Cambridge Analytica: ecco cosa succede quando si privatizza la propaganda militare

05.04.2018 - Pressenza London

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Cambridge Analytica: ecco cosa succede quando si privatizza la propaganda militare
Carri armati USA arrivano a Baghdad nel 2003 (Foto di Technical Sergeant John L. Houghton, Jr., United States Air Force, public domain. Via openDemocracy)

Civili tra le rovine delle loro case a  Cholon, la parte cinese di Saigon gravemente danneggiata. Foto di Meyerson, Joel D, Wikimedia

Come risultato, quando la Gran Bretagna entrò in guerra con l’Argentina per le Isole Falklands, nel 1982, venne lanciata una nuova tecnica per controllare i media: inserire giornalisti tra le truppe. Come la ex inviata di guerra della BBC Caroline Wyatt ha scritto nel suo blog: “Le lezioni relative all’inserimento dei giornalisti nella Marina Militare durante la Guerra delle Falklands vennero riprese con entusiasmo dai pianificatori militari a Washington e a Londra per la prima guerra del Golfo, nel 1991.

Il Segretario alla Difesa britannico durante la guerra delle Falklands, quando cominciò la pratica dei  giornalisti “embedded”, era John Nott (sostenitore della Brexit). Come la mia collega Caroline Molloy mi ha fatto notare, suo genero è il deputato Tory Hugo Swire, che aveva fatto parte del Ministero degli Esteri in Inghilterra e nell’Irlanda del Nord. Il cugino di Swire – con cui si era incrociato a Eton – è Nigel Oakes, fondatore della Strategic Communications Laboratories. Non è una congiura, è solo che la classe dirigente è tutta imparentata

Tornando alla nostra storia: al tempo della guerra nel 2003 in Iraq la tecnologia delle comunicazioni si era ulteriormente evoluta. Come Caroline Wyatt della BBC spiega nello stesso blog: “Le comunicazioni satellitari sono ora molto più sofisticate, nel senso che quasi sempre abbiamo modo di comunicare con Londra.  Questo permette di essere decisamente indipendenti, anche se i reportage devono essere ancora “puliti” per motivi di sicurezza. Il quasi totale controllo dei reportage da parte dei militari nelle Falklands sarebbe ora impensabile nella maggior parte delle zone di guerra

Nel febbraio del 2004, con l’avvento di Facebook, si verificò un altro grande cambiamento nella tecnologia delle comunicazioni. E con esso iniziò un intero nuovo incubo propagandistico

Allo stesso tempo, stava succedendo qualcos’altro di fondamentale: nasceva il neoliberismo. Da un certo punto di vista, il neoliberismo è il successore dell’imperialismo geografico, come “l’estrema forma di capitalismo”.  Una volta, chi aveva una piccola fortuna da investire si assicurava il maggior profitto pagando qualcun altro per partire per terre lontane, soggiogare o uccidere persone (generalmente di colore) e derubarle dei loro averi. Ma non si potevano espandere all’infinito, visto che il mondo ha dei limiti fisici.  E così i ricchi investitori occidentali cominciarono a spostare gran parte della loro attenzione dall’aprire nuovi mercati in terre lontane a crearne di nuovi a casa.  Il neoliberismo è anche per questo motivo il processo di creare mercati, di spostare le decisioni da “una persona, un voto” a: “una sterlina (o dollaro, yen o euro), un voto”. Oppure, come dice Will Davies:” il disincanto della politica da parte dell’economia “.

La prima guerra in Iraq, “quella mai avvenuta”, coincise con una fase cruciale di questo processo: il rapido passaggio all’economia di mercato (leggere “smantellamento delle risorse”) dell’Unione Sovietica ormai crollata e il riuscito accerchiamento del globo da parte del capitale occidentale.  La seconda guerra in Iraq fu rilevante per l’accelerazione di un altro aspetto cruciale: l’invasione delle forze del mercato fino ai più remoti angoli dello stato.  Durante l’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan, secondo la campagna del gruppo War on Want, le imprese militari private ”irruppero sulla scena”.

