Un membro della Tupac ha iniziato uno sciopero della fame nella stazione di polizia in cui è detenuta

07.06.2016 - Redacción Argentina

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Un membro della Tupac ha iniziato uno sciopero della fame nella stazione di polizia in cui è detenuta
(Foto di Tupac Amaru)

Comunicato stampa dell’Organizzazione Tupac Amaru

Piove dentro la cella, la obbligano a dormire per terra, non ha riscaldamento nè acqua calda.

María Molina, membro della Tupac Amaru, ha iniziato oggi uno sciopero della fame per denunciare le condizioni di detenzione nella Stazione di polizia de la Mujer ubicata nel quartiere di Huaico, dove è detenuta da più di un mese. Questo luogo a gennaio era già stato oggetto di denuncia da parte della Presidente della Commissione sui diritti umani del Parlamento del Mercosur, Julia Perié, in seguito alla visita a Milagro Sala quando ancora vi era detenuta. Dopo la sua presentazione, Sala fu trasferita. I tetti hanno varie infiltrazioni e piove dentro la cella. Nonostante si sia portata il proprio materasso la obbligano a dormire per terra, e soffre di ernia del disco. Inoltre non ci sono né acqua calda né riscaldamento.

Il giudice Pablo Pullen Llermanos ha ordinato l’arresto di María Molina sulla base della testimonianza della figlia di un detenuto come unica prova. Nonostante sia agli arresti da oltre un mese, e senza sentire ragioni, il giudice le ha negato prima la scarcerazione, e poi la richiesta di trasferimento al penitenziario femminile. L’unica prova accusatoria contro Molina è la dichiarazione di Yesica Paés, figlia di Jorge Rafael Paes, arrestato per tentato omicidio e beneficiato dallo stesso giudice con gli arresti domiciliari dopo aver denunciato Milagro Sala. Il giudice Pullen Llermanos, cioè, utilizza persone agli arresti con pene elevate perché denuncino membri della Tupac Amaru al fine di avere argomenti – benché assolutamente deboli – per incarcerare questi ultimi.

Nel 2005 la Corte Suprema della Nazione si è pronunciata a favore del rilascio di un atto di habeas corpus collettivo presentato da Horacio Verbitsky in cui denunciava l’illegittimità, costituzionale e legale, dell’incarcerazione di persone nelle stazioni di polizia di Buenos Aires per lo stato in cui queste si trovavano, e che si ripresentano in quelle di Jujuy. Nella Stazione di polizia de la Mujer, come ha a suo tempo denunciato la deputata Julia Perié, non sono garantite le condizioni minime di reclusione. I maltrattamenti e le condizioni disumane a cui sono sottoposte le persone detenute violano sistematicamente i trattati internazionali di livello costituzionale sottoscritti dal nostro paese. Noi della Tupac Amaru esigiamo l’immediato rilascio della compagna, che si rispettino le condizioni minime di detenzione di tutte le persone private della libertà nella provincia e la cessazione della persecuzione politica.

Come nel caso denunciato rispetto alle disumane condizioni di detenzione di Milagro Sala e delle detenute del penitenziario dove sono rinchiuse, indichiamo come diretti responsabili dell’integrità fisica della nostra compagna il governatore Gerardo Morales, il presidente Mauricio Macri e il suo ministro della giustizia Germán Garavano.

 

Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella

 

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Sud America
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