Penso che si sappia davvero poco di quello che accade dentro le nostre “Patrie Galere”, anche perché non c’è attenzione, sensibilità e responsabilità nel dare le notizie: si prende un tragico caso, scandaloso o emotivamente coinvolgente, lo si enfatizza con servizi, foto, titoli, ospiti noti, analisi approssimative ed esperti all’occorrenza che si prestano ad una informazione spettacolo noir. La televisione poi è anche peggio della carta stampata, perché ha un ruolo più rilevante. E spesso si vedono giornalisti che cercano costantemente lo scoop, assaltando e marcando strette le vittime dei reati. Approfittando dei loro sentimenti, a pochi giorni, a volte anche a poche ore, fanno loro la brutta e invadente domanda: è disposto a perdonare?

Il grande giornalista Kapuściński ripeteva spesso che per essere un buon giornalista si deve avere queste qualità: “L’empatia con la fonte, la lontananza da un certo cinismo giornalistico, la comprensione delle diverse culture, l’ascolto, l’utilizzo di fonti e storie battute, la vicinanza con il territorio delle persone, con comunità locali, la condivisione”. Ricordo che i giornalisti impegnati sul fronte della guerra in Vietnam, quando si resero conto che i notiziari ufficiali mentivano rispetto alle proporzioni e alle caratteristiche dell’impegno bellico statunitense, avviarono una campagna d’informazione che sarebbe diventata decisiva per convincere l’opinione pubblica a prendere posizione contro la guerra. Io credo che in Italia la giustizia e le prigioni siano quelle che sono anche perché, a differenza di altri paesi, nel nostro manca un’informazione corretta sull’argomento. Sì, è vero, le notizie si danno, ma spesso senza approfondimento.

All’inizio della mia lunga carcerazione non mi è stato per nulla facile comunicare dalle sbarre della mia cella. La cosa più incredibile è che molti mi chiedevano di “farmi la galera” e di smettere di scrivere. Credetemi, scrivere mi è costato anni di regimi duri, punitivi e d’isolamento, perché spesso per ritorsione mi impedivano persino di avere libri o una penna per scrivere. E in certi casi mi lasciavano la penna, ma mi levavano la carta.

Anche per questo ho accettato l’invito a partecipare al Festival della Comunicazione dal 19 al 29 Maggio a Cesena, per portare la mia testimonianza.

“Comunicare dietro le sbarre”

Festival della Comunicazione – Cesena (FC)

“Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”

Venerdì 26 maggio 2017

Ore 21.00 Sala Lignea Biblioteca Malatestiana

 

L’ergastolano Carmelo Musumeci dialoga con Francesco Zanotti, direttore del settimanale Corriere Cesenate.

Appuntamento promosso con il “Cantiere 411” – Cesena e la “Comunitą Papa Giovanni XXIII”.

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Tutti gli eventi godono del patrocinio del Comune di Cesena e del Comune di Cesenatico, della Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena, dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana (Cei), della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), dell’Associazione Amici della Biblioteca Malatestiana, Acec, Copercom, Aiart, Lumsa Universitą, Med, Pontificia Universitą della Santa Croce, Pontificia Universitą Lateranense, Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, Associazione don Giuseppe Zilli Onlus.

Gli appuntamenti sono in collaborazione con e/o sostenuti grazie a: Associazione “Valori e libertą”, Associazione culturale “MicaPoco”, Associazione nazionale collezionisti macchine per ufficio d’epoca, Ufficio Cei Sovvenire, Rotary club Cesena, Lions club Cesena, Assessorato alla cultura del Comune di Cesena, Ufficio turistico Comune di Cesena, Consorzio Servizi per il turismo cesenate, Associazione Fidapa sezione di Cesena, Cattolica Assicurazioni, Societą Amici del Monte, Ufficio diocesano arte sacra e beni culturali Diocesi di Cesena-Sarsina, Centro culturale Campo della stella, Autonoleggio Coming, Fondazione F.Or, Fruttadoro-Orogel, Vivai Battistini Cesena, Istituto Professionale di Stato “Versari-Macrelli”, Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena, Mercato ortofrutticolo di Cesena, Tecnopress di Corrado Tassinari, Fratelli Gentili – Bagnarola di Cesenatico, Cantiere 411, Associazione “Il Pellicano”, Coro diocesano “Alma canta”, Comunitą Papa Giovanni XXIII, Associazione Psichedigitale, Coro “Terra promessa” di Cesenatico, Kinder.