Come Internet ci intrappola

21.09.2013 - Patrick Boylan

Giulia Innocenzi, progressista e capo di Avaaz-Italia, mentre giustificava in tv il bombardamento NATO/italiano della Libia: "Ormai il pacifismo è di destra".

Per venderci le loro guerre, i poteri forti hanno saputo mobilitare i siti “progressisti” ed infiltrare i forum pacifisti.
Internet ci fa dialogare con la gente in tutto il mondo liberamente? E’ un prezioso strumento di democrazia diretta, che ci consente di auto-organizzarci in movimenti d’opinione, al di fuori dei partiti? Così ci sembra. (E così è stato, effettivamente, alle origini.)Ma quell’1% della popolazione che detiene la metà di tutte le ricchezze (i “poteri forti”) non è rimasto con le mani in mano. Se possiede tutte quelle ricchezze a scapito di noi che le abbiamo prodotte nelle fabbriche, nei campi, negli uffici, è proprio perché ha saputo perfezionare tecniche in grado di condizionarci e di farci accettare, pur controvoglia, lo status quo. Figuriamoci, dunque, se quell’1% non ha saputo, attraverso i suoi esperti di comunicazione virtuale e di sociologia delle masse, elaborare metodi per volgere al proprio vantaggio gli strumenti informatici che, invece, avrebbero dovuto liberarci.

Le puntate 5 e 6 dell’ebook Progressisti in divisa illustrano due delle tecniche messe in pratica dai poteri forti. La puntata 5 illustra come essi creino “siti trappola”, solo in apparenza progressisti e gestiti dagli utenti — come il sito Avaaz.org, esaminato in dettaglio. La puntata 6 illustra, invece, come i poteri forti ricorrano ai “troll” (manipolatori delle conversazioni su Internet) per condizionare i nostri discorsi “liberi” nei forum e nei blog pacifisti, ma anche nei blog comuni: in pratica, la voce del padrone viene fatta passare per la vox populi.

Il caso di Avaaz è particolarmente interessante perché il sito riesce a raccogliere centinaia di migliaia di adesioni alle sue petizioni a favore di campagne apparentemente condivisibili da tutti (nel caso descritto nella puntata 5, si tratta di una campagna per salvare una foresta pluviale) ma in realtà finalizzate a sostenere la politica espansionistica statunitense e a screditare chiunque vi si opponga.

Infatti i poteri forti sono riusciti a farci accettare, alla lunga, le loro guerre in Iraq, in Libia e in Afghanistan (ancora in corso, nell’indifferenza più totale), anche perché hanno saputo mobilitare i siti “progressisti” ed infiltrare i forum pacifisti, per confonderci le idee, facendoci considerare necessarie o umanitarie queste guerre e distraendoci con dibattiti su temi “più urgenti”.

Che cosa dobbiamo fare, allora? Dobbiamo evitare come la peste i siti come Avaaz e rinunciare a partecipare ai dibattiti nei forum? Per niente! E’ estremamente formativo frequentare i siti apparentemente progressisti ed imparare a smascherare i condizionamenti occulti che vi vengono praticati. Così come è estremamente utile nella vita quotidiana saper individuare e fermare chi cerca di prevaricare gli altri all’interno di una discussione — e i forum Internet ci offrono un ottimo allenamento.

Ma, sopratutto, non corriamo rischi se rimaniamo sufficientemente vigili per neutralizzare i tentativi di condizionamento dei poteri forti. Ne abbiamo avuto una prova in questi mesi.  Infatti, i poteri forti hanno fallito nel loro tentativo di farci accettare un intervento militare diretto in Siria anche perché, dopo l’incauto avallo dato alla disastrosa guerra in Libia, la gente è diventata più attenta. In molti blog in cui si parlava della Siria, i provocatori interventisti sono stati subito cacciati e Avaaz, sentendo che l’aria era cambiata, non ha nemmeno osato proporre l’intervento militare diretto che invece aveva proposto per la Libia. Ha dovuto proporre petizioni l’anno scorso e poi di recente molto più soft (anche se ingannevoli lo stesso: il lettore è invitato a scoprire per se stesso in che modo).

Le puntate 5 e 6 di “Progressisti in divisa” vogliono, dunque, aiutare i lettori a saper riconoscere i “troll” provocatori e i siti ambigui e, in tal modo, a diventare utenti Internet sempre più consapevoli, indipendenti e… vigili.

Puntata 5: gli inganni di Avaaz. Cliccare o digitare: http://bit.ly/pid-05
Puntata 6: quanti troll! Cliccare o digitare: http://bit.ly/pid-06

__________

(L’ebook di Patrick Boylan, Progressisti in divisa: la Sinistra pacifista viene arruolata, appare a puntate sulla rivista online MegaChip; dopo l’ultima puntata verrà pubblicato per intero nella nascente collana ebook di MegaChip.)
…………………..

Note:

Le puntate finora uscite di “Progressisti in divisa: la Sinistra pacifista viene arruolata”:

puntata 1 – http://bit.ly/pid-01 — “Ricordare il 19 marzo 2011… per non riviverlo”
puntata 2 – http://bit.ly/pid-02 — “Le ong, belle infedeli – almeno spesso”
puntata 3 – http://bit.ly/pid-03 — “Come sono stati arruolati RaiNews24 e Tavola della Pace”
puntata 4 – http://bit.ly/pid-04 — “Paolo Dall’Oglio e Giulio Marcon: la meglio gioventù”
puntata 5 – http://bit.ly/pid-05 — “Gli inganni di Avaaz”
puntata 6 – http://bit.ly/pid-06 — “Come Internet ci intrappola — quanti troll!”

 

Categorie: Cultura e Media, Opinioni, Pace e Disarmo
Tags: , , , ,

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

Cerca

Il canale Instagram di Pressenza

 

Solidarietà ai tempi del Coronavirus

Documentario: L'inizio della fine delle armi nucleari

Documentario: RBUI, il nostro diritto di vivere

Mobilitiamoci per Assange!

App Pressenza

App Pressenza

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.