attuale sistema monetario porterà a un blocco, tutti i beni prodotti sono soggetti a una media del 30% di interessi e ciò rappresenta esattamente l’opposto del concetto di collaborazione perché si tratta di puro sfruttamento. Solo attraverso la Teoria della Moneta Moderna è possibile realizzare una collaborazione. Questa presa di coscienza deve comprendere anche la cooperazione con la Terra e la natura. Soltanto in questo modo potremmo vedere di fronte a noi un futuro degno di essere vissuto.

 

Traduzione dal tedesco di Veronica Simeone

 

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Economia, Opinioni

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

Cerca

Il canale Instagram di Pressenza

 

Solidarietà ai tempi del Coronavirus

Documentario: L'inizio della fine delle armi nucleari

Documentario: RBUI, il nostro diritto di vivere

Mobilitiamoci per Assange!

App Pressenza

App Pressenza

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.