Educazione Umanista alla Nonviolenza Attiva: una rete e una pratica in crescita

30.03.2019 - Germignaga - Anna Polo

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

Educazione Umanista alla Nonviolenza Attiva: una rete e una pratica in crescita
(Foto di Silvio Bruschi)

Serata stimolante e coinvolgente all’ex Colonia Elioterapica di Germignaga per il quinto appuntamento del ciclo di incontri “Una moltitudine inarrestabile: Azioni ed esperienze che illuminano il bello che c’è”, intitolato “Educare alla nonviolenza per cambiare il mondo”.  Si è parlato di nuovi modelli educativi, di superamento delle diverse forme di violenza e discriminazione nell’ambito della scuola, delle famiglie e del territorio.

Annabella Coiro, co-fondatrice e referente della Rete ED.UMA.NA (Educazione Umanista alla Nonviolenza Attiva) ha iniziato con un’immagine scioccante nella sua cruda semplicità: un bambino inchiodato al banco davanti a una finestra chiusa, opera dell’artista Maurizio Cattelan, sintesi di una scuola simile a un carcere e spinta a creare un altro tipo di educazione. Ha poi ripercorso il cammino che ha portato le due associazioni promotrici del Centro di Nonviolenza Attiva di Milano – Mondo senza guerre e senza violenza e La Comunità per lo Sviluppo Umano – a promuovere per quindici anni progetti nelle scuole sulla nonviolenza, la non discriminazione e la prevenzione di fenomeni come il bullismo. Progetti interessanti ed efficaci, ma scollegati tra loro. Da là l’esigenza di mettere insieme docenti, dirigenti, genitori, professionisti, associazioni e istituzioni per creare a Milano una rete, un progetto integrato con l’obiettivo di cambiare le relazioni all’interno della scuola.

ED.UMA.NA è nata così: si tratta al tempo stesso di una pratica educativa e di una rete di scuole, associazioni ed enti territoriali per aiutare a superare le diverse forme di violenza quotidiana e di discriminazione, abilitare le nuove generazione all’esercizio di una visione plurale della realtà e fornire gli strumenti per educarsi ed educare a una relazione nonviolenta. Una pratica trasversale, che si ispira a diverse correnti di pensiero, filosofie, neuroscienze, forme pedagogiche e tecniche nonviolente.

Impresa non facile, quando ci troviamo alle prese con un modello culturale violento e patriarcale, che esalta eroi maschi armati ed è basato sulla vendetta e la punizione, con una crescente assuefazione alla violenza (anche grazie alla produzione cinematografica e televisiva, ai videogiochi e all’uso distorto dei social) e con un modello educativo che punta tutto sull’economia (la scuola come strumento per trovare lavoro). E allora punti fondamentali diventano il rifiuto della violenza perché produce sofferenza e impedisce l’evoluzione dell’essere umano, il ricorso alla cosiddetta “regola d’oro”– Tratta gli altri come vuoi essere trattato –  presente in tante culture, religioni e filosofie e alla filosofia africana dell’Ubuntu, secondo cui tutti siamo collegati in una rete di relazioni.

Si affronta così uno dei temi centrali di questo momento: la difficoltà di trovare un riferimento nuovo tra le forme autoritarie ormai improponibili e un permissivismo a volte senza limiti. Per questo la nonviolenza è una pratica che si rivolge a tutti e pone al centro le relazioni.

Un grande aiuto per mettere in pratica tutti questi principi e sviluppare ED.UMA.NA è arrivato dai tanti insegnanti sensibili e desiderosi di una scuola diversa, che sentono la responsabilità di dare un’occasione ai propri allievi per svilupparsi in una direzione solidale e nonviolenta e dal coinvolgimento dei genitori con incontri periodici e momenti di condivisione.

Video e testimonianze di insegnanti e genitori hanno permesso di toccare con mano cosa significa una “comunità classe” come un ambiente caldo e duttile, senza barriere fisse, con la cattedra relegata in fondo all’aula, maestre e bambini seduti per terra in cerchio e l’”angolo della nonviolenza” dove i bambini imparano a risolvere i conflitti tra di loro.

La regola d’oro è poi diventata occasione di un breve gioco esperienziale, in cui tutti i partecipanti hanno pensato a come vorrebbero essere trattati, comunicandolo al proprio vicino e sono stati poi invitati a trattare nello stesso modo una persona che non sopportano, con cui le relazioni sono tese. Difficile, certo, ma anche la prima regola che viene data nelle scuole che fanno parte di ED.UMA.NA, una sorta di jolly che aiuta ad abbassare il conflitto. L’esperienza e gli studi infatti dimostrano che si apprende meglio in un clima di serenità e benessere.

Domande del pubblico, commenti, prospettive future come la tappa di formazione dei formatori e inviti a nuovi eventi, come l’iniziativa “E tu da che parte stai?”, prevista a Milano il 5 maggio prossimo, hanno animato una serata intensa e incoraggiante, conclusa con le immagini ispiratrici del cielo di questo mese. Stelle, galassie e costellazioni di una bellezza mozzafiato, capaci di aprire il cuore e la mente e di trasportare tutti in uno spazio infinito e luminoso.

Categorie: Educazione, Europa, Nonviolenza
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