Il teorema della “area grigia” a sostegno di Askatasuna, espresso dal Procuratore Generale Lucia Musti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, in cui si accusa la borghesia colta torinese di tollerare e assecondare le condotte violente del centro sociale, sta diventando l’arma della destra al potere, per attaccare e stigmatizzare chi un confronto democratico e non violento sta invece cercando di metterlo in pratica.

In questo tritacarne mediatico è stata coinvolta anche Pressenza, in un articolo de “Il Giornale” del 20 aprile, assieme ad altre realtà che, come noi, tentano di riflettere, approfondire e problematizzare le dinamiche del conflitto sociale e della repressione del dissenso.

E prima di noi docenti universitari e un intero dipartimento dell’Università di Torino, all’avanguardia sui temi del disagio sociale e del crimine organizzato.

Non stupisce quindi, ma preoccupano i toni e il tentativo di screditare, l’attacco violento al dottor Leone, medico che esercita a Biella, che durante gli scontri del primo maggio a Torino ha provato a interporsi in modo pacifico tra polizia e manifestanti.

La vicenda del consigliere regionale di Fratelli d’Italia che ha criticato Francesco Leone, primario di oncologia dell’ospedale di Biella, per la partecipazione al corteo del Primo Maggio a Torino e prospetta addirittura interrogazioni per “lesa dignità dell’ospedale” meriterebbe di essere seppellita da una risata, come si diceva un tempo. Ma qualche considerazione è opportuno farla. Siamo di fronte a questo: un personaggio politico di estrema destra finito nella bufera della società “Cinque Forchette” insieme ad alcuni compagni di partito che invece di starsene zitto come la figuraccia fatta consiglierebbe ne aggiunge un’altra. I fatti parlano chiaro, uno stimato medico che esercita il suo diritto costituzionale partecipando come libero cittadino ad una manifestazione pacifica. Zappalà lo dipinge come attivo partecipante agli scontri. Insomma, per Zappalà un sovversivo violento e doppiamente censurabile in quanto medico del servizio pubblico. In realtà è esattamente il contrario: come già mesi fa il corteo è stato pacifico e sono stati marginali i tafferugli nati ancora una volta dalla cattiva gestione del caso Askatasuna mesi fa da parte delle autorità. Le immagini restituiscono una verità ben diversa, Leone è filmato con le mani alzate mentre cerca di mediare tra poliziotti e manifestanti proteggendo ad un certo punto anche un poliziotto finito a terra. Leone rivendica il suo diritto a manifestare pacificamente e giustamente ricorda che i fondi pubblici impiegati da sei mesi per fare presidiare da parte della polizia il centro sociale Askatasuna sono risorse sottratte ad altre finalità, anche alla sanità.  Un caso quindi creato da Zappalà a suo uso e consumo. Meglio farebbe l’esponente dell’estrema destra biellese a rileggere per bene la Costituzione e a comprendere che non siamo più nel ventennio.