Tomás Hirsch, un anno al Parlamento

02.03.2019 - Santiago del Cile - Pía Figueroa

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Tomás Hirsch, un anno al Parlamento
Tomás Hirsch (Foto di Dalia Chiu S.)

Abbiamo intervistato il deputato umanista del Frente Amplio che dal Congresso ha levato più volte la voce per denunciare questo sistema. Raccontaci, Tomás, di cosa hai parlato dall’emiciclo in questo primo anno e perché.

Tomás Hirsch: Sono state molte le volte in cui siamo intervenuti nel dibattito su proposte di legge, perché dall’inizio dell’anno legislativo ci siamo proposti di diffondere la visione umanista sulle diverse questioni che vengono discusse e che riguardano la vita dei cileni. Infatti, già lo scorso marzo abbiamo portato Opere Complete di Silo nel nostro ufficio di Valparaiso e in questi 4 anni ci siamo proposti di far conoscere il maggior numero di proposte e punti di vista dell’Umanesimo che possono contribuire a costruire un paese più giusto, meno violento, con più diritti per tutti, in breve, più umano. Siamo convinti che il nostro lavoro sia una sorta di amplificatore di ciò che l’Umanesimo propone da molti anni. Essere deputato ha il vantaggio di avere una piattaforma per proporre e denunciare, non solo nel Congresso, ma anche nei media e nelle reti.

Quindi, al di là del tema specifico degli interventi, che sono stati moltissimi, in qualche modo si parla sempre di diritti umani, di nonviolenza attiva, della costruzione di una società inclusiva, di democrazia reale, della necessità di ricostruire il tessuto sociale, di denunciare la violenza, l’abuso, l’ingiustizia, la discriminazione. Ma inoltre ci siamo sempre preoccupati di diffondere con tutti i mezzi a nostra disposizione ciò che diciamo in quella sede, cercando che la proposta e la visione dell’Umanesimo giunga il più lontano possibile.

Pressenza: D’altra parte, hai aperto una sede distrettuale in cui ti occupi delle esigenze dei tuoi elettori. Cosa è successo quest’anno e cosa si aspettano da te i tuoi sostenitori?

Tomás Hirsch: La sede centrale del distretto è uno spazio che va ben oltre il mandato di deputato. Non è, né è concepito in alcun modo come ufficio amministrativo. Si tratta di un ambito che deve essere utilizzato dalle organizzazioni sociali, culturali, etniche, politiche, del Frente Amplio, spirituali, femministe, e tante altre organizzazioni che coesistono nel distretto. E’ un luogo di incontro, di scambio, di riflessione, di progettazione, di ricerca di convergenza delle diversità che convivono nei cinque comuni che rappresentiamo. Ci incontriamo periodicamente per pianificare e valutare l’attività parlamentare, ma soprattutto ci incontriamo con organizzazioni di ogni tipo. Mi sembra importante sottolineare che per noi, molto più che quello che facciamo nel congresso lì a Valparaiso, è importante quello che cerchiamo di fare nel distretto. Aspiriamo ad approfondire le radici dell’umanesimo, coinvolgendoci attivamente in conflitti di vario genere, che sono moltissimi, puntando soprattutto al fatto che le persone si organizzano, e a partire da lì lavorare insieme per dare risposte trasformatrici. In altre parole, e questo mi sembra centrale, non saremo noi a “risolvere” i problemi delle persone. Non è nostra intenzione né il nostro interesse essere “assistenzialisti”. Possiamo collaborare con chi è disposto ad organizzarsi, con chi capisce che oggi la cosa più rivoluzionaria è coordinarsi con gli altri, agire, mobilitarsi. In quel caso, e solo in quello, il mandato di deputato può aiutare diffondendo, denunciando la situazione, coordinando riunioni, proponendo modifiche giuridiche, avviando commissioni d’inchiesta, presidiando le autorità affinché diano informazione.

E per la verità è stata un’azione estremamente efficace. Siamo riusciti a impedire la chiusura di scuole a Lo Barnechea, abbiamo vinto un plebiscito comunale impedendo la privatizzazione di uno dei parchi più importanti di Santiago, abbiamo accompagnato gli insegnanti in pensione nelle loro richieste storiche ottenendo un accordo nel Congresso per proporre una soluzione, abbiamo impedito ad una strada urbana di distruggere i campi di calcio dove migliaia di bambini praticano sport, abbiamo impedito ad una gigantesca società mineraria di versare le sue sostanze inquinanti in un fiume del quartiere. Tutto basandosi sempre su persone che si organizzano e si mobilitano. L’elenco è lungo ed è ciò che più ci riempie di senso nella nostra azione.

