L’uso del cibo come forma di pressione nei confronti di un altro Paese è una flagrante violazione dei diritti umani della popolazione; così afferma il Consiglio per i diritti umani dell’ONU, approvando nella sua 61° sessione una risoluzione presentata da Cuba.
Viene condannato l’uso del cibo come arma di coercizione politica o economica e si invitano gli Stati ad astenersi dall’applicare misure unilaterali che mettono in pericolo la sicurezza alimentare di altri Paesi.
Presentando la risoluzione, Cuba ha denunciato nuovamente il disumano e illegale blocco degli Stati Uniti, che colpisce gravemente il diritto al cibo di tutto il popolo cubano.
Il Consiglio per i diritti umani ha approvato all’unanimità anche la risoluzione proposta da Cuba sui diritti culturali. L’iniziativa cubana riafferma la cultura come componente essenziale dello sviluppo umano e fattore importante per l’inclusione sociale.
Il testo riconosce il diritto delle persone con disabilità a partecipare pienamente alla vita culturale. La cultura getta ponti, va oltre i confini e promuove il dialogo tra i popoli. (Cubadebate)
Adesso vedremo se qualcuno dei governi occidentali, sempre pronti ad agitare la bandiera del rispetto dei diritti umani, commenterà questa risoluzione. Se fosse stata presentata da Zelensky, o da qualche membro del suo circo, sicuramente tutti i giornali avrebbero aperto con questa notizia.











