Regione
15O: in migliaia a New York per la protesta globale
Gli organizzatori parlano di 15.000 persone giunte a Times Square sabato pomeriggio, alla fine di una giornata di cortei e proteste in gran parte di Manhattan. Da New York a Madrid, Roma, Londra, Jakarta, Tokio e Sidney, le manifestazioni si sono sommate alla protesta globale indetta dal movimento degli Indignados spagnoli, seguito poi dal movimento Occupy Wall Street.
Lo squallore del palazzo e noi, il 99%, lì fuori indignati a riprenderci il futuro
Forse pochi al mondo come gli italiani hanno la sensazione plastica dell’incomunicabilità tra il palazzo e il paese reale, quello del 99% che non è più rappresentato dalle caste politiche, economiche e mediatiche che in questi trent’anni hanno costruito una narrazione nella quale l’aumentare smisurato dei loro privilegi era spacciato per democrazia e libertà.
Protestano gli indignati in più di 80 paesi
Uniti per un cambiamento globale senza distinzione di razza e credo politico, milioni di persone in più di 80 paesi dimostrarono oggi il loro disaccordo le élite politiche ed i poteri finanziari, in una giornata mondiale senza precedenti. Strade e piazze questo sabato si sono riempite di gente dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa
Niente fermerà il nostro volo
Pubblichiamo questa mail-comunicato che ci hanno mandato gli indignati di Roma. Una mail dove traspare una comprensibile amarezza ma la grande determinazione del popolo degli indignati a proseguire sulla strada intrapresa e che una gestione criminale dell’ordine pubblico ha inutilmente tentato di fermare.
La redazione di Pressenza Italia
Myanmar, amnistia: il governo deve fare ancora altro
Amnesty International giudica il rilascio di almeno 120 prigionieri politici avvenuto il 12 ottobre in Myanmar a seguito di un’amnistia un primo, minimo passo in avanti e ha sollecitato il rilascio immediato e incondizionato di tutti i restanti prigionieri di coscienza, che costituiscono dopo il provvedimento odierno la maggior parte delle persone ancora in stato di detenzione.
Le “balene” di Greenpeace in difesa del Santuario dei Cetacei
Questa mattina una decina di attivisti di Greenpeace sono entrati in azione al palazzo della regione Liguria a Genova, sede simbolo del Santuario dei Cetacei, per chiedere al Presidente Burlando di salvare il Santuario. Gli attivisti di Greenpeace si sono ripetuti a Firenze al palazzo della regione Toscana, chiedendo al presidente Rossi un intervento immediato.










