La Germania ha rifiutato di partecipare all’attacco missilistico sulla Siria

27.04.2018 - Leopoldo Salmaso

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

La Germania ha rifiutato di partecipare all’attacco missilistico sulla Siria

“Il principale partito di sinistra ha concluso che gli attacchi missilistici a guida USA hanno violato la legge internazionale”.

di Ann Garrison

Articolo originale su Black Agenda Report, 25 aprile 2018

 

La Germania non ha affiancato Stati Uniti, Regno Unito e Francia negli ultimi attacchi missilistici in Siria, nonostante l’invito del Presidente Trump. Il giorno dopo Die Linke, il Partito di Sinistra, ha rilasciato una dichiarazione inequivocabile che si oppone agli attacchi:

“L’escalation militare statunitense deve essere immediatamente interrotta: l’attacco missilistico della scorsa notte, che ha violato la legge internazionale, allontana la Siria da una soluzione pacifica e ha dato motivo allo Stato Islamico di festeggiare.

Invece di spalleggiare acriticamente Trump, il governo tedesco dovrebbe fare tutto quanto è in suo potere per stabilizzare le relazioni tra Russia e USA. La situazione attuale è estremamente pericolosa e potrebbe sfuggire di mano in qualsiasi momento”.

Die Linke ha anche chiesto il parere degli esperti legali del parlamento tedesco, i quali hanno concluso che gli attacchi missilistici guidati dagli USA violano il diritto internazionale. Il sito web del socialismo mondiale, tuttavia, afferma che Die Linke si sta solo fingendo contrario alla guerra “per catturare il crescente sentimento anti-guerra di ampie fasce della popolazione e impedire lo sviluppo di un potente movimento contro la guerra”.

Il governo tedesco dovrebbe fare tutto quanto è in suo potere per stabilizzare le relazioni tra la Russia e gli USA.

Il logo di Die Linke è il suo nome con una bandiera rossa al posto della “i” di “Linke”. Identificandosi come social-democratico, fa parte dei Partiti della Sinistra Europea e nel oarlamento europeo si allea con la Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nord-Europea. Nel 2013 ottenne l’8,6% dei voti e 64 dei 630 seggi in parlamento, divenendo il principale partito di opposizione. Nel 2016, incrementò la percentuale di voti al 9,2% e i seggi parlamentari a 69, ma l’Alternativa per la Germania (AfD) è diventata il nuovo leader dell’opposizione con il 12,6% dei voti e 94 seggi. L’alternativa per la Germania è comunemente etichettata come populista di destra, meglio conosciuta per la sua posizione anti-immigrati e islamofobica. I suoi leader si lamentano per la politica della porta aperta che ha portato oltre mezzo milione di rifugiati siriani in Germania, e accusano il governo – ora fragile alleanza democristiano-socialdemocratica – di elargire agli immigrati generosi benefici sociali a spese dei tedeschi impoveriti. Anton Friesen, uno dei parlamentari dell’AfD e membro della commissione parlamentare per gli affari esteri, ha dichiarato a Sputnik News che Alternative for Germany si oppone agli attacchi missilistici a guida USA e sostiene la sovranità siriana:

“Diversamente che in Afghanistan, la Germania non sta seguendo gli USA in Siria… Questo è senza dubbio un fatto positivo, ma il rifiuto di accodarsi ancora non significa che la Germania abbia una propria posizione mirata a perseguire i suoi interessi nazionali. Dal punto di vista dell’AfD, la Germania deve tenere colloqui con il legittimo governo siriano e sostenere le regole internazionali. Si può trovare soluzione alla questione siriana solo attraverso tali misure”.

Insieme, Die Linke e l’alternativa per la Germania rappresentano il 21,8% dei voti e 161 dei 690 seggi. Non una maggioranza, ma una minoranza significativa.

