Parte una flotta umanitaria per difendere “la vita e la dignità” in mare e a terra

23.11.2018 - Proactiva Open Arms

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Parte una flotta umanitaria per difendere “la vita e la dignità” in mare e a terra

Open Arms, Sea-Watch e Mediterranea si uniscono per sfidare le politiche migratorie dei governi europei con l’alleanza #UNITED4MED, supportata da una rete di città e piattaforme della società civile.

Oscar Camps, fondatore di Open Arms, Giorgia Linardi, rappresentante di Sea-Watch ed Erasmo Palazzotto, rappresentante di Mediterranea, hanno presentato questa mattina un’alleanza tra le tre organizzazioni che si concretizzerà in una flotta umanitaria per “difendere i più basilari diritti delle persone: la vita e la dignità”.

In una conferenza stampa congiunta organizzata presso il Museu Marìtim di Barcellona, questa mattina i rappresentanti delle tre organizzazioni hanno letto un manifesto nel quale rivolgono un appello alle “città europee, ai sindaci e alla sindache, ai cittadini e alla cittadine, alla società civile, ai movimenti, alle organizzazioni e a tutti quelli che condividono la nostra missione, affinché si uniscano a noi”. Concludendo che “insieme possiamo dimostrare che un altro mondo è possibile”.

“Iniziamo noi, ma il nostro è un appello e una chiamata affinché i movimenti e le organizzazioni si uniscano”, ha dichiarato Camps, che ha anche ricordato: “Non siamo soli, abbiamo l’appoggio di molte città come Barcellona, Valencia, Madrid, Saragozza, Napoli, Palermo, Bologna e Milano”.

Palazzotto, che ha definito Mediterranea una “ANG”, “Azione non Governativa”, distinguendola dalle “ONG”, “Organizzazioni non Governative”, ha anche sottolineato: “Ci siamo uniti per fare fronte comune contro la barbarie che sta distruggendo la nostra idea di Europa”.

In questo momento le imbarcazioni Sea-Watch 3 di Sea-Watch, Open Arms e Mare Jonio, di Mediterrnaea, si stanno incontrando in acque internazionali, a sud di Lampedusa dove inizieranno a rendere effettiva questa alleanza. Non è un caso che il progetto #UNITED4MED sia stato presentato quando le tre imbarcazioni erano fuori dalle acque territoriali. “Siamo consapevoli che se vogliono fermarci, lo faranno”, ha dichiarato Linardi, così come hanno fatto con Aquarius bloccata a Marsiglia o con Aita Mari, un vecchio peschereccio basco che si trova a Bilbao in attesa di un’autorizzazione amministrativa che gli permetta di uscire dal porto.

Camps ha specificato che il modus operandi che verrà seguito a partire da questo momento in zona Sar “sarà quello di rispettare le convenzioni SAR e il diritto marittimo internazionale scrupolosamente, come si è fatto fino ad oggi. Quando effettueremo un salvataggio, ci metteremo a disposizione delle autorità come abbiamo sempre fatto e vedremo cosa succederà”, conclude.

Di seguito è possibile leggere il Manifesto:

Castellano
Inglés
Francés
Italiano
Catalán
Euskera

 

Categorie: Africa, Comunicati Stampa, Diritti Umani, Europa
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