COP25, ci sarà la volontà politica di fermare il cambiamento climatico?

03.12.2019 - Juana Pérez Montero

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

COP25, ci sarà la volontà politica di fermare il cambiamento climatico?
(Foto di reti sociali)

È iniziata la conferenza sul clima COP25, che si svolgerà dal 2 al 13 dicembre a Madrid.

Sarà essenziale raggiungere un consenso e agire, vista la crisi che è già in atto.

Il risultato dipenderà dalla volontà politica.

Nel frattempo, il vertice sociale per il clima si svolgerà parallelamente alla richiesta di raggiungere accordi per fermare il cambiamento climatico.

La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP25 è iniziata a Madrid, dopo che il Cile aveva deciso unilateralmente di non ospitarla a causa della crisi sociale che il paese sta vivendo. Questo vertice è l’ultimo prima che nel 2020 gli accordi di Parigi del 2015 entrino in vigore.

In questo vertice, la priorità è quella di raggiungere accordi concreti con cui ogni paese si impegna ad attuare politiche e misure che consentano di compiere progressi urgenti verso la riduzione delle emissioni di CO2, verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico.

In ogni caso, si tratta di una riunione complessa, in cui non ci sono votazioni, ma gli accordi vengono presi per consenso. Riunisce tre conferenze: la COP25, che è la riunione delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la CMP15, che interessa i paesi firmatari del Protocollo di Kyoto in vigore fino al 2020 e la CMA2, che comprende i paesi firmatari degli accordi di Parigi del 2015.

I leader dei paesi che inquinano di più non saranno presenti

A questa complessità bisogna aggiungere il fatto che i paesi più inquinanti (USA, Cina, Russia e India, ad esempio) non saranno rappresentati dai loro massimi dirigenti, minacciando addirittura di uscire dagli accordi precedenti, come nel caso degli USA. Inoltre, c’è tutto un “gioco” di cifre sulle emissioni di ogni paese che rende difficile avere una vera radiografia della situazione a livello globale. Intanto i paesi meno sviluppati, vittime della crisi climatica senza averla provocata, chiedono un sostegno economico per passare a economie verdi.

Di fronte alla posizione ufficiale degli Stati Uniti e di Trump, i Democratici americani si sono espressi con le parole di Nancy Pelosi, Presidente della Camera dei Rappresentanti: “Venendo a questa COP, vogliamo dire: siamo ancora qui. Siamo ancora qui”. Da parte sua, Bloomberg, il nuovo rivale democratico di Trump, ha messo di tasca sua i fondi che gli Stati Uniti hanno ritirato per il vertice sul clima. Che cosa succederà con gli Stati Uniti, se rimarranno o lasceranno definitivamente il vertice sul clima, dipenderà da chi vincerà le elezioni presidenziali nel 2020.

Antonio Guterres: “Quello che manca è la volontà politica”

Il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha dichiarato al suo arrivo nella capitale spagnola che “ciò che manca è la volontà politica” e ha chiesto di smettere di “trovare delle scuse” per cercare soluzioni a un cambiamento climatico che è già in atto. Ha anche indicato direttamente i leader politici come responsabili dell’attuazione degli accordi di Parigi. 

Il vertice sociale per il clima

Al Summit saranno presenti anche diversi movimenti sociali, giovani, indigeni, che hanno organizzato un contro-vertice o Social Summit for Climate, in cui secondo gli organizzatori “cercheremo di salvaguardare il nostro futuro, che è proprio ora messo in discussione. Basta con le paure elettorali, le misure a breve termine e gli inganni opportunistici. Chiediamo il diritto alla vita: siamo la natura che difende se stessa”.

Il contro vertice inizierà con una grande manifestazione venerdì 6 dicembre e proseguirà nei giorni successivi fino al giorno 13 presso l’Università Complutense di Madrid.

Se c’è una differenza rispetto ad altre edizioni, a parte l’emergenza, è che, di fronte a questi vertici ufficiali, che tante volte sono rimasti solo parole vuote, oggi non ci sono solo organizzazioni specializzate. I giovani sono scesi in strada, trascinando la società nel suo complesso per mettere la Vita al centro del dibattito pubblico. La crisi avanza, ma la risposta in strada cresce in modo esponenziale.

Tutto è iniziato con un’azione individuale di una ragazza, Greta Thunberg, basata su un proposito chiaro: difendere il suo futuro e, con esso, quello dell’umanità.

Traduzione dallo spagnolo di Thomas Schmid

 

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Internazionale
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