I Verdi tedeschi hanno vinto l’8,6% dei voti e 67 seggi nel 2017, ma se hanno preso posizione sugli ultimi attacchi missilistici guidati dagli USA, non sono stati segnalati e non se ne vedono nel loro sito web. La rete conferma molti rapporti secondo cui i Verdi tedeschi sono diventati estremamente morbidi e molto più conservatori dei loro fondatori. La loro ‘dichiarazione di scorta’ sulla politica estera richiede una riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per eliminare il potere di veto dei cinque membri permanenti, e afferma che essi appoggiano la dottrina della “responsabilità di proteggere”, che è usata per giustificare “interventi umanitari”.

Diffuso scetticismo tedesco sugli attacchi chimici 

Il professore Francis Boyle dell’Università dell’Illinois ha dichiarato che lui e Sam Husseini hanno diffuso un comunicato stampa che ha ricevuto più copertura sulla stampa tedesca di quanta non ne abbiano mai ricevuta altre loro dichiarazioni qui negli USA:

“Sam Husseini ed io abbiamo pubblicato un comunicato stampa dell’Institute for Public Accuracy secondo cui gli attacchi missilistici guidati dagli USA sarebbero stati un atto di aggressione che violava la legge internazionale codificata nella Carta delle Nazioni Unite. E si è scoperto che una traduzione del nostro comunicato stampa era diffusa nei media mainstream in Germania; lo puoi trovare cercando sul Web in tedesco. La cancelliera Merkel voleva essere coinvolta nell’attacco militare, ma a quanto pare c’era così tanta opposizione che non ha potuto farlo.
Alla fine, la Merkel ha dichiarato di fornire (solo) supporto agli attacchi missilistici, ma Trump aveva chiesto alla Germania di unirsi militarmente. Ha un governo di coalizione molto traballante e ha dovuto astenersi. Il suo governo non l’avrebbe accettato”. 

“La Merkel voleva partecipare all’attacco militare, ma a quanto pare c’era così tanta opposizione che non ha potuto farlo”.

La veterana giornalista politica europea Diana Johnstone, in una corrispondenza personale, ha detto che molti tedeschi già concordavano con la dichiarazione di Boyle e Husseini, ma che citare uno statunitense potrebbe aver rafforzato la loro credibilità.

“In Germania abbiamo rapporti sul campo da Karin Leukefeld, l’equivalente tedesco di Eva Bartlett e Vanessa Beeley. Ma la diffidenza sulle dichiarazioni ufficiali sulla Siria è molto più diffusa in Germania che in Francia, e ancor meno in Gran Bretagna”.

La più grande emittente televisiva pubblica della Germania ha un corrispondente anziano, Uli Glak, sul campo in Siria, da dove ha riferito: “L’attacco chimico di Douma molto probabilmente è stato una messa in scena, moltissime persone qui sembrano assai convinte”.

Ursula von der Leyen, un’altra donna #MeTooforWar

Diana Johnstone ha anche detto che il ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen ha condiviso la delusione di Angela Merkel:

“Ursula von der Leyen (un’altra donna #MeTooforWar) voleva prendere parte all’attacco sulla Siria come mezzo per promuovere la richiesta della Germania di un seggio al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Si vantava che la Germania avrebbe potuto fare altrettanto bene della Gran Bretagna. Queste donne ambiziose eccellono sempre nel recitare la loro parte. La Von der Leyen ha chiesto una politica estera comune dell’UE, con decisioni da prendersi a maggioranza. In Germania come altrove, le persone peggiori salgono in alto”.

 

Ann Garrison è una giornalista indipendente che vive nella Baia di San Francisco. Nel 2014, ha ricevuto il premio Victoire Ingabire Umuhoza per la Democrazia e la Pace, per i suoi articoli sul conflitto nella regione dei Grandi Laghi in Africa.

 

Traduzione dall’inglese di Leopoldo Salmaso

Categorie: Europa, Internazionale, Medio Oriente, Pace e Disarmo, Politica, Questioni internazionali
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