4 maggio 2019: 50 anni di Siloismo

07.05.2019 - Redacción Chile

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4 maggio 2019: 50 anni di Siloismo
(Foto di David Andersson)

Pubblichiamo qui le parole pronunciate da Antonio Carvallo (e tradotte in inglese da Tony Robinson) durante la celebrazione del cinquantesimo anniversario del Siloismo nell’evento più significativo che si è svolto il 4 maggio nel Parco di Studio e Riflessione di Punta de Vacas, situato ai piedi del Monte Aconcagua, sulle Ande. Questo discorso e le successive cerimonie sono state seguite in streaming da diverse località dei cinque continenti.

“Cari amici, Siloisti, pellegrini, viaggiatori e Maestri presenti qui e in altri parchi in tutti i continenti, benvenuti alla celebrazione del nostro cinquantesimo anniversario del discorso pronunciata da Silo in questo stesso luogo il 4 maggio 1969.

Questo è un giorno di festa, di ringraziamento, di riflessione e di revisione e perché no? Anche di considerazione per il futuro!

State ascoltando un partecipante di quell’occasione, che non si è mai guardato indietro.

La nostra storia comune è riccamente documentata e questo breve saluto non è l’occasione giusta per approfondirla.

Voglio semplicemente condividere alcuni dei ricordi e delle riflessioni che mi accompagnano in questo periodo e in questo luogo, il Parco storico di Punta de Vacas, dove si sono svolti tanti momenti cruciali del nostro processo.

Qui Silo ha parlato di nuovo pubblicamente nel 1999, nel 2004 e nel 2007.

Un breve resoconto di questi cinquant’anni:

Cominciai a partecipare a Santiago nella seconda metà del 1968. Avevo 22 anni. Fin dall’inizio rimasi impressionato dai materiali che circolavano in copie dattiloscritte: il metodo, lavori attenzionali,  teoria della fuga, determinismo e caso, incidente e destino, teoria dell’azione, materiali di notevole profondità per gruppi spontanei di attivisti. Si diceva che era possibile rompere il determinismo e avanzare verso la libertà. Si parlava del Superuomo, del risveglio della coscienza, dell’apparizione della Scuola. A Santiago c’era un’attività intensa, operativi che annunciavano la venuta di Silo, moltissime riunioni e gruppi di studio e pratica, inviti di nuovi membri e preparazione della mobilitazione del 4 maggio. In più di 70 partimmo dal Cile.

Così ricordo quel giorno. C’era un’aspettativa molto grande, un sentimento di incertezza che contrastava con la magnificenza del paesaggio; guardie a cavallo con mitragliatrici circondavano il terreno. Sapevamo solo che Silo avrebbe iniziato la sua vita pubblica e lanciato il suo messaggio. E ancora non lo conoscevamo…

Il clima era elettrizzante, spettacolare, impossibile non sentirsi commossi per il fatto di essere lì. Silo, avvicinandosi ai microfoni con movimenti lenti e armoniosi, proiettava una forza intensa, molto speciale. Quando in mezzo al silenzio cominciò il suo messaggio “Se siete venuti ad ascoltare un uomo…” fu per me qualcosa di commovente. La mia attenzione era concentrata in un solo punto: non era solamente la presenza di Silo che esprimeva il suo messaggio, ma anche la chiarezza con cui lo stava spiegando, la sequenza delle idee.

Tutto ciò restò profondamente registrato nel mio cuore; è rimasto per sempre e ha determinato il corso della mia vita.

Il discorso ebbe un forte impatto su di me, con la varietà di temi che toccava e il suo profondo significato,  ma francamente, solo con il passare degli anni e l’esperienza di molte peripezie l’ho compreso davvero, come un seme contenente tutti i codici di questa fonte di conoscenza multipla e diversa che è la dottrina oggi.

Rivediamo rapidamente questi anni.

Il libro “Lo Sguardo Interno”,  iniziato lì nella valle, nell’eremo di pietra e completato qualche mese più tardi, fissa già in modo permanente il fondamento dell’insegnamento, elaborando temi come il nonsenso, la contraddizione, l’abisso e il modo di superarlo, l’azione unitiva, la forza e il suo controllo e ponendo come fonte l’esperienza della rivelazione interiore alla quale arriva chi medita attentamente in un atteggiamento di umile ricerca.

A partire dal 4 maggio si vanno organizzando e moltiplicando i gruppi di seguaci in Cile e Argentina, si avanza in qualificazione e si pianificano le prime dispersioni in America Latina, Stati Uniti, Europa e Asia.

Nel 1972 Silo tiene a Santiago la Conferenza sulla Meditazione Trascendentale, interrotta e sospesa il secondo giorno dall’intervento della polizia. Questa volta a intervenire era il regime dell’Unità Popolare.

La pressione della persecuzione e delle dittature militari in Cile e in Argentina spinge molti seguaci all’esilio e questo rinforza la presenza dei Siloisti in diversi paesi europei.

