Fioccano le diagnosi e i giudizi sulla sanità mentale e sulle iniziative dell’uomo più potente della Terra e sono tutte diagnosi e giudizi implacabili che ne evidenziano la demenza, l’aggressività, la sete di denaro e di potere.
Per raggiungere i suoi obiettivi Trump non guarda in faccia a nessuno, siano essi bambini o bambine, anziani o anziane, donne o uomini. E meno male che si era fatto eleggere come l’uomo che avrebbe riportato la pace nel mondo!
Guerre, stragi, genocidi, distruzione e fame sono invece il bagaglio con cui si è presentato al mondo e ai suoi elettori, che però in buona parte continuano a sostenerlo con un fanatismo incrollabile. Si prende quello che vuole, o almeno ci prova ed è quello che vorrebbe fare con Cuba …
Le prese di posizione davanti a tanta infantile ma pericolosa aggressività e prepotenza arrivano più dal mondo dell’associazionismo che dagli Stati, che osservano paralizzati e impauriti all’inasprimento “trumpiano” del già devastante embargo che colpisce Cuba da oltre 60 anni.
Ma c’è chi dice NO! C’è chi si mobilita, chi non abbandona Cuba e il meraviglioso popolo cubano e quindi le iniziative di solidarietà fioccano in tutto il mondo. Una di queste riguarda UNISIN, uno dei sindacati dei bancari e qui mi tocca precisare: “Ho detto bancari, non banchieri!”
Il Direttivo e la Segreteria Nazionale UNISIN hanno approvato all’unanimità il sostegno all’eroica resistenza di Cuba all’aggressione statunitense attraverso un versamento di 2mila euro a favore della “Campagna nazionale straordinaria di raccolta fondi a sostegno del sistema elettro-energetico cubano – Energia per la vita, accendiamo la luce su Cuba.”
Nel comunicato sindacale inviato a tutte le strutture italiane si legge: “Questo nostro contributo è anche un ringraziamento per l’aiuto che Cuba ha prontamente dato al nostro Paese durante le tragiche giornate del COVID e in generale negli ultimi anni, inviando specialisti, medici ed infermieri che si sono distinti per la generosità e la professionalità nei numerosi ospedali dove hanno prestato la loro opera. Ancora oggi ci sono moltissimi medici cubani che supportano con il loro lavoro il nostro sistema sanitario.”











