La protesta nonviolenta dei profughi in Germania

04.04.2014 - Johanna Heuveling

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco

La protesta nonviolenta dei profughi in Germania

Già da oltre un anno i profughi in Germania si sono uniti per denunciare all’opinione pubblica le questioni burocratiche umanamente umilianti come l’obbligo di residenza, la deportazione e il divieto di lavoro. Dopo una marcia da Würzburg a Berlino e un accampamento sotto la Porta di Brandeburgo, dove alcuni hanno iniziato uno sciopero della fame, ad ottobre 2012 in un centinaio circa si sono accampati nel cuore di Berlino in Oranienplatz per una protesta che ha avuto il sostegno di numerose associazioni e di singoli cittadini. Anche in altre città tedesche, con forme differenti, sono sorte delle proteste dei profughi: a Monaco e in altre città hanno fatto uno sciopero della fame, ad Amburgo sono arrivati i cosiddetti profughi di Lampedusa, che si trovano in una situazione particolarmente precaria. Infatti erano stati mandati via dall’Italia, provvisti solo di visto turistico. In definitiva, non avendo in Europa più nessuna autorità statale a cui rivolgersi, hanno vissuto per strada ad Amburgo fino a quando non si sono uniti alla protesta.

Considerata la grande attenzione mediatica e la sensibilità del popolo tedesco, che per la maggior parte ha appreso per la prima volta delle condizioni dei profughi, e considerata la nonviolenza dei manifestanti, sinora sia la polizia che la politica hanno avuto difficoltà a procedere rigorosamente contro i profughi. Per quanto riguarda i campi profughi è in corso a Berlino una discussione interminabile tra polizia, giustizia e politica a livello distrettuale e regionale, su quanto devono essere distanti: ma, nonostante tutti i tentativi, la questione resta ancora aperta. Per gli occupanti, ai quali vengono promesse alternative come scuole in disuso, è importante essere visibilmente e politicamente attivi in futuro, stare in contatto con la popolazione e battersi pubblicamente per le proprie necessità. Naturalmente, a loro dire, è faticoso in inverno vivere nelle tende in condizioni precarie, ma senz’altro meglio che vegetare in isolamento nei centri per rifugiati che offre il governo.

Dato che i campi profughi sono interconnessi a livello internazionale, e dal momento che urge definire una politica paneuropea fondamentale per l’asilo e i rifugiati, la logica conseguenza è che in estate si organizzerà una marcia globale da Strasburgo a Bruxelles.

Proprio lì, il 26 e il 27 giugno, avrà luogo il vertice del Consiglio europeo sul tema fondamentale della politica di migrazione. Come reazione ai numerosi profughi annegati nel Mediterraneo dovrebbe essere discusso tra l’altro un rafforzamento della sorveglianza militare di frontiera.

Molte altre informazioni sulle poteste dei profughi sono contenute in altre lingue al seguente link:

http://asylstrikeberlin.wordpress.com/

Traduzione di Valentina Palmisano per Traduttori Pressenza

Categorie: Diritti Umani, Diversità, Europa, Nonviolenza
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