Egitto, scomparsi Hassan e Mustafa: come Regeni

08.02.2018 - Agenzia DIRE

Egitto, scomparsi Hassan e Mustafa: come Regeni
(Foto di Dire)
Allarme tra gli amici dei ventenni, spariti al Cairo da 36 ore
Roma, 6 feb. – “Quasi sicuramente sono stati presi per strada, sara’ successo come a Giulio”: Hassan e Mustafa sono due egiziani di 25 anni, scomparsi da circa 36 ore, al Cairo. Dalla capitale all’agenzia DIRE riferisce i dettagli della vicenda la loro amica Miriam: “Proprio giovedi’ eravamo a una festa insieme, c’erano tutti e due. Con Mustafa, che conosco meglio e di cui sono piu’ amica, abbiamo chiacchierato del piu’ e del meno. Ora ho un’ansia terribile”.

Mustafa Al-Aasar e’ un ricercatore del ‘Regional Center for Human Rights and Fredooms’, dove si occupa in particolare di liberta’ di stampa, mentre Hassan Al-Banna, suo coinquilino, lavora da poco come correttore di bozze per il quotidiano ‘Al-Shourouk’. “Pochi giorni prima, le forze di sicurezza egiziane avevano telefonato al fratello di Mustafa: ‘Digli di smetterla con i suoi post su Facebook’ avevano detto” racconta Miriam, un nome di fantasia il suo, per ragioni di sicurezza: “Poi sono spariti nel nulla, forse mentre uscivano insieme per andare a lavoro”.

L’altro ieri il fratello di Hassan, il giornalista Abdelrahman Fares, ha scritto su Facebook: “Li abbiamo cercati senza sosta nelle stazioni di polizia e negli ospedali con l’aiuto di tanti amici, ma non c’e’ traccia di dove siano”. Poi, analizzando i tabulati che era riuscito a ottenere da contatti privati, Abdelrahman ha scoperto che “l’ultimo luogo dove i loro segnali telefonici sono stati identificati era nel Central Security Camp di Giza”.

Il campo e’ conosciuto, osserva Miriam: “Si trova a nord del Cairo sull’autostrada Cairo-Alessandria ed e’ il luogo da cui i detenuti politici vengono trasferiti ad altre sedi”. E infatti poco dopo arriva il trasferimento, ma anche stavolta e’ solo grazie ai contatti informali di Abdelrahman che si riesce a conoscere il luogo della loro detenzione: “Sono stati trasferiti nell’infame quartier generale della Sicurezza di Stato a Sheikh Zayed” scrive in un post il giornalista nel pomeriggio di ieri: “In quanto familiari di Hassan, confermiamo che lui e il suo amico Mustafa sono vittime di sparizione forzata”.

Il luogo dove si trovano detenuti Hassan e Mustafa e’ noto, secondo fonti della DIRE al Cairo, per le torture e gli abusi che vi si compiono. E Abdelrahman scrive: “Abbiamo paura che Hassan e Mustafa possano essere torturati. Consideriamo che il presidente egiziano, il governo egiziano, il ministro dell’Interno e l’agenzia per la sicurezza statale siano tutte pienamente responsabili per la sicurezza e l’integrita’ fisica e psicologica di mio fratello e del suo amico”.

I due ragazzi sono scomparsi il 3 febbraio, esattamente due anni dopo il ritrovamento del corpo di Giulio Regeni. Come per il ricercatore friulano, il tam-tam sui social network e’ partito prima delle campagne di stampa: “#Hassan_fin?”, “#Mustafa_fin?” (“Dov’e’ Hassan?”, “Dov’e’ Mustafa?”) scrivono su Facebook e Twitter i loro amici, alcuni dei quali, due anni fa, avevano scritto anche “#Giulio_fin?”.

Sotto il regime di Abdel Fattah Al-Sisi, denunciava pochi mesi fa l’ong Human Rights Watch, e’ in corso “la peggiore crisi dei diritti umani degli ultimi decenni”: le vittime di sparizione forzata si contano ormai a migliaia, mentre il network arabo per i Diritti umani parlava, gia’ nel 2016, di 60mila detenuti politici su un totale di circa 106mila prigionieri.

Categorie: Africa, Comunicati Stampa, Diritti Umani
Tags: , , , ,

Notizie giornaliere

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.


Diritti all'informAZIONE

Video presentation: What Pressenza is...

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.