Nel 1974 si organizza un centro di lavoro a Cordoba, in Argentina, dove partecipano gruppi di seguaci provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal Sudamerica, per i primi lavori di uffizi e discipline. L’anno seguente riapre un centro di studi a Corfù, dove si sviluppano i primi studi della nostra psicologia, che si approfondiscono alle isole Canarie nel 1976 e nel 1978, con la partecipazione di amici di tutto il mondo.

Citando il discorso tenuto qui da Silo il 4 maggio del 1999 per riassumere i trent’anni di storia: “Durante gli anni Settanta comincia ad articolarsi l’organizzazione della Comunità per lo Sviluppo Umano… si tratta di un’organizzazione sociale e culturale che, col passare degli anni, viene riconosciuta dalle Nazioni Unite. Già da allora si fissano parametri dottrinari più precisi e si stabiliscono le caratteristiche di questo nuovo tipo di movimento che ormai non può più essere confuso con lo spontaneismo di altri gruppi, sulla via di una chiara decadenza e disintegrazione. E’ a partire dalla Comunità per lo Sviluppo Umano (quell’organismo il cui logo mostrava un triangolo inscritto in un cerchio), che comincia a svilupparsi un numeroso insieme di club culturali, organizzazioni sociali di quartiere e gruppi di base. Così si va formando lentamente il Movimento Umanista, che si espande attraverso differenti espressioni che vanno dalle campagne di alfabetizzazione nei paesi dei Caraibi e dell’Africa, al lavoro di sanità sociale in cui medici, paramedici e collaboratori agiscono, fra mille limitazioni, ma con grande spirito, in vari punti del mondo. Questo Movimento Umanista, tanto diversificato nelle sue attività sociali e culturali, dà anche origine a partiti politici che cominciano ad articolarsi negli anni Ottanta. Negli anni Novanta il Movimento raggiunge la sua piena maturità concettuale, si definisce come Umanesimo Universalista o Nuovo Umanesimo, differenziandosi nettamente dagli antichi umanesimi con i quali non mantiene alcuna relazione organica né ideologica. Quest’anno si appresta a realizzare una valutazione completa di quanto fatto dai suoi primi passi ad oggi e si propone di definire la sua strategia per il secolo venturo.”

Finalmente, in questo secolo…

Si mette in moto il messaggio lanciato da Silo nel 2002, con i suoi materiali, Il Libro, L’Esperienza e il Cammino. Tutto questo con i suoi rispettivi modelli di funzionamento e sviluppo e la sua libera interpretazione, abilitando così una forma di lavoro basata sull’esperienza e capace di raggiungere senza distinzione tutti gli esseri umani.

Si formalizza la Scuola e si mette in moto il lavoro sistematico delle Discipline come condizione di accesso. Si fondano i Parchi di Studio e Riflessione come luogo di insediamento. Si realizzano lavori di livellamento aperti a tutti e si lavora con le Discipline con un procedimento accelerato e di gruppo. Silo rivede tutta la sua opera e crea il sito Silo.net.

Questa è l’opera del primo decennio del secolo, quando Silo anticipa la sua dipartita e tutto si allinea a questo nuovo momento. Disse in più di un’occasione: “Ragazzi! Ho fatto la mia parte, adesso tocca a voi”.

Nel secondo decennio si avanza nella costruzione di Parchi  – ormai oltre cinquanta nel mondo – e le comunità del Messaggio di Silo si diffondono dappertutto. Dove ci sono condizioni favorevoli si sviluppano gli organismi officiali del Movimento Umanista: la Comunità per lo Sviluppo Umano, il Partito Umanista Internazionale, Convergenza delle Culture, Mondo senza Guerre e senza Violenza, il Centro Mondiale di Studi Umanisti. Il movimento comprende anche altre organizzazioni, forum, Marce e un’agenzia stampa, che crescono in molti luoghi.

E oggi siamo qui!

Silo visse la sua vita con noi, condivise tutto, il suo stile, la sua saggezza, le sue azioni, il suo tempo, la sua intenzione e il suo progetto.

In questa epoca complessa in cui viviamo, di fatto la più complessa nella storia umana fino ad oggi, senza nessun precedente, non c’era nessuno da imitare. Osservava sempre il futuro, il processo del mondo e le sue tendenze, formulava sempre nuovi cammini, quelli con la maggiore probabilità, adattandoli sempre al destino dell’opera comune. Anticipò di almeno trent’anni il processo storico, prevedendo la destrutturazione e la caduta dell’impero e l’avvento della nazione umana universale.

Ci ha istruito, ispirato e orientato seguendo un piano maestro di costruzione, in un ambiente di grande libertà, proponendo sempre qualcosa di interessante, in modo quasi sproporzionato rispetto alla  quotidianità delle nostre vite.

