Una manifestazione quasi senza precedenti negli ultimi anni per quanto riguarda il conflitto nel settore dell’istruzione in Catalogna ha coronato una settimana di sciopero in tutto il territorio.

Alcune fonti stimano una partecipazione di 100.000 persone alla mobilitazione tenutasi venerdì 20 marzo a Barcellona. L’emblematica maglietta gialla, simbolo delle mobilitazioni contro i tagli all’istruzione iniziate nel 2012, è diventata il colore identificativo della marcia. La protesta arriva anche come risposta al patto raggiunto dal governo con i sindacati come CCOO e UGT, un accordo che gran parte del corpo docente considera insufficiente, se non addirittura un tentativo di scrollarsi di dosso il problema senza affrontare le reali richieste del settore.

Meno alunni per classe

Più sostegno all’istruzione inclusiva

Il coordinamento è stato uno degli elementi chiave della giornata: quattro colonne, provenienti da diversi punti di Barcellona, hanno marciato fino a convergere in piazza Tetuán. Da lì, la manifestazione è proseguita lungo il viale di Sant Joan in direzione del Parlamento della Catalogna.

I gruppi organizzati sono la chiave per protestare contro le ingiustizie

La protesta ha formato un vero e proprio fiume umano che ha attraversato la città per esigere miglioramenti urgenti nel sistema educativo. Al di là di una mobilitazione puntuale, queste proteste sono l’espressione di un malcontento accumulato e di carattere strutturale, frutto di anni di tagli e di mancanza di investimenti sostenuti nell’istruzione pubblica.

Investimenti che raggiungano il 6% del PIL nei prossimi 4 anni

Tra le principali rivendicazioni degli insegnanti spiccano il miglioramento delle condizioni salariali — con l’obiettivo di recuperare il potere d’acquisto perso, stimato intorno al 25% negli ultimi anni — la riduzione del numero di alunni per classe, il potenziamento del personale — specialmente per l’attenzione alla diversità — e la diminuzione del carico burocratico, considerato una delle principali fonti di malcontento tra il corpo docente. Tutto ciò risponde alla necessità di garantire un’istruzione pubblica di qualità e sostenibile a lungo termine.

Questi punti sono già stati approfonditi nell’articolo pubblicato qualche giorno fa.

Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo

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