Nigeria, l’opposizione allo «Stato di cleptocrazia»

10.07.2018 - Marco Piccinelli

Nigeria, l’opposizione allo «Stato di cleptocrazia»

Cleptocrazia significa, tradotto letteralmente, stato di ladri. Il sostantivo ritorna molto spesso nella storia della politica del Continente Africano: la dittatura dello Zaire negli anni ’70, guidata dal leader Mobutu, venne definita tanto dal campo socialista quanto da quello imperialista una “cleptocrazia” tout court. Era la prima volta in cui due parti, ontologicamente opposte, convenivano sul giudizio riguardo la dittatura zairese. Nella giornata di oggi abbiamo dato conto, come Pressenza della situazione in Nigeria attraverso un breve comunicato dell’agenzia DIRE: alle elezioni di febbraio del prossimo anno, in sostanza, saranno presenti circa 40 partiti in una grande coalizione contro l’organizzazione politica che ricandiderà il già Presidente Muhammadu Buhari. Lo stesso accusato di cleptocrazia dal maggiore partito di opposizione del paese, il PDP (Partito democratico del Popolo). Il Pdp, in una nota diramata nella giornata di ieri, fa sapere alla stampa come: «l’amministrazione Buhari leda l’immagine della Nigeria» incalzandolo a rispondere sulle «accuse di aggiudicazione illegale di contratti petroliferi per un valore di 25 miliardi di dollari».
«Come si sono sentiti il presidente Buhari e i suoi collaboratori quando hanno letto il libro dell’ex ambasciatore degli USA in Nigeria (John Campbell) in cui la nostra Nazione è stata descritta come “cleptocrazia” a causa dell’endemica corruzione che si è abbattuta senza controllo e senza freni nella presente amministrazione?», si chiede Kola Ologbondiyan, segretario nazionale del Pdp, nella nota diramata alla stampa. Il Pdp, ad ogni modo, lancia un appello al presidente: «affinché salvi la nostra Nazione da ulteriori imbarazzi, ponendo fine all’occultamento ufficiale della corruzione durante la sua presidenza, e apra la sua amministrazione a un’inchiesta indipendente sulla corruzione».

Il “problema” della “Grande coalizione nigeriana”
La coalizione di 40 (e più) organizzazioni politiche contro Buhari porta con sé alcune problematiche, esposte fino ad ora dal solo Partito socialista di Nigeria: il PSN non farà parte della coalizione dei «40 partiti capitalisti», come li definisce Abiodun Bamigboye segretario nazionale. Il PSN si pone di traverso e in totale disaccordo con la teoria della “grande coalizione” capitanata dal Pdp «che ha gettato il paese in una profonda confusione mentre era al potere». Per i socialisti, infatti, che si sostituisca il regime dell’ACP con quello del Pdp e della “grosse koalition” non cambia la sostanza: «rappresenterebbe una coalizione di un’altra sezione di politici ladri e dei loro partiti con un programma capitalista antipopolare che non sarebbe in grado di garantire un miglioramento delle condizioni di vita, di lavoro, dei lavoratori e delle masse povere nel loro complesso».
La soluzione? Un programma socialista per la Nigeria: «la coalizione che riunirebbe anche i socialdemocratici (Alleanza per la democrazia, laburisti del Labour party, Partito “unità per la Nigeria”, Partito della Giustizia) e gli altri 36 aderiscono alla stessa filosofia neoliberale e capitalista che ha portato il Paese alla fame (complici anche i passati governi a guida Pdp) e non è riuscita a soddisfare le esigenze delle masse del Paese sempre più impoverite. Il PSN ritiene che solo un programma socialista possa garantire le esigenze fondamentali delle masse del Paese e lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture: nazionalizzazione delle banche; imprese governate democraticamente e poste sotto il controllo dei lavoratori».

Categorie: Africa, Politica, Questioni internazionali
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