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Medio Oriente

Lo scambio di prigionieri Israele-Hamas fa luce sulle dure pratiche di detenzione di entrambe le parti

Lo scambio di prigionieri riguardante il soldato israeliano Gilad Shalit e 477 detenuti palestinesi mette in risalto la necessità che sia riservato un trattamento umano a tutte le persone detenute in Israele e nei Territori palestinesi occupati (Tpo), ha dichiarato oggi Amnesty International.

Proteste e denuncie della repressione del governo yemenita

Tawakkul Karman, l’attivista insignita quest’anno del Premio Nobel per la Pace, ha guidato una manifestazione di protesta davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York per chiedere alla comunità internazionale di porre fine alle violenze in corso nello Yemen.

Pressioni per il cambiamento

Decine di migliaia di manifestanti, uomini, donne e bambini, si sono radunati ieri a Sana’a per chiedere un’ennesima volta un cambio al potere, mentre a New York il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ascoltava la relazione dell’emissario in Yemen, Jamal Benomar.

Qui la pace non c’è

“Ricevere il Premio Nobel è un grande onore, soprattutto in un momento così difficile per lo Yemen. Tawakkul Karman è un’attivista che ha saputo attirare l’attenzione dei media, è nota soprattutto per aver fondato un’associazione per la libertà di stampa.”

Passi avanti nella messa al bando delle bombe cluster

Con l’annuncio di nuovi paesi che aderiranno al Trattato di Oslo per la messa al bando delle bombe a grappolo (o cluster come sono anche note in inglese) si è conclusa a Beirut la seconda riunione degli Stati parte alla convenzione. Durante la settimana di lavori nella capitale libanese, lo Swaziland è diventato il 63° paese ad aver ratificato il Trattato.

E’ in Palestina la Carovana italiana del Contratto mondiale sull’acqua

E’ arrivata nella Valle del Giordano la Carovana dell’acqua, iniziativa promossa dal Comitato italiano per il contratto mondiale sull’acqua con l’obiettivo di verificare l’accesso alle risorse idriche per palestinesi dei Territori occupati da Israele.
La Carovana, che è giunta alla sua quinta edizione ha constatato la drammaticità della situazione.

Protesta elettronica per la democrazia

Una protesta ‘elettronica’ per chiedere la fine dei processi militari e l’adesione del governo egiziano ai principi ispiratori della rivoluzione del 25 gennaio che ha messo fine al regime dell’ex presidente Hosni Mubarak. Così, almeno 130.000 persone, attivisti di social network, hanno protestato contro le politiche messe in atto dal Supremo consiglio delle forze armate.

Resistenza nonviolenta in Palestina

Dal blog “Fuera de lugar” (fuori luogo) di publico.es:

Intervista a Ali Abu Awwad del Circolo dei Genitori (The Parents Circle) , di Amador Fernández-Savater e Juan Gutiérrez. Realizzata durante l’incontro “Pace in positivo: una sfida possibile” svoltosi l’8 di giugno del 2010 a Bilbao.

Dopo una lunga ed agitata notte, Tahrir rivendica l’orgoglio egiziano

5 mesi dopo essere esplosa la rivolta contro Mubarak, gli egiziani occupano la piazza Tahrir per rivendicare l’orgoglio nazionale con un sit-in di massa che riproporrà priorità per accelerare la transizione democratica. La mobilitazione battezzata come “venerdì di persistenza” cominciò molto prima, a giudicare dalle arringhe, slogan e bandiere che dominano la piazza di El Cairo

Le forze militari siriane intensificano le operazioni; migliaia i profughi al confine con la Turchia

Da Damasco giunge notizia di un’intensificazione delle operazioni militari nel nord del paese da parte delle forze di sicurezza siriane, intese a reprimere le proteste antigovernative che si stanno diffondendo. Lunedì ci sono stati centinaia di arresti nella città di Jisr al-Shughur. Le operazioni continuano ora a Maarat al-Numaan, nel nord della Siria.

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