I tuc-tuc, piccoli veicoli a motore su tre ruote, come mezzo per promuovere l’emancipazione e la sicurezza delle donne dello Sri Lanka. È l’idea della fondazione no-profit inglese Rosie May, creata da Graham e Mary Storrie e intitolata alla loro bambina, assassinata quando aveva solo dieci anni.

Al momento, ha riferito il ‘Sunday Times’, settimanale con base a Colombo, dieci donne, tutte madri single, stanno guidando i tuc-tuc dipinti di rosa forniti dall’associazione, offrendo un servizio di trasporto a donne e famiglie in piccoli villaggi della costa meridionale. L’obiettivo e’ fornire altri 40 veicoli ad altrettante madri e donne in difficoltà. Secondo i dati della Rosie May, le donne hanno triplicato il loro reddito da quando hanno cominciato a guidare, passando da un guadagno mensile di circa 10mila rupie (50 euro) a 30mila (150 euro).

Al momento la fondazione fornisce aiuto e supporto logistico per aiutare le future autiste a ottenere la patente, noleggiare i tuc-tuc e imparare l’inglese, ma non si tratta di pura beneficienza. Le beneficiarie del progetto pagano, infatti, una parte della formazione e della manutenzione dei veicoli.

Mary ha avuto l’idea quando ha visto una tassista a Dubai che indossava un velo rosa e portava in giro altre donne, ma a motivare il progetto sono stati anche i dati impressionanti sulle molestie in Sri Lanka. Secondo le Nazioni Unite, nel Paese il 90% delle donne tra i 15 e i 35 anni sono state vittime di molestie sessuali sui mezzi pubblici. I coniugi Storrie hanno deciso di attivare diversi progetti in Sri Lanka e Nepal da quando, durante una vacanza alle Maldive, sono sopravvissuti allo tsunami del 2004.