La privatizzazione della guerra

In un servizio del 2016, War on Want  descrive come la Gran Bretagna sia diventata il centro mondiale per l’industria mercenaria. La compagnia G4S, nota per controllare i contatori del gas, è in realtà la compagnia di mercenari più grande del mondo, coinvolta nel fornire “sicurezza” nelle zone di guerra in tutto il mondo (non perdete l’eccellente articolo investigativo dei miei colleghi Clare Sambrook e Rebecca Omonira-Oyekanmi).

Secondo il servizio di War on Want solo a Hereford, vicino al quartier generale della SAS, ci sono 14  compagnie di mercenari. Al culmine della guerra in Iraq, circa 80 compagnie private erano coinvolte nell’occupazione. Nel 2003, quando le forze americane e britanniche scatenarono il terrore sul popolo iracheno e sul proprio tramite la tv via cavo, il Ministero degli Esteri spese 12,6 milioni di sterline per pagare compagnie private britanniche responsabili della sicurezza, secondo i dati ufficiali evidenziati dal Guardian. Dal 2012, la cifra salì a 48, 9 milioni. Nel 2015, la G4S si era assicurata un contratto di 100 milioni di sterline per la sicurezza dell’ambasciata britannica in Afghanistan.

 

Così come la guerra, fu privatizzata anche la propaganda.  Nel 2016, il Bureau of Investigative Journalism rivelò che il Pentagono aveva pagato circa mezzo miliardo di dollari alla compagnia britannica di PR Bell Pottinger per gestire la propaganda durante la guerra in Iraq. La Bell Pottinger, famosa per aver creato l’immagine della Thatcher, aveva tra i suoi clienti Asma Al Assad, moglie del presidente siriano. Parte del lavoro consisteva nel girare falsi film propagandistici di Al Qaeda. (La compagnia ha dovuto chiudere l’anno scorso per aver commesso l’errore di usare le sue tattiche contro dei bianchi).

Il giornalista Liam O’Hare ha rilevato che Mark Turnbull, il direttore di SCL e Cambridge Analytica, era stato ripreso in un’operazione sotto copertura di Channel4 con Alexander Nix, assunto dalla Bell Pottinger in Iraq in quel periodo.

L’ala delle operazioni psicologiche delle nostre forze armate privatizzate: un’agenzia mercenaria di propaganda

Come la Bell Pottinger, la SCL scorse l’opportunità costituita dalla crescente privatizzazione della guerra. Nel suo libro del 2006 “Le elites del potere in Gran Bretagna: la rinascita della classe dirigente“  Hywel Williams scrisse: “Perciò sembra naturale che una compagnia di consulenza sulla comunicazione politica, la Strategic Communications Laboratories, si sia ora lanciata come la prima compagnia privata a fornire operazioni psicologiche ai militari”.

Mentre molto di quello che la SCL ha fatto per i militari è segreto, sappiamo (grazie a O’Hare) che aveva contratti con la difesa britannica e americana, che ammontavano come minimo a centinaia di migliaia di dollari.  E un documento dell’Accademia della Difesa Nazionale della Lettonia, che sono riuscito a portare alla luce, intitolato “ Strategia della comunicazione della NATO: ancora molto da fare?” ci dice che operavano in Afghanistan nel 2010 e dà qualche idea di quello che facevano.

“… Un’operazione di raccolta dati qualitativi più dettagliata fu condotta nella provincia di Maiwand da una compagnia britannica. La SCL è una realtà unica nella comunità dei mercenari, in quanto ha una divisione finanziata dedicata alla ricerca comportamentale militare, situata nella prestigiosa sede dell’educazione scientifica e della ricerca, il Royal Institute di Londra.

Detto in parole semplici, il gruppo SCL, la società madre di Cambridge Analytica, è l’ala delle operazioni psicologiche delle nostre forze armate privatizzate: un’agenzia mercenaria di propaganda.

Le capacità da essi sviluppate non dovrebbero essere sopravvalutate, ma neanche minimizzate. Per quanto possiamo dire, così come il Pentagono usò dei mezzi semplici, come scegliere dove inserire i giornalisti durante la guerra del Golfo per diffondere la sua versione di eventi, loro sono riusciti a dominare i mezzi della comunicazione moderna: Facebook, video online, raccolta di dati e studi mirati.

