Islanda: nessuna maggioranza, necessaria una coalizione di Governo. Quale?

31.10.2017 - Marco Piccinelli

Islanda: nessuna maggioranza, necessaria una coalizione di Governo. Quale?

Il 29 ottobre si sono tenute le elezioni parlamentari in Islanda, le seconde nel giro di pochi mesi: il Governo è stato costretto ad indire nuove elezioni a causa di presunti scandali sessuali legati al padre del Primo Ministro Bjarni Benediktsson e che egli ha tentato di coprire. Come riportato dal Guardian nei giorni scorsi, l’Islanda avrebbe dovuto chiamare nuovamente gli elettori a votare per il rinnovo del Parlamento dopo che, a seguito del presunto scandalo, il partito lib-dem Futuro Luminoso (Björt framtíð) ha ritirato l’appoggio alla coalizione che reggeva il Governo Benediktsson.

Le elezioni hanno consegnato un quadro frammentato in cui il Partito dell’Indipendenza (Sjálfstæðisflokkurinn) di Benediktsson è risultato essere il più votato (25,2%, 49.543 voti) nonostante la perdita di 5 seggi, pari al 3,8% di voti, tuttavia, le forze progressiste ed ecologiste del Movimento di Sinistra-Verde (Vinstrihreyfingin – Grænt framboð) e dell’Alleanza SocialDemocratica (Samfylkingin – Jafnaðarmannaflokkur Íslands) hanno avuto un incremento della propria forza elettorale andando a sfiorare il 17% (il primo) e il 12,1% (il secondo). Tanto più vi è stata l’ascesa dell’Alleanza SocialDemocratica Islandese, passata nel giro di un anno dal 5,7% al 12,1%, quanto più vi è stato il tracollo di Futuro Luminoso, il partito che ha ritirato l’appoggio al Governo Benediktsson, crollato all’1,2% (rispetto al 7,2% delle scorsa tornata elettorale) e rimasto fuori dal Parlamento. 

Brutto scivolone anche per i Pirati: il Partito Pirata, infatti, dai 10 seggi al Parlamento, pari al 14,5% delle precedenti elezioni, ha visto scendere i propri consensi fino al 9,2%, mandando solo 6 rappresentanti all’Assemblea Nazionale. Assenti gli Umanisti (HumanistaFlokkurin) che avevano partecipato, per la prima volta col proprio simbolo, alle scorse elezioni parlamentari raggiungendo un rachitico 0,1%.

Coalizione, già, ma quale?

Il quadro che si profila è quello del Governo di una coalizione inedita per il Partito dell’Indipendenza il quale, nonostante abbia visto scendere i propri deputati a 16 rispetto all’ultima elezione, dovrà cercare un’intesa con il Partito di Centro (7 Deputati) e con il Partito del Popolo (4 deputati). L’accordo, tuttavia, non riuscirà a formare un Governo dato che i seggi necessari sono 32, nonostante Benediktsson abbia dichiarato alla stampa come sia «naturale che il Partito dell’Indipendenza si prenda carico di formare il Governo», nonostante non abbia evidentemente i numeri per farlo.

 

Così come, d’altra parte, la coalizione progressista fra il Movimento Sinistra-Verde, l’Alleanza SocialDemocratica e il Partito Pirata si fermerebbe a 24 seggi: il Partito di Centro, in sostanza, risulta essere l’ago della bilancia per una qualsiasi coalizione di Governo.

Categorie: Europa, Politica
Tags: , ,

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

Search

Il canale Instagram di Pressenza

Catalogo dei Documentari

Mobilitiamoci per Assange!

App Pressenza

App Pressenza

Canale di YouTube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

xpornplease pornjk porncuze porn800 porn600 tube300 tube100 watchfreepornsex

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.