Pressenza: Hai anche lavorato nell’ambito delle verifiche e della legiferazione, votando progetti e discutendone in seno alle Commissioni di cui fai parte. Puoi commentare gli aspetti più rilevanti di questo lavoro?

Tomás Hirsch: Sono membro delle commissioni “Costituzione e giustizia” e “Scienza, tecnologia e futuro”. Penso che sia una combinazione molto potente. Da un lato, nella prima abbiamo contribuito a molti progetti di legge che significano maggiori diritti per donne, bambini e anziani, migliorando e garantendo i loro diritti costituzionali. Solo a titolo di esempio: abbiamo abrogato una legge del XIX secolo che impediva alle donne separate di risposarsi entro 300 giorni. Abbiamo approvato un cambiamento radicale del sistema di tutela dell’infanzia, l’obiezione di coscienza nel servizio militare, la diffusione di una maggiore quota di cinema nazionale, stiamo migliorando e sburocratizzando il sistema notarile. Menzione speciale al fatto che siamo stati promotori dell’annullamento della Legge sulla pesca che è la più corrotta che il nostro paese abbia conosciuto, approvata durante il primo governo di Sebastián Piñera solo grazie alla corruzione. Devo aggiungere un lungo eccetera perché questa commissione è quella che ha più progetti di legge da analizzare e inviare a tutto il Congresso, dal momento che quasi tutte passano di lì. Ecco perché siamo l’unica commissione con 3 sessioni settimanali.

Dall’altra parte c’è la Commissione scientifica, che durante tutto lo scorso anno non ha avuto quasi nessun progetto di legge, dal momento che il ministero della Scienza è appena stato creato. Ma al di là di questo, penso che sia un riflesso della scarsa rilevanza data in Cile alla scienza. Si parla molto della sua importanza, ma in pratica vengono stanziate pochissime risorse nel bilancio nazionale e il governo, che è totalmente neoliberista ed economista, non dà priorità allo sviluppo della ricerca perché nella sua visione a breve termine mantiene e approfondisce un modello estrattivista senza valore aggiunto. Una delle mie priorità legislative di quest’anno sarà quella di proporre una serie di progetti che promuovano la scienza e la ricerca nel nostro paese, con la comprensione che il vero sviluppo è proprio nello sviluppo della conoscenza.

Per quanto attiene alle verifiche, è stato un lavoro intenso, che promuoviamo attraverso uffici presso le autorità comunali, regionali e nazionali. Sono molte le questioni in merito alle quali abbiamo cercato di rendere trasparente ciò che fanno – o meglio, ciò che non fanno i responsabili dei diversi problemi – per poter denunciare le irregolarità e chiedere risposte e soluzioni: dal sapere quanti bambini sono morti nelle case dei minori, al sapere con precisione a quanto ammonta l’uso improprio delle risorse nell’acquisto di acqua dai privati, indagando sul perché le fonti d’acqua siano state ripetutamente contaminate nel distretto, al perché vengono chiuse scuole, a quanti medici e paramedici mancano negli ospedali e nelle cliniche delle nostre comunità, al perché una miniera distrugge i ghiacciai e chi li controlla, a quanti Mapuche vivono in determinate comunità e se i diritti garantiti loro dalla legge sono rispettati. Questa è stata un’azione permanente nell’ambito del mandato, e il team ne segue le risposte, cercando sempre di svelare, rendere trasparente, denunciare e rafforzare l’organizzazione e la mobilitazione sociale.

Pressenza: Da quanto ho capito sei il coordinatore del gruppo di deputati di cui fai parte. Come si è sviluppato il lavoro da quella posizione?

Tomás Hirsch: E’ stata una grande esperienza. Sebbene significhi un carico di lavoro aggiuntivo perché bisogna partecipare a molte riunioni di pianificazione dell’agenda settimanale e altrettante di coordinamento legislativo, è un ruolo che mi ha permesso di contribuire al rafforzamento del gruppo del Frente Amplio. Siamo l’unico gruppo “misto” del Congresso, composto da deputati e deputate di quattro partiti: Liberali, Umanisti, Comunes ed Ecologisti. E’ stata quindi anche un’occasione per cercare la convergenza delle diversità, per trovare punti di accordo, cercando sempre di dare a tutti lo spazio e il tempo per esprimere le proprie posizioni. Credo che sia un ruolo in cui gli umanisti possono contribuire molto, a partire tentativo di applicare la Regola d’Oro che ci propone di trattare gli altri come vogliamo essere trattati.