Tali mezzi non sono magici (e Anthony Barnett ne descrive bene i possibili rischi).  Essi non spiegano da soli la Brexit o Trump (l’anno scorso ho dichiarato che quelli contro la Brexit non devono usare le nostre indagini come una scusa per evitare di affrontare le vere ragioni del voto).  Non avrei mai usato la parola “manovre” per descrivere l’impatto di questi film di propaganda, ma essi sono importanti.

Come l’indagine sotto copertura di Chanel 4 ha rilevato, questo lavoro è stato spesso portato avanti insieme a tattiche più tradizionali di calunnia e – come Chris Wylie ha spiegato – in collaborazione con altri gruppi nel mondo, come l’agglomerato di società private di intelligence in Israele, parte di un complesso di industria militare che si sta sviluppando rapidamente nel paese e che secondo l’attivista e scrittore Jeff Halper costituisce una parte fondamentale del suo canale di “diplomazia parallela”.

(Ovviamente, questo non è una situazione unica in Gran Bretagna e in Israele. Sino a quando, la settimana scorsa, Cambridge Analytica non ha conquistato l’infamia universale, la principale ditta di propaganda mercenaria nel mondo era la compagnia Palantir di Peter Theil (così chiamata per ricordare l’occhio che tutto vede del Signore degli anelli).

Theil, fondatore di PayPal (con Elon Musk) e uno dei dirigenti di Facebook, nel 2009 ha scritto un famoso saggio, sostenendo che l’emancipazione femminile aveva reso la democrazia insostenibile e che bisognava inventare una tecnologia per distruggerla.  I clienti più importanti di Palantir sono i servizi segreti degli Stati Uniti e il Dipartimento della Difesa Americana.  L’informatore di Cambridge Analytica Chris Wylie questa settimana ha dichiarato che la sua compagnia ha lavorato con Palantir.  E’ degno di nota che uno degli azionisti di Palantir sia il feldmaresciallo Lord Guthrie, ex capo dell’esercito britannico e consulente dei Veterans of Britain, uno dei gruppi che ha finanziato Aggregate IQ, prima del referendum sulla Brexit. Guthrie lavora anche per Acanum, una delle principali compagnie private di intelligence, che in comune con i soci di Cambridge Analytica, i Black Cube, aveva come consulente Meyer Dagam, ex capo del Mossad, fino alla sua morte nel 2016. (Di nuovo non è un complotto; è solo che queste persone si conoscono tra di loro. Ma sto divagando)

Tornando alla SCL: perché i propagandisti mercenari della Nato sono coinvolti nelle elezioni presidenziali americane e – se le prove del legame tra Cambridge Analytica e Aggregare IQ sono attendibili- nella Brexit?

La risposta ovvia è che sia sicuramente in parte vero. Potevano guadagnarci del denaro e l’hanno fatto. Se si privatizza la guerra, non è sorprendente che le ditte militari comincino a usare gli strumenti di guerra a loro favore. Quando Eisenhower metteva in guardia sul complesso dell’industria militare, stava pensando alle armi fisiche. Ma, come i fucili semi-automatici inventati per i soldati esplodono nelle scuole americane, non dovrebbe essere una sorpresa se le armi dell’informazione esplodono nel sistema elettorale anglo-americano.

Ma in un senso più generale, tutta questa storia riguarda ciò che la Brexit è stata per molte delle persone potenti che l’hanno appoggiata. Mentre indaghiamo sulla donazione segreta che ha pagato la campagna pro Brexit del Partito Democratico Unionista (DUP) continuiamo a incontrare questa rete di legami.  Priti Patel lavorava per la Bell Pottinger in Bahrain. Richard Cook, il prestanome della donazione segreta al DUP,  fece affari  nel 2013 con l’ex-capo delll’intelligence saudita e un danese coinvolto nel procurare fucili agli estremisti hindu, che ci ha detto di essere una spia.  David Banks, che gestisce i Veterans for Britain, ha lavorato nelle  PR in Medio Oriente per quattro anni e i Veterans for Britain sono in genere pieni di questi contatti.

