Il generale che guidava la guardia d’onore presidenziale del Venezuela, Javier Marcano Tabata, è stato licenziato pochi giorni dopo che il presidente deposto Nicolas Maduro è stato catturato dalle forze statunitensi durante l’Operazione Absolute Resolve – illegale secondo il diritto internazionale – a Caracas e inviato a New York per essere processato con l’accusa di narcoterrorismo (accusa per altro ritrattata e riscritta) (1).

L’ordine di destituzione, arresto e sostituzione del generale Marcano Tabata è stato impartito dalla nuova presidente vicaria ad interim, Decly Rodríguez, la quale lunedì ha prestato giuramento di fronte alla Costituzione Bolivariana alla carica di vertice con l’approvazione dell’Assemblea Nazionale, ricevendo il sostegno pubblico anche della figlia di Hugo Chavez, Rosines Virginia Chávez, e del figlio di Nicolas Maduro, Nicolás Maduro Guerra.

Delcy Rodriguez, di fronte al rispetto del Decreto di eccezione n. 5200 – che inaugura lo “Stato di shock esterno” per difendersi dall’aggressione USA e detta la cattura di qualsiasi collaborante con l’aggressore USA – non ha esitato ad ordinare l’arresto immediato del Maggior Generale Javier Marcano Tábata, capo della Guardia d’Onore Presidenziale e direttore della DGCIM (Direzione Generale del Controspionaggio Militare). L’alto ufficiale viene indicato come l’architetto del tradimento che ha permesso il sequestro del presidente Maduro lo scorso 3 gennaio.

L’arresto di Marcano Tábata sarebbe avvenuto nelle ultime ore dopo una notte piuttosto caotica nel Palazzo Legislativo Federale e a Miraflores, sede quest’ultima della Presidenza.

Il generale Marcano Tábata è stato collegato direttamente all’operazione statunitense per aver disattivato i protocolli di difesa aerea nella notte di sabato 3 gennaio sulla caserma di Fuerte Tiuna (sua responsabilità), ossia il luogo dove stavano dormendo Maduro e la moglie e dove sono stati sequestrati dalle forze speciali statunitensi.

L’accusa al generale Marcano Tábata è pesante: tradimento, facilitazione dell’operazione USA “Absolute Resolve”, smantellamento di protocolli di sicurezza, comunicazioni riservate con intelligence straniere nelle settimane precedenti. Sono accuse che richiedono verifiche, ma ci sono prove inconfutabili che ne determinerebbero un coinvolgimento diretto.

Sono trapelate informazioni che suggeriscono che l’arresto di Marcano Tábata non è stato un “errore”, ma una rapida risposta ai possibili esecutori di un tradimento deliberato. Le indagini della nuova amministrazione venezuelana indicano comunicazioni criptate tra il Generale e agenzie di intelligence straniere nelle settimane precedenti al 3 gennaio 2026.

Prima di rapire Maduro, le forze militari statunitensi hanno colpito i sistemi di difesa aerea e i radar Buk-2MA forniti dalla Russia al Venezuela e installati nei porti e negli aeroporti nell’ambito della loro “alleanza strategica”. Questo significa che senza l’abbattimento delle difese aeree, il rapimento non sarebbe stato una passeggiata.

Sebbene il trattato di cooperazione di difesa tra Mosca e Caracas fosse vago e non prevedesse aiuti militari immediati in caso di invasione straniera del Venezuela, con tutta evidenza è successo qualcosa che non doveva succedere: sono stati spenti i sistemi antimissile che dovevano scudare e difendere le basi militari; i sistemi di contrattacco non hanno attaccato le navi americane; e i sistemi anti aereo ed elicotteri non hanno abbattuto gli elicotteri invasori.

Quindi non si può parla purtroppo di un “errore”, ma di una sospensione intenzionale di questi sistemi di difesa, che aveva come fine la facilitazione dell’aggressione USA e del sequestro del Presidente Maduro, oltre al fatto di provocare un colpo di Stato contro il governo bolivariano. Questo non sarebbe successo senza il tradimento di alcuni settori venezuelani. Tabata è accusato di aver facilitato la “Via di Estrazione” e di aver consegnato agli USA le coordinate esatte e i punti ciechi dell’anello di sicurezza cubano-venezuelano, di aver permesso a forze irregolari di attaccare il Legislativo per creare una cortina di fumo mentre venivano negoziate le epurazioni interne, avendo così “consegnato” de facto il Presidente Maduro agli agenti della DEA statunitense.

