“Sull’amianto non possiamo più permetterci ritardi, silenzi o scaricabarile istituzionali – ha esordito Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei deputati ed ex Ministro dell’Ambiente, intervenendo all’iniziativa svolta oggi, 28 aprile, nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati – A fronte di risorse stanziate e di strumenti già messi in campo nella scorsa legislatura, ancora oggi non abbiamo un riscontro chiaro né dal Governo né dalle Regioni su come siano stati spesi i fondi destinati alle bonifiche. E questo è inaccettabile, perché mentre la burocrazia rallenta, le persone continuano ad ammalarsi e a morire”.

Nel corso del convegno è stato presentato il libro, intitolato “Amianto, dalla prevenzione alla bonifica”, pubblicato nel 2025 e scritto da Ezio Bonanni, avvocato da oltre 20 anni impegnato nella difesa legale delle vittime dell’amianto e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

“Parliamo di una ferita ancora aperta nel Paese: a 34 anni dalla legge che ha messo al bando l’amianto, in Italia risultano ancora 40 milioni di tonnellate disseminate sul territorio, si stimano 7 mila decessi l’anno per patologie asbesto-correlate e ci sono ancora 2.500 scuole pubbliche con presenza di amianto, con un’esposizione che riguarda centinaia di migliaia di studenti, insegnanti e lavoratori – ha evidenziato Costa ricordando il proprio lavoro svolto durante il mandato al Ministero dell’Ambiente – Nella scorsa legislatura abbiamo stanziato circa 400 milioni di euro per la bonifica dell’amianto negli edifici pubblici, con priorità a scuole e ospedali. Ma oggi attendiamo ancora un reporting puntuale su come quelle risorse siano state utilizzate. Non sto dicendo che non sia stato fatto nulla: sto dicendo che i cittadini hanno il diritto di sapere cosa è stato realizzato, cosa no e perché”.

Il Vicepresidente della Camera ha anche richiamato alcuni risultati ottenuti, a partire dalla modifica costituzionale dell’articolo 41 della Costituzione, che oggi sancisce il principio secondo cui l’attività economica non può svolgersi a danno della salute e dell’ambiente: “È stato un passaggio storico, ma ora servono atti conseguenti. Non bastano i principi se poi non si traducono in bonifiche, prevenzione e tutela concreta delle famiglie e dei lavoratori”.

E, denunciando l’assenza di una strategia aggiornata e strutturale, ha concluso: “Manca ancora una mappatura localizzata della presenza di amianto sul territorio nazionale e bisogna accelerare sui decreti attuativi delle norme approvate. È stata persino cancellata presso il Ministero dell’Ambiente la Direzione Generale Bonifiche, che aveva prodotto un incremento straordinario delle attività. Sono segnali che non possiamo ignorare. L’amianto non ha colore politico. Non è una questione di destra o di sinistra, ma di salute pubblica, giustizia ambientale e rispetto per le vittime e le loro famiglie. Serve subito un cambio di passo. Servono risposte, trasparenza e una vera accelerazione. Non c’è più tempo da perdere”.