Potrei continuare. Il mio sospetto non riguarda tanto l’esistenza di una specie di cospirazione che ruota intorno ad un gruppo di ex-spie, quanto il fatto che il potere viene da una rete di persone e che la parte della classe dirigente britannica che era dentro o vicina all’esercito si sta muovendo rapidamente verso il mondo della guerra privatizzata. E quelle persone hanno un forte interesse ideologico e materiale nelle politiche della destra radicale.

“Il paese più corrotto del mondo”

Un altro punto di vista è questo: la Gran Bretagna ha perso la maggior parte del suo impero geografico. Gran parte della nostra attuale politica riguarda il modo in cui gruppi politici diversi combattono per venire a patti con questo fatto. Per una grande parte della classe dirigente dominante questo implica il tentativo di rivivere la gloria dei bei tempi passati mettendo il paese al centro dei due punti che definiscono l’era moderna.

La Gran Bretagna e i suoi territori oltremare sono già diventati il più importante network di paradisi fiscali e zone segrete del mondo e questo ci rende il centro mondiale per il riciclaggio di denaro sporco e dunque come dice Roberto Saviano, il massimo esperto di mafia, il paese più corrotto al mondo. Così come i paesi con grandi industrie petrolifere hanno le maggiori lobby del petrolio, la Gran Bretagna ha le maggiori lobby del riciclaggio di denaro sporco.

Le fastidiose regolamentazioni europee hanno a lungo frustrato i sogni di queste persone, che desiderano che la nostra isola vada sempre più offshore e diventi sempre più un paradiso fiscale. E così per qualche sostenitore della Brexit -questa lobby del riciclaggio – c’era un forte incentivo a supportare il voto per uscire dall’Europa; dichiarazioni del Gruppo di Ricerca Europea, che vanno indietro di 25 anni, mostrano la stessa cosa.

Ma l’affare della Cambridge Analytica ci ricorda che non c’è solo la lobby del riciclaggio di denaro (né la lobby agrochimica). Un altro gruppo che ha un forte interesse nello spingere tale deregulation, offuscare la trasparenza, promuovendo la islamofobia in America e mettendo le persone una contro l’altra, è il nostro fiorente complesso mercenario, l’altra industria leader nel mondo.  E così non è una sorpresa che l’ala della propaganda abbia usato tutte le tecniche imparate in guerra per ottenere i risultati politici desiderati.

Nel suo saggio, Baudrillard sostieneva che le sue osservazioni sui cambiamenti nella propaganda militare ci dicevano qualcosa sulla nuova era post- Guerra Fredda. Solo due anni dopo che aver inventato la World Wide Web, Tim Berners Lee scrisse una frase che, per me, ci insegna di più sulla storia della Cambridge Analitica di tutta la saccenteria che abbiamo visto finora: “Così come la ricchezza non si misura più con la sua ostentazione, ma con la circolazione segreta dei capitali, così la guerra non va misurata dal suo scatenamento, ma dal suo ipotetico svolgimento in uno spazio astratto, elettronico e informativo “.

Cambridge Analytica mostra quello che succede quando si privatizza la propaganda militare. Ha usato lo spazio creatosi quando i social network hanno ucciso il giornalismo. E’ anche un altro esempio dell’uso dei mezzi sviluppati per soggiogare persone di altri paesi sulle popolazioni dei paesi occidentali, dove essi sono stati inventati. Questo segna il punto in cui il capitalismo neoliberista raggiunge il suo apice e diventa capitalismo di sorveglianza.  La risposta migliore consiste nel creare dei media democratici che non possano essere comprati dai propagandisti.

Traduzione dall’inglese di Annalaura Erroi

Categorie: Cultura e Media, Diritti Umani, Europa, Medio Oriente, Nord America, Opinioni, Scienza e Tecnologia
Tags: , , , , , ,

Notizie giornaliere

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.


App Pressenza

App Pressenza

Diritti all'informAZIONE

Video presentation: What Pressenza is...

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.