Turchia: aumentano le pressioni internazionali per il rilascio dei difensori dei diritti umani

21.07.2017 - Amnesty International

Turchia: aumentano le pressioni internazionali per il rilascio dei difensori dei diritti umani
Il flash mob di giovedì 20 luglio a Roma con gli attivisti di Amnesty simbolicamente ammanettati davanti al Colosseo (Foto di Amnesty International italia)
Pochi giorni dopo il rinvio in detenzione preventiva di sei difensori dei diritti umani in Turchia, la Commissione europea si è aggiunta ai governi e ai leader mondiali, tra cui Angela Merkel, per chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato.
Il 20 luglio un portavoce della Commissione europea ha chiesto il “rilascio immediato” dei sei difensori dei diritti umani, compresa Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia.
Un’analoga richiesta è stata fatta dai governi di Germania, Usa, Francia, Belgio, Irlanda e Austria.
“La detenzione dei sei difensori dei diritti umani ha spinto alcuni leader mondiali a rompere il silenzio sulla crisi dei diritti umani in Turchia. Hanno detto le stesse cose in modo rapido e con inconsueta unità d’intenti. Ora spetta agli altri prendere la parola”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa.
“La richiesta che il mondo sta facendo alla Turchia di rilasciare immediatamente e senza condizioni i sei difensori dei diritti umani sta diventando sempre più forte, così come quella che il governo di Ankara ponga fine alla brutale repressione che ha devastato il paese negli ultimi 12 mesi. I responsabili del sanguinoso tentativo di colpo di stato devono essere portati di fronte alla giustizia, ma questo non può essere usato come pretesto per eliminare ogni forma di dissenso pacifico”, ha aggiunto Dalhuisen.
Seguono alcune delle dichiarazioni degli ultimi giorni:
Commissione europea, 20 luglio: “Chiediamo il rilascio di queste persone”.
Stati Uniti d’America, 18 luglio: “Questi arresti, motivati politicamente, sono stati eseguiti per intimorire e ridurre al silenzio chi sta dalla parte dei diritti umani in Turchia. Chiediamo alle autorità turche di rilasciare Idil Eser e gli altri attivisti senza indugio e senza condizioni”.
Angela Merkel, primo ministro della Germania, 18 luglio: “Questo è un altro caso in cui persone innocenti finiscono nelle maglie del sistema giudiziario e vengono messe in carcere. Esprimiamo solidarietà con [Peter Steudtner] e tutte le altre persone arrestate. Il governo tedesco farà tutto il possibile, a ogni livello, per ottenere il suo rilascio”.
Germania, 18 luglio: “Le accuse di legami col terrorismo sono assurde, così come è insensato accusare Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani di terrorismo”.
Francia, 18 luglio: “La Francia è preoccupata per i recenti arresti di dirigenti di Amnesty International così come di giornalisti e di altri difensori dei diritti umani. Chiediamo il loro rapido rilascio”.
Belgio, 17 luglio: “Il ministro ha chiesto alle autorità turche di annullare le accuse nei confronti delle 11 persone, immediatamente e senza condizioni”.
Austria, 20 luglio: “Siamo di fronte all’evidente tentativo di intimidire e ridurre al silenzio dei difensori dei diritti umani. Chiediamo il loro immediato rilascio”.
Irlanda, 20 luglio: “Prendere di mira attivisti per i diritti umani è qualcosa che non ci aspettiamo di vedere in un paese che rispetta i diritti fondamentali e lo stato di diritto. Chiedo alle autorità turche di rilasciare le persone arrestate”.

 

Le dichiarazioni sopra riportate sono reperibili ai seguenti link:
Commissione europea
Stati Uniti d’America
Francia
Angela Merkel
Germania
Belgio
Austria
Irlanda
Per firmare gli appelli in favore dei difensori dei diritti umani in Turchia:

 

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Europa, Medio Oriente
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