Governo colombiano: doppia morale e tradimento agli accordi di pace

22.05.2019 - Ciudad de Buenos Aires, Argentina - Alexandra Vega-Rivera

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Catalano, Greco

Governo colombiano: doppia morale e tradimento agli accordi di pace
(Foto di Gabriel Brito)

Dichiarazione dei colombiani all’estero, diretta alla comunità internazionale per rendere visibile la situazione di malgoverno di Iván Duque in Colombia, degli assassinii di leader sociali ed ex combattenti delle FARC, dei boicottaggi agli accordi di Pace, delle persecuzioni alla JEP e della poca o nessuna volontà politica di continuità dei dialoghi con l’ELN.

Governo colombiano: doppia morale e tradimento degli accordi di pace

Noi, cittadini e cittadine libere della Colombia, uniti dalla volontà e dal desiderio di costruire un futuro migliore per le generazioni future, dichiariamo all’opinione pubblica internazionale che:

Nessun colombiano è mai vissuto in pace nel nostro Paese. Tutti siamo o siamo stati vittime della violenza. Una violenza causata dalla perenne concentrazione del potere politico nelle mani di ridotti settori economicamente privilegiati, che hanno usato le leggi a proprio vantaggio, condannando la maggioranza della popolazione alla povertà più disonorevole. L’ineguaglianza sociale causata da queste perverse pratiche politiche è da sempre stata il principale motore della guerra che, a sua volta, ha prodotto migliaia di morti nel corso degli anni.

Una delle fasi più violente vissute nella nostra storia recente, tra il 1998 e il 2010, corrisponde ai governi di Andrés Pastrana Arango e Álvaro Uribe Vélez, attualmente accaniti avversari dell’Accordo di Pace, risultato dalla volontá delle parti di trovare una via d’uscita negoziata al conflitto colombiano.

Secondo le cifre del Governo colombiano, solo durante questo periodo ci sono state 5.827.898 vittime dirette del conflitto, colpite da morte, sfollamenti, rapimenti, obblio e fame. Questa macabra tendenza del numero di vittime ha avuto un rallentamento solo durante il periodo 2010-2018, quando l’allora presidente Juan Manuel Santos, oggi premio Nobel per la pace, ha intrapreso i negoziati e firmato l’accordo di pace con la guerriglia delle FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), e con il determinante sostegno da parte della comunità internazionale.

Attraverso questo Accordo di Pace, lo Stato colombiano ha assunto impegni fondamentali al fine di realizzare cambiamenti sociali strutturali che permettessero di combattere l’ineguaglianza nella popolazione e generare un’atmosfera di vera pace.

Sfortunatamente per la grande maggioranza dei cittadini, le forze politiche che tradizionalmente, grazie alle azioni militari e al terrore, hanno concentrato il potere e che hanno trovato nella guerra una strategia per restare afferrati ad esso, sono riuscite lo scorso anno a riprendere la presidenza della Repubblica dopo l’elezione dell’attuale presidente, Iván Duque Márquez. Da quel momento, la nostra speranza di raggiungere la Pace ha ricevuto molti attacchi.

Per dare un’idea, secondo un rapporto dell’Istituto di studi sulla Pace e lo Sviluppo – Indepaz, in Colombia, nei primi 8 mesi dell’attuale governo, ben 172 leader sociali e difensori dei diritti umani sono stati assassinati. Inoltre, con l’obiettivo di influenzare il progetto di Pace, lo stesso Presidente insieme al suo gruppo parlamentare alleato al Congresso della Repubblica e all’Ufficio del Procuratore Generale (cooptato dalle già citate forze guerrigliere), sostenuto dall’indebito intervento del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, negli affari interni dei colombiani, ha diretto attacchi contro il Tribunale Speciale per la Pace – JEP. Questo tribunale è un organo giudiziario che costituisce il cuore degli Accordi di Pace (novembre 2016), in quanto è incaricato di indagare sugli atti di violenza e di ricercare Giustizia, Verità e Riparazione per le vittime del conflitto armato.

I gravi eventi degli ultimi giorni hanno dimostrato che al Governo Nazionale della Colombia e ai suoi alleati politici interessano di più i propri interessi personali piuttosto che il benessere dell’intero paese. Per questo motivo noi colombiani vediamo l’urgente necessità di fare tutto il possibile per impedire al governo di imporci un’agenda politica orientata a perpetuare la guerra e a ostacolare l’esercizio della democrazia.