Unì gente comune, della strada e la ispirò verso dimensioni insospettabili, ci portò a vedere in ognuno di noi esseri eccezionali, esseri del futuro, senza tempo, immortali.

Ci siamo sviluppati nel mondo con il potere di questa visione e della dottrina che si sviluppava in tutti i campi in una sinfonia di manifestazioni, diverse ma allo stesso tempo strettamente interconnesse. Così è la vita umana.

Il suo senso dell’umorismo, la vitalità inestinguibile, il cambiamento e il rinnovamento costante, la sua capacità di relazione e strutturazione delle cose sono andate piano piano a costruire nuove realtà, sguardi e paesaggi. I dialoghi come sappiamo potevano durare varie ore, posando lo sguardo sulle persone e connettendo tra di loro temi diversi e separati nel tempo e nello spazio con ingegno e arte intorno ai nostri interessi centrali. Così si elaboravano i temi del momento, gli amici presenti prendevano appunti, che dopo averli rivisti si distribuivano a tutti.

Era la manifestazione viva della dottrina. Era la Scuola in azione.

Si spostava continuamente per tutti i luoghi dell’attività del Movimento. Riunioni semestrali in entrambi gli emisferi per facilitare la partecipazione. Piani minuziosi, statistiche continue di tutto quello che si era realizzato. Il Movimento si informatizzò presto, appena comparvero i primi computer. Non lasciava mai una lettera, una chiamata o una mail senza risposta. Produceva spesso nuovi scritti o revisioni e ampliamenti di quelli già esistenti. Chiacchierate, analisi e proiezioni sulla situazione sociale, politica, psicologica della gente, prendendo continuamente esempio.

La ricreazione costante di temi, modalità e ambiti di lavoro costituiva una fonte permanente di ispirazione. In certi momenti operava sul mondo, in altri su qualificazione e studi. La comunicazione con gli altri, l’insegnamento erano comunque il centro di tutta l’azione, di tutto il piano, di tutto il disegno di lavoro.

Riscattava e metteva in evidenza, sempre relazionati con la dottrina, affinità con correnti di pensiero di altri momenti storici e processi di pensiero, a partire dai miti-radice dell’umanità.

Nel suo insegnamento ho sempre visto una grande umiltà e un genuino riconoscimento dello sforzo e del talento delle generazioni che ci hanno preceduto. Con un tremendo senso di integrazione, di struttura.

Siro è il modello di comportamento, la guida e l’amico. Rimane sempre presente guidando e ispirando l’azione.

Oggi quest’esperienza è viva, si ricostruisce, si ristruttura e si trasforma. Mi ispira e mi stimola, è il mito che agisce nella mia coscienza. Più si trasforma, più si modifica la mia comprensione dell’insegnamento, e di conseguenza della realtà.

Come è potente l’esperienza viva e operante che portiamo con noi!

Essendo stato parte e testimone del processo di nascita e sviluppo della dottrina nel tempo e sperimentando ogni giorno l’impatto della sua straordinaria verità, ampiezza e profondità, posso affermare senza dubbi che è la più completa, saggia, profonda, chiara e piena di bontà delle dottrine di trasformazione, capace di connettere l’essere umano con il sacro nella profondità della sua coscienza.

Questa celebrazione però non sarebbe completa senza il riconoscimento reciproco e il ringraziamento dal profondo dei nostri cuori per il gran lavoro realizzato fianco a fianco in questi anni, che ha dato senso alle nostre vite e ha permesso ad altri la scoperta del più grande degli insegnamenti.

Il mondo è cambiato. Una nuova sensibilità si è messa in moto. Oggi sono i bambini a prendere l’iniziativa di confrontarsi con il sistema in modo nonviolento riguardo ai problemi più seri che coinvolgono l’umanità. Oggi è ambiente e la sopravvivenza sul pianeta. Molto presto sarà il tema della violenza che, come sappiamo, è alla radice della distruzione e della sofferenza individuale e sociale.

Una civiltà mondiale ricopre il pianeta, la tecnologia connette le persone in tempo reale, tutto si accelera in modo crescente scuotendo le fondamenta della psiche umana. Questa stessa tecnologia però permette di arrivare fino all’ultimo angolo della terra con il nostro messaggio di cambiamento, di fede nell’essere umano, di superamento della sofferenza. Con allegria, amore per il corpo, la natura, l’umanità e lo spirito.

Abbiamo avuto il privilegio di essere parte della nascita e dello sviluppo del più grande degli insegnamenti con Silo come Maestro e Guida. Adesso tocca a noi comunicare questo insegnamento universale, di cui l’umanità ha un reale bisogno.

Sosteniamoci tutti in questo grande compito con solidarietà e sincero affetto!

Pace, Forza e Allegria!”

Traduzione dallo spagnolo di Claudia Calderaro

 

 

 

Categorie: Sud America, Umanesimo e Spiritualità
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