Il 1 maggio 1961, durante le celebrazioni per la festa dei lavoratori all’Avana, Plaza de la Revolucion, Fidel Castro pronunciò uno dei discorsi più significativi della storia cubana, dichiarando ufficialmente la nazionalizzazione dell’insegnamento.
La “Legge di Nazionalizzazione” dell’insegnamento, dopo l’annunciò del 1° maggio, trovò applicazione il 6 giugno 1961, rendendo l’istruzione un diritto universale e gratuito per tutti i cittadini, espropriando le scuole private sia laiche sia ecclesiastiche, molte delle quali erano religiose: gesuiti, lassaliani, maristi, agostiniani.
Questo annuncio segnò la fine dell’istruzione privata nell’isola e la creazione di un sistema scolastico interamente pubblico e gratuito, gestito dallo Stato, che negli anni è diventato punto di riferimento per i popoli del Sud del mondo.
A Cuba, oggi, non esistono scuole private: ovvero NON esistono istituti che, sul diritto fondamentale all’istruzione, fanno profitto e prendono sovvenzioni dallo Stato. Vi sono alcune eccezioni, permesse dalla legge, che consentono a limitate istituzioni di svolgere attività private di insegnamento: scuola di lingua e cultura cubana (rivolta soprattutto ad adulti) e stranieri; docenti che svolgono ripetizioni e doposcuola; corsi di economia domestica; e scuole di ballo.
L’articolo 73 della Costituzione Cubana afferma: “L’educazione è un diritto di tutte le persone e responsabilità dello Stato, che garantisce servizi educativi gratuiti, accessibili e di qualità per la formazione integrale, dalla prima infanzia fino all’insegnamento universitario post-laurea. Lo Stato, per rendere effettivo questo diritto, stabilisce un ampio sistema di istituzioni educative in tutti i tipi e a tutti i livelli di istruzione, che offre la possibilità di studiare in ogni fase della vita secondo le attitudini, le esigenze sociali e ai bisogni dello sviluppo economico-sociale del paese. Nell’educazione hanno responsabilità la società e le famiglie. La legge definisce la portata dell’obbligo scolastico e la durata minima prescritta del corso di studi; l’educazione delle persone adulte e quegli studi di corsi post-laurea o di altri corsi complementari che in via eccezionale possono essere remunerati.”
Il successo di queste riforme portò il governo a dichiarare Cuba “Territorio Libero dall’Analfabetismo” il 22 dicembre del 1961, avendo ridotto il tasso di analfabetismo nazionale a meno del 4% in un solo anno.
Il 22 dicembre del 1961 Cuba viene dichiarata territorio libero dall’analfabetismo: la “Giornata dei lavoratori dell’istruzione”. In questo giorno del 1961, Cuba si dichiarò libera dall’analfabetismo, in seguito all’Anno dell’Istruzione, durante il quale oltre 200.000 cubani si offrirono volontari nelle brigate di alfabetizzazione. Oltre 700.000 cubani impararono a leggere e scrivere e il tasso di alfabetizzazione cubano salì al 96%, uno dei più alti al mondo. Fu una Vittoria della Rivoluzione per l’innalzamento del livello culturale ed educativo del popolo.
Il 1961 fu proclamato a Cuba come l'”Anno dell’Istruzione”, un periodo caratterizzato dalla mastodontica Campagna di Alfabetizzazione che coinvolse oltre 250.000 volontari (i “brigatisti”) per insegnare a leggere e scrivere alla popolazione rurale (campagne, isole, montagna, etc.).
La campagna portò a sradicare l’analfabetismo (che nelle aree rurali superava il 40%) e a formare una nuova coscienza rivoluzionaria attraverso un sistema educativo centralizzato e accessibile a tutti. Nonostante la carenza di scuole, nella Cuba pre-rivoluzionaria vi erano oltre 10 mila insegnanti disoccupati.
Oggi a Cuba esistono anche due canali TV di supporto all’educazione: Canal Educativo, lanciato nel 2002, trasmette principalmente contenuti didattici a supporto del sistema scolastico nazionale; e Canal Educativo 2, creato nel 2004 per integrare l’offerta formativa con programmi culturali e sociali.
Per ulteriori info:
https://www.senzatregua.it/2013/10/14/sullistruzione-a-cuba/
22 dicembre 1961, Cuba dichiarata territorio libero dall’analfabetismo