Pressenza: Ora, alla fine di questa vacanza estiva e all’inizio della nuova legislatura, l’accordo amministrativo stipulato un anno fa tra il Frente Amplio e l’ex Nuova Maggioranza al fine di presiedere la Camera dovrà essere rinnovato o meno. Si tratta di un tema secondario e forse di interesse per pochissime persone. Tuttavia divide e genera polemica. Come si può spiegare, in termini molto generali, cos’è politicamente in discussione?

Tomás Hirsch: L’accordo raggiunto all’inizio del 2018, anche se chiamato accordo amministrativo per eleggere il Tavolo del Congresso e i presidenti delle Commissioni, aveva chiaramente un senso politico. Il suo senso politico era quello di costituire, all’interno del Congresso, una maggioranza all’opposizione. Questa maggioranza all’opposizione ovviamente doveva esprimersi nei voti sui diversi disegni di legge, molti dei quali provenivano dal governo che cercava di fare marcia indietro sui progressi raggiunti in anni di lotte sociali. Tuttavia questo non è accaduto perché, più volte nel corso dell’anno, parte del gruppo del Partito Democratico Cristiano e del Partito Radicale ha votato a fianco della destra, approvando i disegni di legge del governo in più di 30 occasioni. Questi progetti, tra l’altro, vanno nella direzione opposta a quanto proposto dall’opposizione. In altre parole, questi due partiti hanno violato l’accordo di costituire la maggioranza dell’opposizione. Ci si chiede quindi: che senso ha mantenere questo accordo? Per l’Umanesimo non ha nessun senso se si tratta solo di ottenere presidenze di Commissioni o altre cariche. Non siamo arrivati in Parlamento per questo. Siamo arrivati a sfidare un sistema economico, politico e sociale che danneggia la stragrande maggioranza dei cileni. Per questo motivo abbiamo affermato che, nelle attuali condizioni, con una Democrazia Cristiana e un Partito Radicale allineati con la destra, un accordo di questo tipo non ha nessun senso. Vedremo cosa succederà, ma per ora sono loro ad avere la parola: che cosa faranno? Continueranno a votare in linea con la destra? Intendono firmare un accordo che rappresenti per loro solo un paio di cariche, ma senza alcun senso politico? Non siamo sicuramente disponibili per questo.

Pressenza: Si avvicina l’8 marzo, giornata dello sciopero internazionale delle donne promossa dai femminismi. Il Partito Umanista è uno dei riferimenti importanti in questo ambito. Cosa diresti alle compagne che preparano azioni per questa data e cercano di rompere i limiti imposti loro dal Cile attuale?

Tomás Hirsch: Gli direi che la loro lotta è fondamentale per progredire verso un Cile più democratico, includente, diversificato, giusto, non violento, insomma, per costruire un Cile che tratti bene tutti e tutte, un Cile più etico. E gli direi che questa lotta è la lotta delle donne, ma è anche la lotta degli uomini che aspirano a quel paese, molto diverso da quello di oggi. È la lotta e la richiesta dei giovani, che non accettano più un ordine maschilista, misogino, discriminatorio, violento. Noi umanisti abbiamo sempre creduto che le diverse lotte dovrebbero essere intese come espressione di una lotta più grande, volta al cambiamento di questo sistema violento. Così, dando valore all’8 marzo con tutto il suo potente significato, personalmente ho sempre creduto, e l’ho detto insistentemente e ripetutamente, che le cose cambieranno veramente quando le donne si mobiliteranno per i diritti dei Mapuche, i Mapuche si mobiliteranno per i diritti delle diversità sessuali, che questi a loro volta manifesteranno per i diritti degli anziani, e questi per i diritti dei bambini e così via. Se questo accade, è perché si è capito che ognuna delle rivendicazioni particolari è parte di un compito che le include tutte: cambiare questo sistema. E’ qui che gli umanisti si ubicano. Questa è la nostra sintesi quando parliamo di avanzare verso la Nazione Umana Universale.

Pressenza: Molte grazie, Tomás, per aver condiviso con noi le tue riflessioni su questo primo anno. Ti auguriamo il meglio per il secondo ciclo che sta per cominciare!

 

Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella

Categorie: Interviste, Politica, Sud America
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