Successo al botteghino, il film “Black Panther” presenta elementi della cultura africana e riferimenti storici.

Cinema e Rappresentazione – Il caso della pantera nera

In dieci giorni il film “Black Panther” ha incassato $ 400 milioni negli Stati Uniti e oltre 300 milioni in tutto il mondo, spodestando film come “Capitan America, il primo vendicatore” del 2011 e “Hulk: l’incredibile

I numeri astronomici e il successo al botteghino fanno di “Black Panther” uno dei successi della Marvel. La storia narra del regno di Wakanda, un paese fittizio nel continente africano e proprietario del metallo più prezioso della Terra: il Vibranio, altamente resistente e in grado di generare energia e ricchezza senza precedenti. A causa del loro alto valore, molti contrabbandieri cercano di rubarlo. Wakanda detiene la più grande riserva del minerale. Una chiara allusione alle risorse naturali africane e all’esproprio fatto dai paesi invasori e che attualmente avviene attraverso grandi multinazionali.

T’Challa è il principe ereditario di Wakanda e la “Pantera Nera”. Dopo la morte di suo padre deve assumere il trono e le funzioni del re. Il paese è un “El Dorado” estremamente ricco e detentore di un’altissima tecnologia sviluppata da una donna. Le donne nel film hanno un ruolo centrale, che fa emergere la questione dell’uguaglianza di genere.

Tipi sociali e rappresentazione: “Black Panther” e la costruzione del collettivo immaginario

Il cinema è estremamente potente. I film e i contenuti audiovisivi nel loro concezione più ampia sono in grado di creare simboli. Possono dare un senso alle cose. Una costruzione graduale e complessa che modella il modo in cui vediamo la realtà. In Brasile, ad esempio, è sempre esistita la questione riguardante il modo in cui le nere e i neri apparivano nelle soap opera, il prodotto principale della nostra industria audiovisiva. Cioè, che tipo di ruolo è stato riservato per questo parti? Come sono stati interpretati?

In “Black Panther” ci sono donne e uomini neri che occupano ruoli di rilievo. Come eroi, questo è estremamente significativo per un bambino nero che gioca a essere supereroe e che spesso non si sente rappresentato. Il recente film su Wonder Woman (2017) ne è un esempio per le ragazze. Questo significa guardare un film e vedere se stesso. Sentirsi rappresentati.

Il continente africano era generalmente raffigurato in modo animalesco, come se esistesse solo la vita animale, come nel caso del film “Il re leone (1994)”. I documentari diffusi in tutto il mondo insistono a sottolineare l’esistenza della sola vita animale oppure a rappresentare la povertà estrema. È fondamentale parlare dei problemi e delle difficoltà e chiedersi quale sia la loro origine, ma non dobbiamo dimenticare tutta la ricchezza, non solo di materiale, rappresentata varie riserve di diamanti, oro e petrolio, quanto la ricchezza culturale cristallizzata nelle diverse lingue, espressioni e forme di vivere e vedere il mondo.

I riferimenti alla cultura afro permeano tutta l’estetica del film, i costumi, i paesaggi e le colonne sonore del film, che richiamano ritmi hip hop e africani.

Violenza o nonviolenza?

Il film è uno shock per molti a causa del suo contenuto provocatorio. Mettendo protagonisti neri al centro dell’attenzione, molte persone potrebbero sentirsi a disagio, come è successo in Brasile e in altre parti del mondo. Oltre a considerare le varie domande riguardanti invasioni e saccheggi da parte dei paesi europei. Questo tocca l’ego di molte persone.

Inoltre, il film offre una soluzione al problema: l’istruzione. La lotta di potere tra T’Challa e suo cugino Erik Killmonger può essere intesa come un’allusione alle due alternative per risolvere i problemi causati dalla cosiddetta “colonizzazione” e dalla schiavitù/saccheggio del continente africano. Da un lato abbiamo la soluzione della violenza, delle armi e dell’azione secondo il modus operandi del colonizzatore. D’altra parte abbiamo l’educazione come modo per migliorare la qualità della vita e superare le disuguaglianze. Il percorso della nonviolenza. La nonviolenza vince.

La rappresentanza è vitale per molti gruppi emarginati, come neri e nere, altre minoranze etniche come indigeni, LGBT, persone con disabilità e così via. Dare voce e rompere gli stereotipi diventa più che necessario, diventa un imperativo per costruire una società egualitaria. Black Panther è diventato un film obbligatorio per parlare di rappresentatività.

Articolo di Vinícius Chamlet

traduzione dal portoghese di Mariapaola Boselli