Lanciamo, dunque, un’appello alla Comunità Internazionale, ai leader e ai cittadini del mondo solidali con la nostra causa di difendere la pace in Colombia, di supportarci nel raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  1. Richiedere al governo misure effettive per preservare la vita dei leader sociali, difensori di diritti umani, vittime, ex combattenti e costruttori di pace in generale, che dalla firma dell’Accordo vengono sistematicamente e impunemente assassinati nel nostro paese.
  2. Lavorare affinchè gli accordi di pace che ha firmato lo Stato colombiano con le FARC-EP siano rispettati e onorati integralmente.
  3. Chiedere che il governo colombiano riprenda al più presto i negoziati di pace con l’Esercito di liberazione nazionale (ELN), per avanzare nella consecuzione di una pace completa, stabile e duratura.
  4. Garantire rispetto totale e supporto al Tribunale Speciale per la Pace – JEP, ideato proprio per sconfiggere l’impunità, indagare e chiarire le responsabilità penali per i crimini di guerra commessi da tutti gli attori del conflitto armato in Colombia.
  5. Garantire il rispetto alla vita e offrire condizioni per la partecipazione dell’opposizione politica in Colombia.
  6. Rispettare l’indipendenza del potere giudiziario colombiano e lo Stato di Diritto.

Che la PACE non ci costi nè la la vita nè la libertà.

 

Sottoscrivono:

1. “Diáspora y Paz” París y Barcelona.
2. Unidos por la Paz, Alemania.
3. Foro Internacional de Víctimas, capítulos Américas y Europa.
4. Colombia Humana La Plata, Argentina.
5. Vamos por los Derechos Internacional.
6. Associazione di Promozione Sociale Migras, Italia.
7. Colectiva de mujeres refugiadas, exiliadas y migradas.
8. Asociación Red Solidaria de Albacete.
9. Foro Internacional de Víctimas de Albacete.
10. RECOEX – Representación de Estudiantes Colombianos en el Exterior.
11. Rumbo a Gaza América Latina.
12. Grupo Europa de Familiares de desaparecidos en Colombia.
13. Colombia Humana Suiza.
14. Asociación Maloka Suiza.
15. Asociación Asolatino Suiza.
16. Ciudadanías Libres Suiza.
17. Convergencia Internacional Colombia Humana.
18. Agendas Internacionales por la Paz en Colombia.
19. Paz a la Calle, Barcelona. 20. Mujer Diáspora, Londres.
21. Colectivo AJI, Londres.
22. Migrantes – Ciudadanía en Movimiento.
23. Fundación Freytter.
24. Carrers del Món, Elche.
25. Foro Internacional de Víctimas, Elche.
26. E- Chime, Elche. Colectivo de jóvenes.
27. Nodo Ottawa-Gatineau. Canadá.
28. Nabowa. Xarxa per la Pau, Barcelona.
29. Colombia Humana, Ecuador.
30. Colectivo Ciudadanías.
31. ASOVICA – Asociación de Víctimas del Conflicto Armado de Colombia en Canadá.
32. Partido político español Podemos, París.
33. COLPAZ – Colectivo por la Paz en Colombia, México.
34. Comunidad Colombia Humana, Argentina.
35. Marcha Patriótica capítulo Argentina.
36. ALBA – Movimientos , Argentina.
37. Vamos – Frente Patria Grande. Argentina.
38. Barrios de Pie, Argentina.
39. Asociación Civil Madre Tierra.
40. Partido Social de la Ciudad.
41. Centro de Estudios y Acción por la Igualdad.
42. Parranda Poética, Argentina.
43. Grupo de Pensamiento Crítico Colombiano de la Universidad de Buenos Aires.
44. Constituyente Exiliad@s Políticos Colombianos.
45. On y Va “Globalizando la Solidaridad “, Suiza.
46. Aipazcomun, Suiza.
47. Coordinadora América / Europa de Solidaridad con el Pueblo Colombiano -CAESPUCOL.
48. Partido Comunista – Hamburgo, Alemania.
49. Convergencia Colombia Humana Internacional, New York.
50. Ciudadanías por la Paz, Francia.
51. Colombia Humana, Francia.
52. Foro Internacional de Víctimas, Canadá.
53. ITACA – Organització Internacionalista dels Països Catalans.
54. Habitar Argentina.
55. Centro de Intercambio y Servicios para el Cono Sur Argentina – CISCSA.
56. Movimiento de Ocupantes e Inquilinos- MOI.
57. Fundación Vivienda y Comunidad – FVC.
58. RED Hábitat. Bolivia.
59. Ocupa Tu Ciudad, Guadalajara.
60. Cooperación Comunitaria México.
61. La Ría Corriente crítico feminista, Argentina.
62. Huitaca – Pacto por la vida y por la Paz.
63. Ciudadanías por la Justicia.
64. Colectivo Maloka Colombia.
65. Mujeres Pa’lante.

Testo tradotto in inglese, francese, catalano, grego e italiano con l’obiettivo della sua divulgazione mondiale.

 

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Pace e Disarmo, Politica, Sud America
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