Sullings: “Crocevia e futuro dell’ essere umano”

12.05.2016 - Pía Figueroa

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

Sullings: “Crocevia e futuro dell’ essere umano”
Guillermo Sullings a New York (Foto di Pressenza New York)

Pressenza: Abbiamo saputo che ti sei dedicato a scrivere un nuovo libro. Puoi anticiparci qualcosa? Di cosa tratta, com’è intitolato?

Guillermo Sullings: Bene, cominciamo con il titolo e il sottotitolo, che danno già un’idea del contenuto: “Crocevia e futuro dell’ essere umano, i passi verso la Nazione Umana Universale”.  Si tratta proprio di questo, del crocevia in cui si trova oggi la specie umana: dopo milioni di anni di evoluzione della vita nel nostro pianeta, pare che il suo sottile strato cosciente, che saremmo noi, incontri gravi problemi a  continuare in senso evolutivo.

A meno di non credere che il massimo stadio dell’evoluzione umana sia l’homo-consumus, governato da un gruppo di speculatori finanziari, politici corrotti e illusionisti televisivi, saremo d’accordo che molte cose devono cambiare perché il futuro dell’umanità sia un po’ più luminoso. Alcuni di noi hanno fede nell’essere umano e credono che supererà questo crocevia della sua storia, come è già successo tante volte in passato. Ora però la risposta dev’essere mondiale, perché le contraddizioni si sono globalizzate in tutti i campi. L’essere umano deve fare un salto qualitativo verso il suo futuro luminoso e infinito,  orientandosi verso la formazione di una civiltà planetaria, verso una Nazione Umana Universale. Il libro parla di tutto questo, dei problemi che abbiamo come società, ma soprattutto dei passi che dobbiamo fare per avanzare verso questa convergenza di nazioni.

Alcuni diranno che è solo un’utopia; non sarebbe male se lo fosse, perché le utopie possono muovere insiemi umani. Nel libro però si tenta di tradurre questa utopia in un progetto, forse embrionale, ma pur sempre un progetto, in cui si propongono azioni concrete per avanzare passo a passo verso l’obiettivo in diversi campi: la cultura, la politica, l’economia, le relazioni internazionali, l’ecologia e molti altri.

Pressenza: Perché lo hai scritto? Qual è stata la tua motivazione? Cosa potrebbe spingere a leggerlo?

Guillermo Sullings: La mia motivazione è fondamentalmente la stessa che per tanti anni mi ha spinto a organizzarmi con altri per costruire un mondo migliore, giacché la direzione attuale non mi soddisfa per niente. Suppongo che molti anni passati a sperimentare, leggere, discutere e conoscere il mondo si siano accumulati per incoraggiarmi ad abbozzare una proposta mondializzatrice. Ossia… non mi do per vinto e credo che mi annoierei a morte se lo facessi.

Rispetto alle motivazioni dei potenziali lettori … non so, possono essere varie. Potrebbe esserci gente curiosa, a cui piacciono questi temi. In questo caso credo che il libro abbia un linguaggio semplice, con concetti assimilabili per facilitarne la comprensione; inoltre ci sono riferimenti bibliografici sufficienti per chi vuole approfondire qualche punto specifico. Potrebbe esserci anche gente interessata ad agire nel mondo per contribuire a trasformarlo: in questo libro potrebbe trovare ispirazioni e idee su diverse linee di azione e sul modo di coordinarsi con altri  che stiano nella stessa sintonia. Magari altri ancora stanno semplicemente cercando un’immagine che gli dia speranza. Io credo che l’utopia di una Nazione Umana Universale viva segretamente nel cuore di molta gente e che il fatto di cominciare a darle un nome e a proporre un cammino verso di essa, per quanto possa essere lungo e vada costruito durante il percorso, abbia la funzione di un faro in mezzo a una notte oscura.

Pressenza: In che modo è organizzato il libro?

Guillermo Sullings: C’è una prima parte con una dedica iniziale a quell’essere umano che ha cercato laboriosamente di avanzare nel corso della storia. Poi si passa a un esordio che proclama la necessità di un cambiamento profondo in termini più generali.

Si passa poi alla parte più estesa del libro, con analisi e proposte riguardo a vari temi: nell’ambito internazionale si parla del disarmo, del funzionamento dell’ONU, dello sviluppo mondiale, delle migrazioni, del disastro ecologico, del sistema finanziario, dei mezzi di comunicazione e ovviamente dei diritti umani, che attraversano tutti questi campi. Nell’analisi dei temi nazionali si sviluppa tutta la questione della Democrazia Reale, l’Economia Mista e i paradigmi culturali.

Infine tutta questa analisi viene sintetizzata in una serie di passi, che al momento sono 120, ma che se si avanzerà nel progetto proposto si moltiplicheranno di sicuro.  Questi passi non sono necessariamente consecutivi: in diversi luoghi e momenti si potrebbe avanzare più con certi passi che con altri, ma cercando sempre di mantenere l’idea di convergenza verso l’ideale della Nazione Umana Universale. Questi passi sono proposte di azione per i diversi soggetti trasformatori che aderiscono al progetto della NUU; ci sono proposte di azione per il cittadino comune, per le organizzazioni e per i movimenti sociali e anche per i governi disposti a impegnarsi in questo senso.

Pressenza: A cosa punti con questa opera? Che conseguenze potrebbe avere?

Guillermo Sullings: Come dicevamo prima, questo libro potrebbe risultare utile a chi sia interessato solo a leggerlo, assimilando così punti di vista sui temi trattati. Magari aggiungesse anche un granello di sabbia per costruire quel faro capace di rivitalizzare la speranza. E senza dubbio potrebbe contribuire a spingerci verso i cammini che bisogna cominciare a percorrere.

Per esempio, un buon punto di partenza sarebbe che chiunque sia d’accordo con l’obiettivo della Nazione Umana Universale, che si tratti di persone comuni, di movimenti o di governanti, lo dichiari, così da aprire  la possibilità di una costruzione comune e convergente. In realtà esistono già persone che stanno lavorando per alcuni dei cambiamenti proposti in questo libro, ma siccome agiscono isolate la loro influenza non acquista una forza sufficiente davanti a problemi globalizzati. E magari ci sono anche proposte nuove, che coincidono con le intuizioni di altri attori sociali, i quali potrebbero poi portarle avanti. In ogni caso l’importante sarà poter contare su un orizzonte comune che ci faccia convergere e articolare le forze di fronte a un anti-umanesimo globalizzato. I percorsi possono esseri vari, i passi proposti risulteranno insufficienti e bisognerà moltiplicarli, ma un’immagine comune ci fornirà una base su cui costruire i vincoli che diano alle azioni un’ampiezza tale da trasformare il mondo. Il libro parla anche di questo, di come articolarsi per unire le forze.

Pressenza: Abbiamo saputo di persone interessate a tradurlo e pubblicarlo in altre lingue. Quando pensi che sarà disponibile in spagnolo? Quale sarà la lingua successiva in cui uscirà il libro?

Guillermo Sullings: Tutto indica che verso la fine di giugno, settimana più settimana meno, avremo stampato la prima edizione in spagnolo e saranno anche disponibili i formati digitali. Rispetto ad altre lingue, si è già iniziata la traduzione in inglese e italiano: queste saranno le prossime edizioni, anche se al momento non si può ancora parlare di date.

Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo

 

Categorie: Internazionale, Interviste, Umanesimo e Spiritualità
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