Il ruolo dell’IPPNW nella crisi tra India e Pakistan

02.03.2019 - Redazione Italia

Il ruolo dell’IPPNW nella crisi tra India e Pakistan

L’IPPNW, Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, a partire dal suo CoPresidente Mondiale Indiano dr. Arun Mitra, e con l’intervento del suo CoPresidente Mondiale Americano dr. Ira Helfand, è stata fondamentale nel contribuire alle decisioni che hanno portato ieri al rilascio del pilota indiano detenendo in tal modo la grave crisi in atto dal 14 febbraio u.s. tra le potenze nucleari India e Pakistan. Lo riafferma l’inglese Rebecca Johnson, membro dell’International Steering Committe di ICAN, Campagna Internazionale per la Prevenzione della Guerra Nucleare, organizzazione Premio Nobel per la Pace 2017.

ICAN (una cui delegazione è stata presente ad Hanoi in occasione del recente secondo incontro tra USA e Corea del Nord sul nucleare coreano) afferma anche, attraverso il suo dirigente Akira Kawasaki, giapponese, l’urgente necessità di trasformare in opportunità il fallimento del Summit di Hanoi tra i Presidenti Trump e Kim Jong Un, aprendo un grande dibattito internazionale sulla questione della urgente denuclearizzazione dell’intera penisola coreana.

Fatima Bhutto, autorevole scrittrice pakistana, attraverso le colonne del New York Times ha parlato pubblicamente dei meriti dell’IPPNW, citando il rapporto “Fame Nucleare” del Dr. Ira Helfand, nella soluzione della crisi scoppiata il 14 febbraio con l’attacco suicida ad un convoglio di forze paramilitari nella parte del Kashmir controllata dall’India. L’India ha accusato il Pakistan di aver organizzato l’attacco terroristico. Il Pakistan ha negato la circostanza, affermando di aver svolto indagini segrete senza tuttavia riuscire a giungere a conclusioni. Successivamente cacciabombardieri dell’India hanno volato sul Pakistan, ingaggiando (per la prima volta dalle ostilità indopachistane del 1971) una battaglia aerea.

Il Primo Ministro Indiano Narendra Modi, candidato alle elezioni che si terranno tra due mesi, ha annunciato di aver attaccato un campo di addestramento nell’area di Bakalot, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel nordovest del Pakistan, uccidendo 300 miliziani. Il portavoce delle forze armate pakistane, il Gen. Magg. Asif Ghafoor, ha smentito queste notizie, affermando che gli aerei da combattimento indiani avevano sganciato le loro bombe senza causare vittime o danni alle infrastrutture. Il Pakistan ha comunicato pubblicamente di aver abbattuto due jet indiani che volavano nel proprio spazio aereo, e di avere in custodia un pilota dell’Aeronautica Militare Indiana. Subito dopo il Primo Ministro Pakistano Imran Khan è apparso in televisione, facendo appello alla pace, ed affermando: “La mia domanda al governo Indiano è la seguente: con le armi che abbiamo entrambi, possiamo rischiare un errore di valutazione o di calcolo? Se si arriva ad un’escalation, dove arriveremo?”. Questa è l’unica verità morale che entrambi i Paesi debbono far propria. Il rapporto del dr. Ira Helfand, co-fondatore dell’organizzazione medica antinucleare americana Physicians for Social Responsibility, ha verificato che una guerra nucleare tra India e Pakistan causerebbe come risultato finale la morte di un numero compreso tra uno e due miliardi di persone in tutto il mondo a causa della fame e della malattia. Fatima Bhutto e molti altri giovani Pakistani hanno richiesto con decisione al proprio Paese di rilasciare il pilota Indiano catturato come gesto di responsabilità per la pace, l’umanità e la dignità, perchè non vogliono vedere morire soldati Pakistani e Indiani e perché non vogliono diventare un subcontinente di orfani.

Il pilota Indiano è stato riconsegnato ieri dalle autorità Pakistane all’India, come naturale sviluppo della seguente richiesta dell’IPPNW: “Chiediamo al Primo Ministro dell’India Narendra Modi e del Pakistan Imran Khan di prendere immediati provvedimenti per ridurre le tensioni per la regione del Kashmir e ridurre il grave pericolo di una guerra nucleare. Recenti atti di terrore ed incursioni militari nella lunga disputa territoriale hanno esacerbato un conflitto che minaccia di condurre questi due Paesi in una quinta e, razionalmente, grande guerra finale. Entrambi i Paesi hanno minacciato una rappresaglia nucleare. Una guerra nucleare inizia in questo modo.” .

Il Dr. Ira Helfand, Co-Presidente Americano dell’IPPNW ed autore di Nuclear Famine: Two Billion People at Risk – Global Impacts of Limited Nuclear War on Agriculture, Food Supplies, and Human Nutrition, (“Fame Nucleare: Due Miliardi di Uomini a Rischio-Impatto Globale di una Guerra Nucleare Limitata su Agricoltura, Alimenti, e Nutrizione Umana”) avverte che uno scambio di esplosioni nucleari tra i due Paesi non solo ucciderebbe subito milioni di persone nella regione, ma causerebbe una “catastrofe globale mai conosciuta”. Le polveri ed i fumi spinti nella parte superiore dell’atmosfera come risultato delle tempeste di fuoco causate dalle esplosioni nucleari sconvolgerebbero severamente il clima globale, portando il mondo alla mancanza di alimenti ed alla fame e morte di massa che colpirebbe un quarto della popolazione mondiale. Insieme a lui, nel comunicato stampa globale dell’IPPNW, il Dr. Arun Mitra, Co-Presidente Mondiale Indiano dell’IPPNW, ha affermato: “India e Pakistan debbono terminare le loro contrapposizioni sui confini prima che esse colpiscano il mondo intero. I leaders di entrambe le parti debbono sedersi per risolvere definitivamente le loro questioni pacificamente ad un tavolo negoziale e prendere immediate decisioni per ridurre ed eliminare la minaccia che le loro armi nucleari pongomno all’intera umanità.”

L’IPPNW sta lavorando di concerto con ICAN, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Campagna Internazionale per la Prevenzione della Guerra Nucleare, e con le maggiori federazioni mediche mondiali, per promuovere il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari. Il “Trattato di Proibizione” aperto alla firma alle Nazioni Unite nel settembre 2017. Esso entrerà in vigore appena 50 nazioni lo adotteranno e ratificheranno. Attualmente sono giunti a 70 gli Stati firmatari e 22 gli Stati che lo hanno ratificato. Il Sud Africa, l’unico Stato che ha prima sviluppato e poi distrutto le proprie armi nucleari, è stata l’ultima nazione ad aderire al trattato pochi giorni fa.
“Fino a quando tutti gli Stati armati di armi nucleari, inclusi India e Pakistan, rifiuteranno le proibizioni stabilite dal trattato e di eliminare le loro armi nucleari” ha detto il Dr. Helfand, “tutto il mondo rimarrà a rischio di una catastrofica guerra nucleare da cui non si avrebbe alcun ricovero o difesa”.

Dott. Michele Di Paolantonio,
Presidente dell’AIMPGN (IPPNW Italy)
organizzazione Premio Nobel per la Pace 1985
fondatrice di ICAN, organizzazione Premio Nobel per la Pace 2017

Categorie: Asia, Pace e Disarmo, Questioni internazionali
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