Purtroppo, per coordinare un’operazione del genere, è servita l’inevitabile corruzione di tanti funzionari militari in molti posti chiave: buchi nel sistema, a cui però la leadership bolivariana è abituata fin dai tempi di Chavez fino ai tempi recenti, quando Maduro ha espulso Hugo Armando Carvajal Barrios (chiamato “El Pollo”) – ex capo dell’intelligence militare venezuelana – dalle Forze Armate il 4 aprile 2019 per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale a giugno 2025 si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l’ergastolo.

Per questi motivi – secondo fonti anonime citate da varie agenzie stampa – la presidente vicaria Rodriguez ha ordinato arresti di funzionari di intelligence e controspionaggio della DGCIM che rispondevano a Marcano. La Presidente Delcy Rodríguez ha mobilitato unità della Milizia popolare e collettivi chavisti leali per circondare Miraflores, non ricorrendo all’Esercito regolare.

“Non c’è peggior nemico di chi dorme in casa tua. Il generale Marcano Tábata non solo ha fallito nel suo dovere, ma ha venduto la sovranità al miglior offerente”, ha dichiarato un portavoce vicino alla vicepresidenza.

Senza dubbio questo arresto porta un terremoto a Miraflores, perché segna la fine della Guardia d’Onore come era conosciuta. Con 32 militari cubani morti durante l’operazione di estrazione, 8 militari venezuelani della Guardia d’Onore Presidenziale uccisi a sangue freddo dagli agenti della DEA, Tabata dietro le sbarre, il corpo di sicurezza presidenziale è collassato e ha bisogno di una ristrutturazione.

L’arresto di uno dei generali più potenti del Paese invia un messaggio chiaro: nell’attuale Venezuela il governo è disposto a fare chiarezza su ciò che è successo e che i collaboratori dell’aggressore USA paghino per la cattura di Maduro. Il governo di Delcy Rodriguez non sta fingendo normalità, ma sta ripulendo l’interno, a partire dai vertici militari. Sta dicendo, senza giri di parole, che la cattura di Maduro non verrà archiviata come “incidente”, ma trattata come atto ostile con complicità interne.

Tabata era stato, fino a quel momento, un uomo del potere popolare bolivariano, un “custode” della Rivoluzione Bolivariana, un militante chavista fin dai tempi di Hugo Chavez. Non si tratta di un generale qualsiasi, ma di un ex-custode del sistema.

Ed è qui che la narrazione neocoloniale occidentale inizia a scricchiolare. Un Paese davvero “finito” non apre inchieste contro i propri generali più potenti, non espone fratture, non cerca responsabili dentro casa. In un Paese “finito” è impossibile che lo stesso governo continui a governare ed è emblematico che a riconoscere il consenso e la territorialità di questo governo sia stato proprio Trump.

Nel frattempo la presidente Delcy Rodríguez ha nominato – in sostituzione a Tabata – il generale dell’esercito Gustavo González López nuovo comandante del reggimento della Guardia d’Onore Presidenziale (GHP), responsabile della sicurezza del capo dello Stato e direttore della Direzione Generale del Controspionaggio Militare (DGCIM).

La presidente ha definito la cattura di Maduro un “rapimento illegale” ed ha decretato che continui la mobilitazione generale e l’attivazione delle milizie, a sostegno delle unità regolari che occupano posizioni difensive nel Paese e che proteggono l’esecutivo. Inoltre ha ribadito il suo appello alla pace come diritto dei venezuelani e di tutti i popoli, affermando che il suo governo “invita il governo degli Stati Uniti a collaborare su un programma di cooperazione” mettendo a disposizione gli strumenti della Diplomazia Bolivariana di Pace.

 

 

(1) Atto d’accusa del 2020 contro Nicolas Maduro affermava che il Presidente costituzionale del Venezuela fosse leader della presunta organizzazione narcoterrorista “Cartel de los Soles”. L’esistenza del “Cartel de los Soles” è stata smentita dallo stesso Dipartimento di Giustizia USAdopo che l’amministrazione Trump ha catturato Maduro, pubblicando un atto d’accusa riscritto che tacitamente ammettere che Maduro non è leader di nessuna organizzazione narcoterrorista e che il “Cartel de los Soles” non esiste. Notizia che persino il mainstream italiano ha dovuto riportare https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/maduro-ora-gli-usa-cambiano-idea-non-e-il-leader-di-un-cartello-di-narcos_107665299-202602k.shtml