Decidiamo di portare il nostro amore in piazza e di mostrarlo al mondo, perché a tutti sia chiaro che al popolo Lgbt  vengono negati perfino i diritti più basilari, quasi fossimo invisibili fantasmi fastidiosi.

Così, proprio sotto il lucernario della Galleria Vittorio Emanuele, nel centro di Milano, ci mettiamo in circolo e accompagnati dal canto del Coro Gay, innalziamo i cartelli coi nostri cuori speranzosi.

La gente passa, ci guarda, sorride, si ferma. In molti si uniscono a noi. Alcuni bambini portano palloncini a forma di cuore; diverse persone ci fotografano coi loro smartphone. Questo flash mob organizzato da Arcigay, a cui ha aderito il Coordinamento Arcobaleno, non teme la pioggia e prende il posto del girotondo che era stato organizzato in Piazza Scala dai Sentinelli e che si terrà il 28 febbraio, sperando in un meteo più clemente.

Pochi minuti e lo scenario si modifica. Ora siamo tutti stesi a terra, avvolti in bianche lenzuola. Questo è un flash mob organizzato da Radio Popolare per ricordare quelle centinaia di persone, uomini, donne, bambini, che quotidianamente perdono la vita al largo delle nostre coste mentre fuggono dalla guerra e dalla povertà: un tragico bollettino, quello che riguarda i nostri fratelli migranti che muoiono crudelmente nel freddo del mare e che invece di trovare una terra promessa, finiscono avvolti in un bianco lenzuolo di morte.

Due flash mob tra loro differenti, allegro e colorato il primo, silenzioso e tragico il secondo, per sottolineare comunque una realtà: l’amore e la libera scelta del posto in cui vivere sono diritti inalienabili di ogni essere umano. E a dimostrazione di questo, il nostro sguardo si posa su due giovani uomini che si tengono per mano: hanno sul petto il rosso cuore Lgbt mentre sono a terra, avvolti in un bianco sudario.

flash mob San Valentino 1

flash mob San Valentino 3

 

 

Arcobaleni in Marcia