Amnesty: gli USA non devono dare la caccia a Edward Snowden

25.06.2013 - Amnesty International

Dopo l’incriminazione di Edward Snowden ai sensi dell’Atto sullo spionaggio, Amnesty International ha dichiarato che gli Usa non devono sottoporre a procedura giudiziaria chi riveli informazioni sulle violazioni dei diritti umani commesse da un governo. Tali attivita’ sono protette dal diritto all’informazione e alla liberta’ d’espressione.

Amnesty International ritiene che, se estradato negli Usa, Snowden potrebbe rischiare di subire maltrattamenti.

‘‘A quanto pare, Snowden e’ stato incriminato essenzialmente per aver rivelato azioni illegali, del suo governo e di altri governi, che violano i diritti umani’‘ – ha dichiarato Widney Brown di Amnesty International.

L’ex tecnico informatico, che aveva gia’ lavorato per conto della Cia, ha denunciato operazioni di sorveglianza su ampia scala all’interno degli Usa e a livello internazionale. Il 22 giugno, e’ stato accusato di furto di proprieta’ del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni relative alla difesa nazionale e diffusione di informazioni confidenziali a terza parte.

Dopo essere stato visto a Mosca, Snowden pare diretto in Ecuador, dove intenderebbe chiedere asilo politico e non rischierebbe di essere estradato verso gli Usa. Le autorita’ statunitensi, compreso il segretario di Stato John Kerry, hanno dichiarato che egli ha ‘‘tradito la sua nazione’‘.

Oltre ad averlo incriminato, gli Usa hanno revocato a Snowden il suo passaporto, un’azione valutata da Amnesty International come un’interferenza col suo diritto alla liberta’ di movimento e di chiedere asilo politico.

Amnesty International sottolinea che una persona non puo’ essere estradata mentre la sua richiesta d’asilo e’ in corso d’esame.

‘‘A prescindere da dove andra’, Snowden ha diritto a chiedere asilo politico. Perche’ l’ottenga, dovra’ dimostrare un timore ben motivato di essere perseguitato. Anche se la sua richiesta venisse respinta, resta il principio che nessun paese puo’ inviare una persona in un altro paese dove questa corra il rischio concreto di essere sottoposta a maltrattamenti. Il suo trasferimento forzato negli Usa lo porrebbe a grande rischio di violazioni dei diritti umani’‘ – ha dichiarato Brown.

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Nord America
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